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68° Comitato Regionale dell’OMS-Europa – Di Nadia Clementi

Roma, all'Auditorium della Tecnica era accreditato per conto di A4HP il dott. Matteo Bertelli, presidente del gruppo MAGI di Bolzano

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Si è concluso il 68° Comitato Regionale OMS Europa, svoltosi a Roma, presso l’Auditorium della Tecnica, dal 17 al 20 settembre 2018.
L’evento ha rappresentato l’occasione per illustrare i nuovi dati sulla salute dei cittadini europei e per ribadire l’importanza dell’attuazione di politiche preventive mirate in modo particolare alla corretta e sana alimentazione, alla promozione dell’attività fisica, lotta all’obesità, salute riproduttiva, accesso alle cure dei malati di malattie genetiche e rare.


Yeltay Rakhmanov, Gabriella Sozanski, Matteo Bertelli ed Elena Manara.
 
Alla cerimonia erano presenti il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, il Ministro alla salute on. Giulia Grillo, la Principessa Mary di Danimarca, il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, il direttore dell'Oms Europa Zsuzsanna Jakab e le delegazioni dei 53 Stati Membri della Regione Europea dell’OMS.
Ai lavori hanno preso parte i massimi vertici dell’OMS e di altre agenzie delle Nazioni Unite (tra le quali FAO, UNHCR, WFP, UNEP, UNICEF, UNAIDS), i delegati UE e OCSE, i rappresentanti accademici internazionali e le fondazioni e organizzazioni accreditate all’OMS fra cui il Dott. Matteo Bertelli presidente del gruppo MAGI accreditato per conto di A4HP.
 
Nel corso della sessione inaugurale dei lavori, il Ministro della salute on. Giulia Grillo ha confermato l’impegno dell’Italia ad affrontare, in collaborazione con l’OMS e gli altri Paesi della Regione, le principali sfide di sanità pubblica in una prospettiva regionale e globale. Nel suo intervento ha confermato l’impegno ad attuare politiche sanitarie rivolte alla riduzione delle disuguaglianze e alla garanzia di accesso universale alle cure.
Ha inoltre ribadito che per le malattie genetiche e rare la prima sfida che devono affrontare i pazienti e le famiglie è quella di giungere alla diagnosi: una battaglia più che mai disarmante, una lotta contro il tempo che si ripete ad ogni nuovo stadio di evoluzione della malattia rara degenerativa.
I pazienti confermano altresì che la carenza di conoscenza sulla loro malattia contribuisce a mettere in pericolo la loro stessa vita, con enormi perdite: ritardi e ricoveri inutili, infinite consulenze specialistiche e prescrizione di farmaci e trattamenti inadeguati o persino dannosi.


Yeltay Rakhmanov, Gabriella Sozanski, Matteo Bertelli ed Elena Manara.
 
Nello specifico il tema principale ha riguardato:
-    la difficoltà nel giungere ad una diagnosi corretta: il periodo tra l’insorgenza dei primi sintomi e la formulazione di una diagnosi appropriata comporta ritardi altamente rischiosi e inaccettabili, come pure una diagnosi errata comporta cure inappropriate (la confusione pre diagnostica);
-    carenza di conoscenze scientifiche: che si concretizza nella difficoltà di sviluppare una corretta strategia terapeutica e nel reperire sia prodotti farmaceutici che apparecchiature mediche appropriate;
-    conseguenze sociali: vivere con una malattia rara ha implicazioni in ogni campo della vita, nella scuola, nella scelta della professione, nel tempo libero con gli amici o nella vita affettiva. Può condurre all’isolamento sociale, esclusione dalla comunità, discriminazioni a fini assicurativi e spesso a opportunità professionali ridotte (quando non del tutto irrilevanti);
-    alti costi delle cure e dei pochi farmaci esistenti: la spesa extra per fronteggiare la malattia, in termini di aiuto umano e tecnico, insieme alla carenza di benefici sociali e possibilità di rimborso, causa un generale impoverimento della famiglia e aumenta drammaticamente le differenze di accessibilità alle cure per i pazienti affetti da malattie rare.
-    la disomogeneità nella disponibilità di trattamento e assistenza: le cure innovative sono spesso diversamente accessibili nei paesi dell’unione europea a causa dei ritardi nel determinare il prezzo dei farmaci e/o nelle decisioni relative alla rimborsabilità, della scarsa familiarità con queste terapie da parte dei medici che trattano i pazienti (numero insufficiente di medici coinvolti nei trials) e nell’assenza di linee guida o raccomandazioni relative al trattamento.
 
Altro importante tema all’ordine del giorno, «Promuovere le diete sane e l’attività fisica: una dimensione europea nella prevenzione di sovrappeso, obesità e malattie croniche».
Le statistiche confermano che la scorretta alimentazione e la mancanza di attività fisica sono le cause principali dell’aumento dell’obesità, di malattie evitabili e di decessi prematuri in Europa.
Pertanto uno dei maggiori problemi di sanità pubblica sarà quello di contribuire a promuovere stili di vita sani, elaborare strategie per migliorare le abitudini alimentari nell'Unione Europea.
L’allarme è stato rivolto anche agli Stati membri affinché progettino e attuino iniziative volte a promuovere diete sane e attività fisica.
Si è inoltre evidenziato che il carattere multi-causale dell’obesità diffusa richieda un approccio multilaterale, come ad esempio la Piattaforma d’azione europea per l'alimentazione, l’attività fisica e la salute.
 
MAGI al 68th Session of the WHO Regional Committee for Europe, alla cerimonia di apertura del 17 settembre 2018:

 
Infine si è parlato dell’infertilità: considerata dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) una patologia che riguarda in Italia circa il 15% delle coppie.
Le cause dell’infertilità, sia femminile che maschile, sono numerose e di diversa natura. Oltre a specifiche patologie trasmissibili e non, particolare rilievo hanno i fattori di rischio collegati all’adozione di stili di vita scorretti come ad esempio l’abuso di alcool, dieta inadeguata, fumo, uso di droghe, etc.
 
Altri fattori possono essere le condizioni ambientali insalubri come l’esposizione a radiazioni, inquinamento, etc. o fattori genetici e socio-culturali.
Tra questi ultimi va considerato che le donne italiane hanno gravidanze in età avanzata: l’età media al primo figlio è superiore a 31 anni. In molti casi, come per esempio nell’obesità o nelle infezioni, si può intervenire con l’informazione e la prevenzione.
In altri casi, come nell’endometriosi, sono essenziali la diagnosi precoce e cure adeguate e tempestive. La fertilità è quindi è un bene da tutelare fin dalla giovane età ed è un problema che non riguarda solo il singolo individuo o la coppia, ma la salute dell’intera società.
 
In conclusione il Ministro della Salute ha evidenziato l’importanza crescente della prevenzione come strumento di sostenibilità dei sistemi sanitari in particolare attraverso la promozione dei corretti stili di vita e la necessità di attuare politiche orientate ad una maggiore attenzione alla salute maschile e al contenimento del ricorso al contributo dei cittadini alla spesa sanitaria, tutelando le fasce più vulnerabili della popolazione.
 
Nadia Clementi: n.clementi@ladigetto.it

Per informazioni:
dott. Matteo Bertelli, Medico Genetista, Presidente MAGI EUREGIO, BOLZANO
MAGI Euregio S.c.s. - Via Maso della Pieve 60/A - Pfarrhofstraße 60/A - I-39100 Bolzano/Bozen
Phone: +39.0471.25.14.77 - Email: matteo.bertelli@assomagi.org

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