Home | Rubriche | Parliamone | Cosa è la «Elettromiografia» – Di Nadia Clementi

Cosa è la «Elettromiografia» – Di Nadia Clementi

Ne parliamo con il dott. Paolo Bortolotti, specialista neurologo e neurofisiologo presso il Centro Sanitario Trento

image

>
Non tutti sanno che presso il Centro Sanitario di Trento è attivo un ambulatorio di neurofisiologia, dove è possibile eseguire gli esami di diagnostica strumentale neurofisiologica come l’elettromiografia (EMG) e visite neurologiche.
L’esame elettromiografico viene eseguito dal dott. Paolo Bortolotti, medico, specialista in Neurofisiologia e in Neurologia, servendosi di uno strumento elettromedicale chiamato Elettromiografo.
L’ esame è sempre preceduto da una visita neurologica settoriale.
 
Il dott. Paolo Bortolotti, specializzato con il massimo dei voti e la lode in Neurologia presso l’Università di Modena ed in Neurofisiologia Clinica presso l’Università di Pavia ha organizzato ed è stato responsabile del Laboratorio dei Neurofisiologia Clinica dell’ospedale di riabilitazione Villa Rosa (APSS Trento).
Ci siamo rivolti a Lui per comprendere l’importanza di questi esami al fine della diagnosi delle patologie neurologiche.

Dottor Bortolotti, anzitutto ci spiega che cos’è la Neurologia?
«La Neurologia è una branca della medicina che studia le patologie del sistema nervoso centrale e periferico, mentre la Neurofisiologia è un’ultra-specializzazione nell’ambito della neurologia che si occupa di come funzionano nervi e muscoli, evidenziando, mediante specifici esami strumentali, eventuali deficit (come nel caso di neuropatie o miopatie).
«La caratteristica peculiare degli esami neurofisiologici è la capacità di ottenere informazioni dinamiche, cioè di indagare la risposta di nervi e fibre muscolari a stimoli variabili nel tempo.»
Questi esami sono:
• L’Elettromiografia: studia l’attività muscolare e la conduzione dell’impulso nervoso lungo i nervi periferici;
• I Potenziali Evocati: studiano le risposte elettriche del cervello e del midollo a stimoli visivi, acustici e tattili;
• L’elettroencefalogramma: studia l’attività elettrica generata spontaneamente dal cervello.
 
Presso il Centro Sanitario di Trento si esegue l’«elettromiografia». Che cos’è?
«È un esame che permette di valutare se è presente una lesione di un nervo o di un muscolo e di localizzarla.»
 
Quando viene prescritto l’esame elettromiografico? Per quali patologie?
«L’elettromiografia è prescritta dal medico di medicina generale (o dal pediatra) spesso su indicazione dello specialista neurologo, ortopedico, neurochirurgo ecc.
«Le indicazioni più comuni sono lo studio di patologie compressive nervose (ernia del disco, tunnel carpale, compressione del nervo ulnare al gomito ecc.) neuropatie in corso di diabete o uremia, malattie del muscolo congenite (miopatie) o acquisite (miositi).»
 
L’esame elettromiografico segue un protocollo prefissato? Da chi viene eseguito l’esame?
«L’ esame è organizzato in base al quesito, ai sintomi e alla clinica. Per questo l’elettromiografia è sempre preceduta da una visita specialistica neurologica che permette di definire quali e quanti distretti esaminare.
«L’esame è quindi effettuato dal medico a volte con la collaborazione di un tecnico di neurofisiologia.»
 
Come viene eseguito l’esame elettromiografico?
«È costituito da una prima parte (elettroneurografia) in cui, tramite elettrodi autoadesivi posti sulla cute, vengono registrati dei segnali ottenuti mediante una brevissima (frazioni di secondo) stimolazione elettrica del nervo, nella seconda parte (elettromiografia) viene rilevato il segnale muscolare tramite un sottile ago/elettrodo monouso che viene infisso nel muscolo.»
 
È doloroso?
«L’ esame può essere un po’ fastidioso ma, in genere, non è doloroso.»
 
Quanto dura?
«La durata varia in relazione al numero di distretti da esaminare, ma in genere 30 minuti.»
 
È necessaria una preparazione particolare?
«No, non necessita di preparazione particolari (ad es. digiuno o sospensione delle terapie abituali). Per migliorare la registrazione del segnale è preferibile che la cute sia priva di creme.»
 
È un esame «innocuo»?
«L’esame è innocuo, nel senso che non vengono utilizzati mezzi di contrasto né radiazioni ionizzanti. Per questo può essere ripetuto nel tempo per valutare l’andamento clinico e può essere effettuato anche a bambini o anziani.»
 
Ci sono delle controindicazioni all’esecuzione dell’esame?
«La anticoagulazione nel range terapeutico non è una controindicazione, ma le persone che assumono anticoagulanti orali devono segnalarlo.»
 
Nadia Clementi - n.clementi@ladigetto.it
Dott. Paolo Bortolotti - Centro Sanitario Trento (CST) - Via Brennero (TN) - www.csttrento.it

Condividi con: Post on Facebook Facebook Twitter Twitter

Subscribe to comments feed Commenti (0 inviato)

totale: | visualizzati:

Invia il tuo commento comment

Inserisci il codice che vedi sull' immagine:

  • Invia ad un amico Invia ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Plain text Versione solo testo

Pensieri, parole, arte

di Daniela Larentis

Parliamone

di Nadia Clementi

Musica e spettacoli

di Sandra Matuella

Psiche e dintorni

di Giuseppe Maiolo

Da una foto una storia

di Maurizio Panizza

Letteratura di genere

di Luciana Grillo

Scenari

di Daniele Bornancin

Dialetto e Tradizione

di Cornelio Galas

Orto e giardino

di Davide Brugna

Giovani in azione

di Astrid Panizza

Nella botte piccola...

di Gianni Pasolini

Campi da golf

di Francesco de Mozzi

Storia dell'Autonomia

di Mauro Marcantoni

Cartoline

di Bruno Lucchi

Amici a quattro zampe

di Fabrizio Tucciarone