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Carlo Busetti approda in Via Montenapoleone – Di Daniela Larentis

L’artista trentino da agosto esporrà le sue opere a Milano, nel cuore del fashion district più famoso del mondo – L’intervista

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Carlo Busetti, Into the blue, 2020 © - Opera esposta a Milano nello showroom di Via Montenapoleone.
 
L’artista trentino Carlo Busetti esporrà in agosto a Milano, in uno showroom di via Montenapoleone, nel cuore del fashion district più famoso del mondo. I progetti della sua «arte applicata» in via di sviluppo sono diversi e tutti molto promettenti.
Come abbiamo in altre occasioni sottolineato, è un testimone fedele del suo tempo: tramite la sua arte rappresenta con grande efficacia la condizione dell’uomo contemporaneo: richiamando il concetto di relazione, ne mette a nudo le fragilità, le contraddizioni, tutta la gamma delle emozioni, attraverso forme, linee e colore.
 
Laureato in ingegneria civile-ambientale, fin dalla tenera età coltiva la grande passione per il disegno, passando dai lavori a penna su carta degli anni Ottanta e Novanta all’affascinante universo della digital art.
Le nuove tecnologie permettono di sperimentare nuovi linguaggi anche nel campo dell'arte, Carlo Busetti, dopo aver provato varie tecniche, decide di esprimere al meglio la sua creatività attraverso l’uso dell’iPad, dal quale peraltro non si separa mai: lo porta sempre con sé, utilizzandolo come una sorta di taccuino dove abbozzare schizzi, dando forma alle sue idee. Le opere, una volta realizzate, vengono trasferite su supporti di diversa natura: pannelli in alluminio e alucobond, plexiglas, forex, pelle, vetro e non solo.
Uno dei suoi obiettivi è anche quello di dare vita a una serie di interventi e di soluzioni in grado di coniugare arte e architettura.
 
Partecipa nel tempo a prestigiose mostre, fra le quali menzioniamo TecnoNart, allestita presso il Centro Culturale d’Anaunia Casa de Gentili a Sanzeno; la Triennale di Roma, evento fra i più famosi del panorama artistico nazionale, alla quale partecipa nel 2017 con l'opera «Eterei voli», e altri importanti eventi curati da Loredana Trestin, apprezzata curatrice e gallerista operante in ambito nazionale e internazionale; conta fra l’altro al suo attivo importanti realizzazioni su commissione, ricordiamo l’opera «Percorsi paralleli» creata appositamente per la nuova stazione ferroviari di Mezzana, Trento, nel 2016.
Partecipa alla Biennale Arte Dolomiti con l’opera Archetipo, la collettiva allestita presso l’ex caserma sul Monte Rite in Cadore. Espone al museo All About Apple, a Savona, meta ambita per turisti e appassionati del noto marchio americano.
Espone in prestigiose location tra le quali citiamo, a titolo esemplificativo, il Galata Museo del Mare a Genova e lo spazio Divulgarti Eventi al Ducale, il palazzo Zenobio a Venezia, il Palazzo Velli Expo a Roma e la Rocca Paolina di Perugia e diversi altri.
Abbiamo avuto il piacere di incontrarlo e di porgergli alcune domande.
 

Carlo Busetti, Pensieri – 2020.
 
Come ha vissuto il lockdown imposto dall’emergenza coronavirus?
«Durante il lockdown, la produzione di opere è stata in realtà modesta, ne ho realizzate alcune che esprimono il mio stato d’animo di quel periodo.
«Da due opere, in particolare, dal titolo Pensieri e Parole, ho poi estratto delle immagini che sono state riprodotte su delle mascherine protettive lavabili e riutilizzabili, prodotte da un’azienda alla quale ho concesso l’utilizzo delle grafiche a titolo completamente gratuito.
«È stato un modo per cercare di trasmettere attraverso la mia arte un po’ di positività in un momento per tutti davvero difficile.»
 
Fra i vari progetti a cui sta lavorando c’è la collaborazione con alcune realtà operanti nell’ambito dei complementi d’arredo. Ne può accennare brevemente?
«Un progetto di arte applicata a cui collaboro dal 2018 è quello dell'imprenditore toscano Antonio Petracca, il quale nel 2013 concepisce e realizza la sua prima idea di un termoarredo unico nel suo genere, costituito da elementi modulari in acciaio e pannelli frontali di vetro temperato sui quali viene riprodotta con tecnologie di stampa digitali un’immagine.
«Successivamente, con l'ingresso di Andrea Flavi (manager di fama internazionale nel settore della moda e non solo) che ne assume il management, l'idea e la filosofia iniziale di questo dispositivo vengono rielaborate con il supporto di un team di esperti e professionisti.
«Incuriosito dal mio percorso artistico, è lui a suggerire alla proprietà di uniformarne l'immagine con quella di un unico artista, le cui opere digitali - le mie - saranno proposte in soli 33 esemplari. Lo scorso anno ho iniziato un altro interessante progetto di arte applicata con una ditta di Civita Castellana (VT).
«In questo caso la personalizzazione del termoarredo avviene con un procedimento diverso e più complesso rispetto a quello UV utilizzato per la stampa su vetro; si tratta della cosiddetta decalco per ceramica. In pratica si effettua la stampa della grafica su un'apposita carta transfer, ottenendo così la decalco che viene poi ritagliata e posizionata per scivolamento sulla superficie dell'oggetto da personalizzare, quindi il manufatto ritorna in forno per la cottura finale ad alta temperatura.
«La prima serie di termoarredi in ceramica nata da questa collaborazione, sarà costituita da 33 esemplari, numerati e certificati, personalizzati con la mia grafica artistica intitolata traffic city.
«Il primo di questa serie, al quale si è deciso di assegnare il numero zero, consiste in un dispositivo di forma rettangolare, che verrà installato nel Palazzo dei Rolli Saluzzo di Genova, all'interno degli spazi espositivi del CAD (creativity_art_design) dei quali Loredana Trestin è direttrice artistica.
«Il secondo della stessa serie, numero 1 dei 33 esemplari citati, a breve, a partire da agosto, sarà invece esposto in via Montenapoleone, all'interno di uno showroom che raccoglie le eccellenze made in Italy e in cui risulto già presente come artista con l'opera Into the blue
«Un'altra collaborazione in corso è quella con un’azienda trentina, la parete della sala centrale del CAD ospita l'installazione fissa dal titolo A gonfie vele, un’opera realizzata da Zanettin su mio progetto.»
 

Carlo Busetti, Traffic city, 2020, © - Opera riprodotta su termoarredo ceramico - Limited edition.
 
In questi anni di intensa attività ha raccolto diverse soddisfazioni, può condividere il ricordo di un evento per lei particolarmente significativo?
«Ricordo molto volentieri la mia partecipazione all’inaugurazione del museo della Apple a Savona di qualche anno fa, per m e è stato sicuramente un grande motivo di orgoglio visto che tutti i miei lavori nascono su iPad.
«Nonostante oggi la tecnologia consenta di spaziare, offrendo altri dispositivi, io resto fedele al mio iPad. Lo porto sempre con me, nel momento in cui mi arriva l’idea mi metto a disegnare.»
 
Un sogno nel cassetto?
«Spero tanto che i progetti di arte applicata abbiano un riscontro positivo, in modo da consentirmi, almeno in parte, di finanziare un progetto che sto portando avanti in Nigeria con il mio migliore amico, l'ing. nigeriano Christopher Ezeifedi, unitamente al supporto di alcuni colleghi professionisti trentini. Si tratta del progetto sperimentale Social Housing Nigeria nato in partnership con Nigerian Federal Ministry of Housing and Urban Development e Abuja Cooperative Federation.
«Il nostro obiettivo è sostanzialmente quello di promuovere un modello di edilizia abitativa sostenibile sia dal punto di vista ambientale (utilizzo di materie prime locali e rispetto del territorio) che socio-economico (impatto positivo sulla manodopera locale sia come posti di lavoro che trasferimento di know how).
«Desideriamo realizzare edifici di elevata qualità, energicamente efficienti, con soluzioni costruttive tali da abbattere i costi di costruzione, per rendere l'abitazione accessibile a quella fascia di popolazione di reddito medio-basso che altrimenti verrebbe esclusa dal mercato.
«Una sfida difficile, affrontata su più fronti sempre con tanta passione e tenacia, che ci ha visti impegnati per molti anni ma che adesso, con l'avvenuta realizzazione dei primi edifici del quartiere, ci sta ripagando degli sforzi sostenuti e dell'impegno sin qui profuso.»

Daniela Larentis – d.larentis©ladigetto.it

Carlo Busetti, Parole - 2020.

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