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Domenica sold out al MART Rovereto – Di Daniela Larentis

Inaugurata la nuova mostra «Picasso, de Chirico e Dalí. Dialogo con Raffaello», curata da Beatrice Avanzi e Victoria Noel-Johnson. È visitabile fino al 29 agosto

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Il Mart ha inaugurato una nuova imperdibile mostra voluta dal presidente Vittorio Sgarbi, curata da Beatrice Avanzi e Victoria Noel-Johnson, dal titolo «Picasso, de Chirico e Dalí. Dialogo con Raffaello», alla presenza delle autorità, fra l’entusiasmo generale di tutti coloro che finalmente tornano a riassaporare la gioia di visitare questo splendido spazio museale. Il pienone al Museo d’arte moderna e contemporanea di Rovereto, nella prima domenica del mese, è davvero un segno di buon auspicio, del resto la ricca proposta non poteva passare inosservata.
La nutrita esposizione è dedicata all’influenza che Raffaello Sanzio ebbe sui maggiori protagonisti del XX secolo: Picasso, de Chirico e Dalí.
 

Raffaello Sanzio (Urbino, PU, 1483 - Roma, 1520) - Autoritratto, 1505-1506.
Gallerie degli Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture, Firenze.
 
Provenienti da alcuni tra i più importanti musei internazionali, come le Gallerie degli Uffizi, il Musée national Picasso di Parigi e la Fundació Gala-Salvador Dalí di Figueres, i capolavori in mostra, più di cento, danno vita a un percorso espositivo nel quale antico e moderno entrano in dialogo, ancora una volta.
Questo tipo di proposta espositiva, basata su interessanti confronti e parallelismi, è una delle cifre stilistiche del museo, come fa presente Sgarbi evidenziando che «tutta l’arte è contemporanea», nel senso che artisti lontani dal punto di vista temporale possono essere affiancati, entrando in dialogo.
 

Salvador Dalí (Figueres, 1904 - 1989) - Autoritratto con il collo di Raffaello, 1921 circa.
Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres.
 
Per quanto riguarda i suoi primi due anni di presidenza, pur essendo stato talvolta criticato, sottolinea che per lui è un onore ricoprire questa carica nel più importante museo d’arte moderna e contemporanea del Paese.
Lo scorso autunno la mostra «Caravaggio. Il contemporaneo» ha messo in dialogo uno dei dipinti più drammatici del Maestro seicentesco con due fondamentali figure del XX secolo: l’artista Alberto Burri e il poeta Pier Paolo Pasolini.
Un’esposizione che è piaciuta molto e che ha attirato davvero moltissimi visitatori.
 
L’attuale mostra si snoda attraverso 8 sezioni tematiche: Dialogo tra maestri, L’eterno magistero di Raffaello, Maternità sacre e profane, Lo spazio ideale, La Fornarina. Una bellezza senza tempo, Picasso. Lo sguardo irriverente, Dalí. Un lungo sogno ad occhi aperti, De Chirico. Una rivelazione improvvisa.
Le opere propongono differenti variazioni dell’estetica di Raffaello, di cui viene esposto il celebre autoritratto proveniente dalle Gallerie degli Uffizi. Il cinquecentenario della morte, appena trascorso, è l’occasione per una rilettura dell’influenza esercitata dall’Urbinate su Pablo Picasso, Giorgio de Chirico, Salvador Dalí.
 

Giorgio de Chirico (Volo, 1888 - Roma, 1978) - Autoritratto, 1924 - Collezione privata.
 
Anche se in maniera del tutto indipendente, i tre artisti furono ispirati dalla lezione del maestro rinascimentale di cui studiarono, citarono, interpretarono l’opera, esempio imprescindibile nella ricerca di grazia, equilibrio e rinnovato classicismo.
Come è stato messo in luce, se negli anni del ritorno all’ordine numerosi artisti europei si rifecero all’esempio degli antichi maestri, i tre protagonisti della mostra, «cercarono» Raffaello lungo tutto l’arco delle loro lunghe carriere.
Come prima di loro accadde a numerosi artisti tra cui Jean-Auguste-Dominique Ingres, di cui la mostra presenta alcune opere, quella per Raffaello fu una passione costante.
 

Pablo Picasso (Málaga, 1881 - Mougins, 1973) - Donna seduta, 1920 - Musée national Picasso, Parigi.
 
La curatrice Beatrice Avanzi mette in luce nel suo intervento critico che «l’opera, e la vita stessa, di Raffaello sono state cristallizzate in un mito nutrito di seduzione e unanime consenso […] il fatto stesso che i maggiori artisti del secolo, interpreti delle sue istanze più rivoluzionarie, abbiano trovato un punto di riferimento costante nell’opera del ‘divino pittore’ è testimonianza eloquente di un magistero che appare oggi, ai nostri occhi, eterno».
Giorgio de Chirico manifestò apertamente la sua ammirazione per Raffaello, che studiò e copiò, considerandolo un riferimento per l’elaborazione della poetica metafisica e per la successiva stagione classicista; anche Dalí non fece mistero della sua considerazione per il maestro, un mito a cui guardò sin dagli anni giovanili.
 

Giorgio de Chirico (Volo, 1888 - Roma, 1978) - Piazza d'Italia con torre rosa, (1934)
Mart, deposito Collezione L.F.

 
Picasso, al contrario, non confessò mai il suo incontro diretto con l’opera del grande artista; tuttavia quest’ultimo appare all’origine di alcuni suoi capolavori e gli ispirò un’irriverente serie di acqueforti sul tema di Raffello e la Fornarina. Proprio in riferimento al pittore cubista, è intuizione della curatrice Victoria Noel-Johnson che due dei suoi più riusciti e noti capolavori, Parade e Guernica, contengano puntuali citazioni dell’esempio di Raffaello.
 
La mostra Picasso, de Chirico, Dalí. Dialogo con Raffaello prosegue nel Focus di approfondimento dedicato a Wainer Vaccari (Modena, 1949). L’eredità senza tempo del grande maestro del Rinascimento rivive nella pittura di questo artista contemporaneo, in un suggestivo legame tra Rinascimento e ventunesimo secolo.
 
Vaccari reinterpreta lo Spasimo di Sicilia di Raffaello, creando un suggestivo legame tra il maestro e la contemporaneità; ricrea in una visione attuale la grande opera realizzata dall’Urbinate nel 1517, originariamente commissionata per il monastero di Santa Maria dello Spasimo a Palermo e oggi, dopo una storia avventurosa, conservata al Museo del Prado di Madrid.

Daniela Larentis - d.larentis@ladigetto.it


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