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«Nature, arte ed ecologia» alla Galleria Civica di Trento – Di Daniela Larentis

L’esposizione, curata da Margherita de Pilati, sarà visitabile in Via Belenzani dal 30 ottobre 2015 al 31 gennaio 2016

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Margherita de Pilati, responsabile della Galleria Civica, davanti  all'opera di Willy Verginer «Tra idillio e realtà».
 
L’uomo non può essere considerato staccato dal contesto in cui vive, è parte di qualcosa di più grande che comprende il concetto di natura.
Vi è un conflitto fra uomo e salute del pianeta, o meglio, fra sviluppo industriale e ambiente?
E quest’ultimo ha un valore che prescinde dalla sua utilità per l’umanità?
Queste sono solo alcune delle domande a cui, utilizzando il linguaggio dell’arte contemporanea, attraverso una cinquantina di lavori di alcuni tra i maggiori artisti del nostro tempo, la Galleria Civica di Trento cerca di dare una risposta, proponendo un’indagine tanto attuale quanto urgente sull’ecologia, la «scienza complessiva delle relazioni tra l’organismo e l’ambiente», un termine coniato nel 1886 da Ernst Haeckel, il biologo tedesco acceso sostenitore delle teorie di Darwin.
Partendo dalla definizione originaria coniata dallo scienziato, Margherita de Pilati, responsabile della Galleria Civica e curatrice dell’interessante mostra, sviluppa un percorso espositivo che include i diversi aspetti che oggi il termine «ecologia» implica.
Dall’impegno degli ambientalisti, ai doveri politici, passando per la filosofia, l’economia, il consumismo, il concetto è entrato a far parte dei temi dell’etica contemporanea e insiste, in particolar modo, sui temi della relazione e della responsabilità.
 

Andrea Salvetti, Totem.
 
Pur lasciando spazio alla contemplazione e alle suggestioni che da sempre il confronto con la natura provoca, la mostra ruota attorno all’intervento dell’uomo e alle trasformazioni che ne conseguono.
Non semplicemente ospite ma protagonista-agente in una relazione che offre infinite possibilità, l’uomo si appropria, manipola, si identifica e dialoga con l’ambiente in cui, per casualità o per scelta, vive, come ben sottolinea nella sua presentazione.
Nell’esplorazione delle Nature, gli artisti rinnovano un legame fondante e indissolubile: vissuta o sfruttata, contemplata o utilizzata, la natura è inseparabile dall’uomo.
Nel percepirla, conoscerla e descriverla, gli artisti sono al tempo stesso oggetto inscritto nella realtà e soggetto esterno e narrante.
A realizzazioni dal forte contenuto politico si affiancano lavori talvolta ironici o maggiormente lirici, in un’esplorazione non univoca della relazione tra uomo e natura, da sempre oggetto di analisi e, al tempo stesso, d’ispirazione per studiosi, ricercatori, artisti.
 

David Aaron Angeli - Alambicchi.
 
Una fra le opere che maggiormente hanno colpito la nostra attenzione affronta il tema del cambiamento climatico, sollevando l’interrogativo su quale sarà il destino del mondo: si tratta di «The Ice Monolith», di Stefano Cagol.
«Era il 2013 quando le Maldive hanno presentato il loro padiglione alla 55ª Biennale di Venezia, – ci spiega lo stesso Cagol. – Io sono stato uno dei 17 artisti internazionali che hanno lavorato sul tema del cambiamento climatico, le Maldive sono infatti destinate a essere sommerse dall’acqua, un po’ come Venezia, e questo a causa dell’innalzamento della temperatura del pianeta che comporta la fusione dei ghiacciai.
«Ho collocato la mia opera a Venezia, lungo Riva Cà di Dio, durante i giorni dell’inaugurazione, un blocco di ghiaccio di 1.400 kg proveniente dalle Alpi trentine. Dopo tre giorni l’enorme ammasso ghiacciato si è fuso trasformandosi in acqua, innanzi agli sguardi incuriositi dei passanti.»
 

Davide Coltro - Medium Color Landscapes.
 
È l’artista stesso che ci racconta come l’utilizzo del monolito di ghiaccio rimandi a un altro monolito, quello di «2001 Odissea nello spazio», il film di fantascienza di Stanley Kubrick, un capolavoro della storia del cinema, ma, vien da pensare osservando l’emblematica opera video in mostra, mentre il monolito nero di Kubrick conduce la scimmia all’evoluzione finale dell’uomo in una forma di vita superiore (il super feto che dallo spazio osserva la Terra) il monolito di Cagol rimanda a qualcosa d’altro, alla distruzione del nostro pianeta e quindi dell’umanità intera.
 

Stefano Cagol - The Ice Monolith. 
 
Effetto serra, buco dell’ozono, deforestazione, inquinamento, disastri ambientali, sono termini oggi purtroppo familiari; per troppo tempo, infatti, la natura è stata dall’uomo considerata unicamente come una riserva inesauribile di risorse a sua disposizione.
Oggigiorno si sente parlare sempre più spesso di «crisi ecologica», ci si interroga su come salvare la Terra.
Era il 1962 quando la biologa statunitense Rachel Carson scrisse il libro intitolato «Silent Spring» (Primavera silenziosa), una denuncia all’uso indiscriminato dei pesticidi in agricoltura, che aveva come effetto immediato lo sterminio non solo di insetti nocivi, ma anche di numerosi uccelli, causando inoltre l’accumulo nella catena alimentare di residui tossici.
Da allora molte cose sono cambiate, molti paesi hanno firmato protocolli d’intesa, è da molti anni ormai che si parla di «sviluppo sostenibile» (già dagli anni Ottanta). Si è largamente diffusa la consapevolezza che occorra rivedere il modo di intendere lo sviluppo e il nostro modo di pensare alla natura, di cui l’uomo non è il padrone incontrastato.
 

Federico Seppi - Il lento sciogliersi del ghiaccio.
 
E il ghiaccio, con il suo passaggio dallo stato solido a quello liquido, è il tema presente anche nell’opera originale di Federico Seppi, dal titolo «Il lento sciogliersi del ghiaccio», composta da piccoli laghetti glaciali e stalattiti artificiali che lo nascondono, realizzate, in maniera provocatoria come lui stesso spiega, con la paraffina (materiale di sintesi del petrolio), le quali traggono in inganno l’osservatore con il loro candore, rimandando a quel fenomeno naturale tipico degli ambienti carsici, le formazioni minerali prodotte dal lento accumulo del carbonato di calcio depositato dalle acque sotterranee.
Riflettendo su uno dei possibili significati della sua opera, si ha l’impressione, osservandola, che il ghiaccio, con la sua continua trasformazione in gocce d’acqua che cadono inesorabilmente verso il basso, scandisca il tempo, quello che ci separa dalla distruzione o dalla salvezza del nostro pianeta.
 

Joseph Beuys - Difesa della natura e Grassello.
 
L’acqua e il suo contenimento in affascinanti alambicchi è il tema della suggestiva opera di David Aaron Angeli, dal titolo «Alambicchi», composta da coni e da contenitori in cera d’api, in cui viene aggiunta dell’acqua tinta con inchiostro di china, sculture che rimandano a rituali ancestrali.
Un’altra opera di grande effetto è quella di Davide Coltro, l’autore di un trittico su paesaggi digitali dal titolo «Medium Color Landscapes», tre opere video di grande suggestione eseguite tramite pittura digitale (la base è fotografica, ma poi viene effettuato un lungo lavoro con la tavolozza elettronica) al cui interno non vengono visualizzate immagini statiche, ma flussi di immagini che mutano, come i pensieri di chi le osserva.
È lui stesso a spiegare: «I quadri non sono dei semplici monitor, ma supporti da me progettati da tempo, in continua evoluzione, che possono ricevere i nuovi lavori direttamente dal mio studio, si tratta quindi di un’opera viva».
«Non sempre la presenza dell’uomo deve essere vista come qualcosa di negativo», – sottolinea Margherita Pilati presentando il lavoro di Su-Mei Tse intitolato L’écho, una straordinaria opera video nella quale una meravigliosa melodia suonata al violoncello ben si accompagna alla visione di uno spettacolare paesaggio montano, che racconta come alle volte l’uomo sia totalmente integrato nell’ambiente che lo circonda, non solo, ma addirittura possa, attraverso la sua presenza e la sua azione, accrescerne la bellezza.
 

Juri Neil - Outsider.
 
 Elenco artisti in mostra 
David Aaron Angeli, Matthew Barney, Joseph Beuys, Corrado Bonomi, Alik Cavaliere, Stefano Cagol, Christo, Davide Coltro, Tony Cragg, Olafur Eliasson, Robert Gschwantner, Petrit Halilaj, Hubert Kostner, Ajay Kurian, Richard Loskot, Ibrahim Mahama, Francesco Mattuzzi, Marcelo Moscheta, Vlad Nanca, Juri Neil, Marco Nones, Michele Parisi, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Rob Pruitt, Andrea Salvetti, Arcangelo Sassolino, Stefano Scheda, Mario Schifano, Federico Seppi, Elisa Sighicelli, Michael E. Smith, Antoni Tapies, Su-Mei Tse, Willy Verginer, Gal Weinstein.
 
Daniela Larentis - d.larentis@ladigetto.it
 
Su-Mei-Tse - L’écho.

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Come ogni articolo. Auguri per te e tutto l´team di l´adigetto!
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