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«Dell’Eros», mostra di Barbara Cappello e Andrea Pozza – Di Daniela Larentis

Inaugurata presso la Piccola Galleria|Kleine Galerie a Bolzano, la bi-personale resterà aperta al pubblico fino al 5 dicembre – Intervista alla presidente di FIDA Trento

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Barbara Cappello, Onde medie, 2013 - 27,5 x 51 cm - Tecnica mista su plexiglas.
 
A Bolzano, lo scorso 23 novembre si è tenuta presso la Piccola Galleria|Kleine Galerie l’inaugurazione di una mostra bi-personale intitolata «Dell’Eros», con presentazione di Annachiara Marangoni.
Due gli artisti coinvolti, Barbara Cappello e Andrea Pozza, i quali attraverso un viaggio originale nel mondo dell’Eros offrono ai visitatori una sorta di racconto contemporaneo sull’amore, la bellezza e il desiderio, narrato attraverso due diverse forme espressive, la pittura e la fotografia.
Resterà aperta al pubblico fino al 5 dicembre 2018 nei seguenti orari: lu-ve 17.00|19.30 – sabato 10.00|19.00 – domenica chiuso.
«Si tratta di «una mostra – sottolinea Barbara Cappello – in cui l’espressione artistica maschile e femminile sono una dialettica e non una diatriba».
 
Ad impreziosire l’evento, un catalogo a tiratura limitata di 20 copie, un libro-oggetto realizzato interamente a mano. All’interno contiene due speciali segnalibri: una mini opera di Andrea Pozza dal titolo «Dionisio» e una poesia di Barbara Cappello, intitolata «Eros».
Sottolinea Annachiara Marangoni nel suo intervento critico riportato in catalogo: «L’erotismo non è un semplice o difficile gioco di vesti e sottovesti quando si radica nel sentimento. Il sentimento è una categoria cognitiva che si acquisisce dalla letteratura che dà corpo e colore alle parole e alle emozioni, altrimenti sconosciute.
«È dalla letteratura che impariamo a soffrire pene d’amore, viviamo il terrore di uno scricchiolio del pavimento nel cuore della notte, o ci straziamo il cuore su vetri rotti nel vedere l’amato guardare l’altro. Il dentro di noi trova un nome e un discorso nelle parole scritte sui libri altrimenti impronunciabili.
«Eros oggi ha una grave malattia infettiva, la pornografia. Eros deve combattere contro questo virus infestante che oggettifica all’esasperazione il corpo. La pornografia spoglia il corpo dal Desiderio. […].
«Non è possibile liberare l’Erotica dal linguaggio senza entrare nella propria erotica. Quando noi parliamo di Eros dobbiamo necessariamente parlare di Noi. Difficile raccontare, spogliare l’immagine dalle parole, tutto è avvolto dal silenzio come quando si entra in una stanza piena di segreti, si preferisce spiare dal buco della serratura.
«Il confine con l’intimità, con il pudore è il cerchio di fuoco che impedisce il racconto. Questa marginatura ridisegna il rapporto erotico. Un ultimo cenno: il molto citato Dioniso è ermafrodita. Per entrambi gli artisti, Dioniso incarna la perfezione dell’Eros, per Barbara e Andrea, Eros non è né uomo né donna. Molto interessante, il luogo del corpo erotico è senza attributi sessuali definiti. Eros non si esaurisce nelle distinzioni sessuali, supera il corpo non si identifica con gli attributi dell’umano, bensì con un dio.»
 

Inaugurazione della mostra.
 
Due parole sugli artisti prima di passare all’intervista.
Andrea Pozza conta al suo attivo numerose mostre personali e collettive sia livello nazionale che internazionale, oltre a diversi premi e riconoscimenti. È membro della Federazione Italiana degli Artisti di Trento e presidente dell’Associazione degli artisti di Bolzano.
Fotosculture e collage digitali sono solo alcuni esempi dei suoi lavori artistici più noti. La voglia di sperimentare sia nel campo fotografico che in quello delle arti visive lo spingono a perlustrare strade sempre diverse e a interpretare la contemporaneità in modo del tutto originale.
Barbara Cappello, presidente di FIDA Trento (Federazione Italiana degli Artisti Trento), è un’apprezzata artista; ha partecipato con le sue opere a numerosissime collettive e personali, conta al suo attivo diverse curatele e presentazioni a mostre, premi e riconoscimenti.
Il corpo come tema centrale delle sue ricerche diviene oggetto di ogni sua declinazione artistica. Come spesso è stato evidenziato «esso si articola, confronta, esprime e contrasta dentro le linee fisiche femminili, ma talvolta anche maschili, con il mondo animale e vegetale, acquatico e terrestre: l’evoluzione della vita entra dentro i suoi lavori ed esprime concetti, pensieri, trasformazioni, metamorfosi, sensazioni, emozioni».
Abbiamo avuto occasione di rivolgerle alcune domande.
 

Andrea Pozza, Moon Drops, 2018 - 30x40 cm - Foto bianco e nero digitale su carta da disegno.
 
Come è nata l’idea di questa mostra?
«Quando si dice che relazionarsi artisticamente è importante, si intende concretizzare un dialogo tra artisti, i quali svolgono una ricerca e successivamente si adoperano a mettere in atto tale lavoro. Io e Andrea Pozza abbiamo pensato di unire i nostri differenti linguaggi espressivi, realizzando una mostra con il tema Dell’Eros.
«Per entrambi questo argomento, se pur interpretato da prospettive diverse, ovvero quella femminile e maschile, è una dimensione da proporre artisticamente, in quanto riteniamo importante salvaguardare tale tema, così delicato, intrigante, intimo, sacrale, affinché non scada nella pornografia; l’intenzione è anche quella di proporre il linguaggio Dell’Eros come lessico familiare, non estraneo dal nostro vivere.
«Questa è l’idea che veicoliamo attraverso questa esposizione e che auspichiamo di portare in altre città, magari coinvolgendo altri artisti.»
 
Quante sono le opere esposte?
«Le opere esposte sono circa una quarantina, una metà sono di Andrea e l’altra metà mia. Non sono opere di grandi dimensioni, in quanto abbiamo ritenuto opportuno dedicare al tema una misura espositiva che rimandi a un’idea di eleganza, discrezione, stimolando al contempo la curiosità. Del resto si sa che più una cosa è piccola e più ci si avvicina per osservarla meglio.»
 
Può condividere con noi il significato delle opere intitolate «Ventaglio nero» e «Onde corte»?
«Ne confiderò la poetica, così da evocarne il significato.
«Ventaglio Nero: silenzio nella stanza, aria ferma e rarefatta. E’ un taglio di vento, che si apre nel nero del taglio che il vento fende nel ventaglio nero.
«Onde Corte: stille scintillanti di elettricità incontrollata dentro il moto inconsulto del generatore di corrente, scaglie di onde corte fra il tremolio dell’aria.
«In entrambe le opere le aggiunte di smalto e il plexiglas sul quale sono apposte le fotografie, sono il movimento metaforico del momento poetico sopra riportato. Ciò che potrebbe avvenire anche nella realtà: la percezione astratta della seduzione.»
 

Barbara Cappello, Ventaglio nero, 2013 - 30 x 35 cm - Tecnica mista su plexiglas.
 
Nei dipinti appartenenti a questo ciclo che concetto intende trasmettere del corpo femminile: elemento di seduzione, simbolo di libertà sessuale o cosa altro?
«Un corpo femminile che si mette a nudo. Non solamente dagli abiti, ma che si mostra nella sua interezza di essere femminile. La donna, femmina, madre, sorella ecc. non deve temere di nascondersi e, nelle sue relazioni, ha tutti i diritti di esprimere la sua essenza, senza la paura di essere giudicata dai dogmi e dai costumi.
«Kundera scriveva: “Ma chi non pensa al proprio corpo, ne diventa più facilmente vittima”. Seduzione, libertà sessuale ed altro sono classificazioni. Credo sia più semplice declinare sé stesse come la nostra indole ci suggerisce.»
 
Come descriverebbe la sua arte in relazione al tema affrontato?
«È sempre difficile descrivere la propria arte, perché non si hanno sufficienti prospettive da cui osservarsi, ma potrei osare nel definirla un’arte di resistenza, ovviamente in relazione al tema affrontato e alla donna.»
 
Secondo lei, oggi come oggi quali forme di «inganno» sono presenti nella rappresentazione del corpo femminile in televisione?
«Il silicone. Sia come elemento estetico, il quale cancella le linee di unicità espressiva, caratteriale e conseguentemente dell’anima. Sia come metafora, in quanto la plastica sta soffocando il nostro pianeta, e, in questo caso oltre ad essere un agente altamente inquinante, diviene un assassino del corpo femminile.»
 

Andrea Pozza, Butterfly, 2018 - 40x30 cm - Foto bianco e nero digitale su carta da disegno.
 
Il modello che propone si discosta o meno, a suo parere, da quello veicolato dal mondo dell’arte, dalla letteratura o anche dal cinema?
«Credo che si distingua da certi modelli, me che si riconosca in altri. Facendo un esempio, potrei dire che dal punto di vista della letteratura potrebbe essere accostato ad alcuni scritti di Anai ̈s Nin.
«Mentre si discosta da un modello cinematografico quale il cinepanettone all’italiana in cui conosciamo bene come il corpo femminile viene utilizzato. Dal mondo dell’arte non credo possa discostarsi, il corpo nudo ha e ha avuto incommensurabili rappresentazioni.»
 
È vero o no, secondo lei, che questo mezzo trasmette spesso l’idea che le donne siano considerate in virtù del proprio aspetto, in particolar modo dall’attrattiva sessuale esercitata nei confronti degli uomini?
«Purtroppo le donne, in ogni ambito, compreso quello artistico, spesso, ma non sempre per fortuna, sono considerate esclusivamente in virtù del proprio aspetto. E, successivamente, divengo oggetto del desiderio, ma non da desiderare e sminuite nelle loro capacità.
«Per quanto riguarda l’attrattiva che esercitano nei confronti del maschio/uomo, spezzerei una lancia nei confronti di questi ultimi: credo che le donne dovrebbero ri-appropriarsi della loro femminilità, la quale non sempre va di pari passo con tacchi a spillo e calze a rete, bensì è una seduzione che parte dal modo di essere donna, elemento che può esprimersi anche solo attraverso uno sguardo, una parola, un sentimento e che poi può permettersi di giocare con Dell’Eros come meglio crede, riscoprendo la sacralità dell’erotismo in relazione con l’altro/a, quale nucleo magmatico dell’energia propulsiva che donne e uomini hanno.»

Barbara Cappello, Onde lunghe, 2013 - 24x38 cm.
Tecnica mista su plexiglass.

Per lei che cosa è la seduzione?
«Semplicemente una relazione in cui mi esprimo con il linguaggio che la situazione richiede e in cui mi abbandono per farmi sedurre.»
 
Progetti futuri?
«Rispondo a questa domanda anche per voce di Andrea Pozza, in quanto non voglio essere l’ego preponderante anteponendo i miei progetti personali a questa esperienza.
«Andrea ha questo sogno che sta condividendo artisticamente con me, ovvero fare un percorso espositivo con questo tema in più luoghi possibili, coinvolgendo in futuro anche altri artisti.
«Una sorta di espansione Dell’Eros come scrittura che arrivi a più lettori possibili; perché di eros non si parla più e il rischio potrebbe essere quello di sedurre o essere sedotti da un ologramma…
«Altri progetti? Tanti. Magari li svelerò in un’altra intervista.»
 
Daniela Larentis – d-larentis@ladigetto.it
 
 «Eros» 
Demone divino
spargiti
nel l'immenso sguardo di una bocca
colma di irriverenza pudica.
Spalanca
la voce del tuo aureo sospiro
che solletica
l'epidermide dei sensi.
Cammina
in punta di mani
che - tremende - carezzano nel cuore di un amplesso d'amore.
Adagiati
sopra la sabbia rovente
di un’impronta lasciata nell'anima.
Frinisci
come la spuma fluorescente del mare in ardore.
Perditi
nei pendii della carne
per ritrovarti Eros
aleggiante nel caos del desiderio.
Barbara Cappello

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