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Associazione Castelli del Trentino – Di Daniela Larentis

Il convegno di studi «Sigismondo Thun “l’Oratore” (1487-1569)» si terrà sabato 18 maggio 2019 a Castel Thun – Intervista allo storico dell’arte Pietro Marsilli»

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Castel Thun.
 
Sigismondo Thun «l’Oratore» (1487-1569) fu notoriamente uno dei membri storicamente più rilevanti della famiglia Thun.
Per inquadrare questa figura così complessa è stato organizzato un convegno di studi, a cura dell’Associazione Castelli del Trentino e del Comune di Ton, che si terrà la mattina di sabato 18 maggio 2019 (dalle 9.00 alle 13.00) a Castel Thun, nella Sala delle Guardie, alla presenza dell’assessore alla Cultura della Provincia autonoma di Trento Mirko Bisesti.
Al meeting parteciperanno studiosi e storici dell’arte, relatori di indiscussa e sperimentata affidabilità e serietà accademica, afferenti alle più prestigiose istituzioni culturali della provincia.
Alla conclusione dell’evento, Emanuela Rollandini, conservatore del Castello del Buonconsiglio e storica dell’arte, curerà una visita guidata al castello mirata all’approfondimento della figura di Sigismondo.
A disposizione dei partecipanti sarà disponibile gratuitamente il parcheggio P1 (sotto il castello).
Segnaliamo che l’IPRASE ha riconosciuto tale iniziativa valida per l’aggiornamento del personale docente della Provincia autonoma di Trento.
Abbiamo avuto il piacere di rivolgere alcune domande al giornalista e storico dell’arte Pietro Marsilli, vicepresidente dell’Associazione Castelli del Trentino.
 

La «porta spagnola» di castel Thun.
 
Sabato 18 maggio, nella Sala delle Guardie a Castel Thun si terrà l’importante convegno di studi «Sigismondo Thun “l’Oratore”». Come è nata l’idea di questo meeting?
«L’idea iniziale è venuta all’amico Piero Turri, vicepresidente della Associazione Anastasia Trento, persona profondamente innamorata di Vigo di Ton e pienamente convinto del valore della divulgazione culturale storica e artistica sia laica che religiosa, sia in Valle di Non che in tutto il Trentino.
«Quest’anno ricorrono i 450 anni della morte di questo personaggio (1487-1569), senza dubbio il più prestigioso figlio di quel territorio: così gli è nata l’idea di ricordarlo con un convegno scientifico.
«Tale spunto è stato favorevolmente accolto dalla giunta comunale di Vigo che a sua volta ha contattato l’Associazione Castelli del Trentino incaricandola di organizzare e curare tale convegno e di contattare gli specialisti.»
 
Quali sono gli studiosi che vi parteciperanno e a che titolo?
«Porteranno i loro saluti istituzionali Mirko Bisesti, assessore alla Cultura della Provincia autonoma, Angelo Fedrizzi, sindaco del Comune di Ton, Laura Dal Prà, direttore del Castello del Buonconsiglio, monumenti e collezioni provinciali, e Bruno Kaisermann, presidente dell’Associazione Castelli del Trentino.
«In qualità di vicepresidente dell’Associazione Castelli del Trentino e storico dell’arte, io terrò l’intervento introduttivo: Perché questo convegno. Il giornalista e storico Alberto Mosca tratterà di Sigismondo Thun: aspetti familiari e dinastici, politici e patrimoniali.
«Alessandro Paris, ricercatore FBK-ISIG, approfondirà il tema Un aristocratico trentino-tirolese sullo scenario politico-religioso del Cinquecento. Francesca de Gramatica, conservatore del Castello del Buonconsiglio e storica dell’arte, svilupperà Dorotea e Sigismondo: committenze artistiche e vicende storiche della famiglia Thun nel primo Cinquecento.
«La neolaureata in storia dell'arte Federica Rigotti illustrerà L’osteria di San Michele all’Adige e la committenza Thun. Infine, Emanuela Rollandini, conservatore del Castello del Buonconsiglio e storica dell’arte, curerà una visita guidata al castello mirata sulla figura di Sigismondo.»
 

Ritratti di Sigismondo Thun, detto l’Oratore - Autori ignoti - XVIII Secolo.
 
Sigismondo Thun, vissuto in un periodo storico travagliato, fu un personaggio di grande spessore, protagonista di significativi eventi del nostro territorio. A grandi linee, potrebbe inquadrare il periodo storico, anticipando qualche informazione sulla vita di questa figura così complessa?
«Il periodo storico nel quale visse lo vide protagonista nella repressione delle lotte contadine, consigliere e amico intimo dei principi vescovi Bernardo Cles, Cristoforo Madruzzo e Ludovico Madruzzo, degli imperatori Carlo V d’Asburgo e Ferdinando I, per il quale curò fra l’altro lunghe trattative di pace con la Repubblica di Venezia. Collaborò anche con il re di Spagna Filippo II. Normalmente abitava nel palazzo in Contrada Larga ma morì tragicamente, a causa di un incendio, nel suo castello.»
 
Perché i suoi contemporanei e i suoi discendenti lo chiamarono «l’Oratore»?
«Consigliere e amico di Ferdinando I d’Asburgo, prima re dei Romani e, dopo l’abdicazione di suo fratello Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero, ne fu rappresentante e delegato ufficiale nelle fasi cruciali del Concilio di Trento (1545-1563).
«In tale consesso fu, se non l’unico, tra i pochissimi laici che presero la parola. È sempre raffigurato, insieme a vescovi, cardinali e agli altri oratori, nelle più famose immagini delle sedute svoltesi in Santa Maria Maggiore.
«Tale aspetto della sua attività acquistò un valore così emblematico da diventarne il suo soprannome. Occorre poi ricordare che più o meno in quegli anni (1537-1595) visse un altro Sigismondo Thun. Senza questa specificazione sarebbe forte il rischio di fare confusione fra i due cugini.»
 
Potrebbe darci qualche altra breve anticipazione sulla sua vita?
«Figlio di Genovefa von Wolkenstein-Rodenegg e di Antonio Maria il potente, Sigismondo non volle sposarsi per dedicarsi in pieno a reggere con polso e generosità le sorti della famiglia, della quale fu il riconosciuto seniore.
«Fu lui a gestire il patrimonio della famiglia delle tre linee di Castel Thun, Castel Caldes e Castel Bragher così come era stato determinato da precedenti testamenti e accordi familiari e che fu poi effettivamente diviso solo nel 1596. D’altronde ne aveva le competenze: studiò in Germania e in Italia laureandosi in legge in utroque iure, in diritto civile e in diritto canonico.»
 

Gregor Löffler, Coppia di falconetti con lo stemma Thun, 1554 - Castel Thun.
 
Su quali aspetti verrà focalizzata maggiormente l’attenzione nei diversi interventi?
«Il convegno costituisce un’occasione unica per approfondire la conoscenza di un personaggio di caratura internazionale e al contempo, con logica squisitamente glocal, l’alibi per trattare di tematiche storiche, araldiche, genealogiche, politiche, diplomatiche, religiose, artistiche e di committenza artistica di valenza ampia.»
 
Questo illustre personaggio è ritratto in dipinti esposti al Castello del Buonconsiglio. Un monumento funebre con lo stemma dei Thun è custodito nella chiesa di Vigo di Ton. Potrebbe svelarci qualche curiosità su queste o altre opere di grande valore storico e artistico?
«Questi saranno i temi trattati da Francesca de Gramatica, conservatore del Castello del Buonconsiglio e nota storica dell’arte. Senza dubbio si può dire che le ingenti spese sostenute per le committenze artistiche vennero vissute dai Thun e nello specifico da Sigismondo come veri e propri investimenti in termini di immagine, furono cioè considerate il mezzo più immediato ed efficace per mostrare ad inferiori, pari grado e superiori che loro erano dei grandi nobili non solo di nome ma anche di fatto.
«Unitamente alla scalata delle gerarchie ecclesiastiche e ad una più che accorta politica matrimoniale, pure le ricche committenze artistiche furono uno strumento essenziale di consolidamento delle loro posizioni, un mezzo tangibile di affermazione del potere.»

A sinistra il Monumento funebre Thun attribuito a Giandomenico Carneri, 1549, Vigo di Ton, chiesa pievana di S. Maria Assunta.

«Di lui, fra l’altro, ricordiamo due bei ritratti, uno al Buonconsiglio e l’altro in Boemia. Importanti gli interventi architettonici nel castello, in primis la cosiddetta porta spagnola, e la bella lapide funeraria del 1549 conservata nella chiesa del paese, attribuita a Giandomenico Carneri. Di grande prestigio anche la lapide funeraria di sua sorella Dorotea e del consorte, Andrea Borgo, conservata a palazzo Thun a Trento.
«Assai significativi pure i dodici falconetti, dei cannoncini di bronzo per allora assai moderni, due dei quali sono conservati al castello, fusi appositamente per Sigismondo nel 1554 dallo specialista Gregor Löffer di Innsbruck. Furono realizzati utilizzando anche il costoso rame generosamente donato, in segno di stima, a Sigismondo dal suo signore l’arciduca d’Austria, conte del Tirolo e re dei Romani Ferdinando I d’Asburgo.»
 
In conclusione, vuole condividere alcune considerazioni generali?
«Aperto al pubblico di interessati e studiosi, questo convegno vede la partecipazione di storici e di storici dell’arte, relatori di indiscussa e sperimentata affidabilità, notorietà e serietà accademica, afferenti alle più prestigiose istituzioni culturali della provincia (Accademia Roveretana degli Agiati, Società di Studi Trentini di Scienze Storiche …). Il Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali non si limita certamente a dare l’ospitalità al convegno ma lo sostiene in modo concreto partecipando attivamente all’organizzazione.
«L’ assessore alla Cultura della Provincia autonoma di Trento Mirko Bisesti porterà il suo saluto istituzionale dimostrando concretamente la sua vicinanza alla Valle di Non e alla ricerca storica. Ancora, da sottolineare la presenza dell’FBK. L’IPRASE, poi, ha riconosciuto tale iniziativa valida per l’aggiornamento del personale docente della Provincia autonoma di Trento.»

Daniela Larentis - d.larentis@ladigetto.it


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