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Giuliano Lunelli, artista illusionista – Di Daniela Larentis

Con il Gruppo La Fontana di Gardolo, parteciperà a una collettiva a Torre Mirana, Trento, dal 17 al 27 agosto 2019 – L’intervista

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Giuliano Lunelli.

Nell’ambito di una collettiva organizzata dal Gruppo La Fontana di Gardolo, Giuliano Lunelli a breve esporrà a Trento alcune sue opere (pubblicheremo la prossima settimana un articolo di approfondimento dedicato alla pittrice trentina Wilma De Nadai, a cui è dedicata parte della mostra).
L’esposizione verrà inaugurata sabato 17 agosto alle ore 18.00, nelle cantine di Torre Mirana di via Belenzani, e sarà visitabile fino al 27 agosto nei seguenti orari di apertura: lunedì-sabato 10.00-12.00|16.00-19-00; domenica 18 e 25 agosto 10.00-12.00 (ingresso libero).
 
Nell’occasione sarà possibile ammirare anche opere di altri artisti del Gruppo nato nel 1984, il cui attuale presidente, uno dei soci fondatori, è Luigi Bevilacqua.
L’associazione conta al suo attivo numerose esposizioni, non solo in Italia ma anche all’estero, è infatti legata a doppio filo con un gruppo di pittori di Neufahrn, la città tedesca gemellata con Gardolo.
 

 
Giuliano Lunelli è un apprezzato artista trentino che conta al suo attivo numerose esposizioni, sia personali che collettive, in diverse sedi pubbliche e gallerie private. Ha frequentato l’Istituto Europeo di Design a Milano e ha lavorato in note agenzie di pubblicità, maturando un’esperienza come illustratore di libri per vari editori (per Nord-Sud e per Erickson); ha esposto alla Mostra internazionale illustratori di libri per ragazzi a Bologna, attirando il vivace interesse del pubblico e degli «addetti ai lavori».
 
Ha partecipato nel tempo a numerosi concorsi artistici per enti pubblici, realizzando i dipinti a tema storico per il comune di Bolbeno, incisioni su legno di noce per il Municipio di Vigo Rendena, tanto per citare alcuni esempi.
La sua attività pittorica si è dapprima concentrata sul tema della natura morta per poi dirigersi verso composizioni più astratte, dove giochi di luci e ombre generano effetti tridimensionali di forte impatto visivo.
La sua è un’arte dell’illusione, lui è un artista che ha la grande capacità di creare incredibili suggestioni. Abbiamo avuto il piacere di rivolgergli alcune domande.
 

 
A breve parteciperà alla collettiva a Palazzo Thun, Trento, organizzata dal Gruppo La Fontana di Gardolo. Quante opere esporrà e con che tecniche sono state realizzate?
«Esporrò un paio di opere che sono strettamente collegate fra di loro. La prima è una piccola scultura in legno e acciaio lucidato la cui base triangolare si trasforma in un cubo grazie ai riflessi generati da specchi inclinati, poi ritratta in una seconda opera, un dipinto ad olio su tavola; trovo interessante esporre le due opere assieme per poter mettere a confronto due linguaggi diversi, scultura e pittura, che si occupano entrambi dello stesso soggetto.»
 
Quali sono i soggetti da cui trae maggiore ispirazione?
«Io dipingo in prevalenza nature morte e i soggetti che mi ispirano sono di solito piccoli oggetti comuni come ad esempio una biglia di vetro, un bicchiere, un uovo o delle carte da gioco, quello che mi interessa fare è mettere questi oggetti in ambienti o situazioni insolite in modo che appaiano in una veste nuova.»
 

 
A cosa sta lavorando attualmente?
«Mi piace definire il lavoro che sto facendo attualmente come una riflessione sulla riflessione. La parola riflessione ha un doppio significato può voler dire concentrarsi e pensare a lungo su di una cosa oppure ottenere un'immagine riflessa con specchi o superfici lucide; questi due aspetti si mescolano nel mio modo di pensare e lavorare.
In sintesi si può dire che dipingo soggetti premeditati e poi realizzati con il contributo di superfici riflettenti, può succedere ad esempio che 6 carte da gioco, con uno specchio verticale, diventino una piramide di 12 carte.»
 
Lei è vincitore di numerosi premi, potrebbe condividere con noi qualche ricordo a riguardo?
«Partecipo spesso a concorsi artistici per opere pubbliche, non è facile essere scelti fra molti partecipanti ma per mia fortuna a volte accade; è successo due volte nel 2017 e una volta nel 2018.
«Credo che il lavoro artistico più riuscito sia quello realizzato per la scuola media di Taio (2017), un insieme di parallelepipedi di legno verniciato aventi sporgenze diverse e ancorati alla parete che ospita l'opera.
«Recentemente ho realizzato una goccia (di circa 2 metri) in acciaio inossidabile per la nuova piscina di Borgo Valsugana, Trento; è stato un lavoro molto impegnativo da un punto di vista tecnico ma ne è valsa la pena perché il risultato finale è stato buono.
«Nel realizzare questo tipo di opere ho dovuto confrontarmi con formati decisamente più grandi rispetto ai piccoli quadri che normalmente dipingo e questo ovviamente ha un po’ complicato le cose.»
 

 
Negli ultimi anni conta al suo attivo numerose mostre e una collaborazione con un’importante galleria. Di che tipo di collaborazione si tratta?
«A seguito di un concorso promosso dalla galleria Orler sono stato selezionato per partecipare a una mostra collettiva di una decina di artisti a Mestre e successivamente inserito nelle trasmissioni di televendita. La collaborazione con Orler prosegue ormai da 2 anni, il bilancio è positivo grazie all'apprezzamento del pubblico.
«Lavorare con una galleria di questo tipo offre il vantaggio di esporre i quadri in una grande vetrina che si estende da Bolzano a Palermo poiché il canale digitale Orler TV copre l'intero territorio nazionale.»
 
Progetti futuri?
«Non riesco a fare una previsione a lungo termine perché ho visto che lavorando con la pittura si possono aprire strade del tutto impreviste, mentre altre che sembravano praticabili si chiudono.
«A breve termine invece, ovvero nei prossimi mesi, cercherò di portare avanti il tema della riflessione che mi sta particolarmente a cuore.»

Daniela Larentis – d.larentis@ladigetto.it


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