Home | Rubriche | Psiche e dintorni | Babbonatale senza sorprese – Di G. Maiolo, psicoanalista

Babbonatale senza sorprese – Di G. Maiolo, psicoanalista

Una volta i bambini scrivendo la famosa letterina per Babbonatale immaginavano che venissero premiati i loro meriti

image

Viviamo, di questi tempi, più il Natale dello stress, delle cose da fare e dei regali da comprare, che quello dei riti.
Si è dissolta in gran parte la valenza della festa come occasione di sosta e di riflessione sulla fiducia e sulla speranza che sono le valenze simboliche della natività.
Allo stesso modo al Natale dei bambini abbiamo tolto, senza accorgercene, la magia dell’attesa e della sorpresa.
 
Babbonatale, ad esempio, una delle rappresentazioni più fantastiche e comuni all’universo infantile, è diventata un’immagine logora e sbiadita.
Qualcuno parla già della necessità di salvare il personaggio che ha accompagnato nei sogni l’infanzia di tutti.
Arrivava nottetempo, come si sa, a cavallo della sua magica slitta trainata da renne volanti e portava doni e regali ai bambini che si erano comportati bene e l’aspettavano in ansia davanti al presepe.
 
Ora i piccoli di tutto il mondo hanno pochissimi desideri e il loro Babbonatale è diventato una sorta di dispenser che non premia, ma dona a tutti una sovrabbondanza di cose spesso inutili che verranno accantonate nel giro di qualche ora.
In fondo questi bambini li stiamo facendo crescere senza desideri e con bisogni soddisfatti ancor prima che si possano avvertire.
Così non sanno più attendere un dono e vanno perdendo la capacità di giocare con la fantasia e con l’immaginazione.
Non si meravigliano di nulla e crescono, diventando adolescenti e poi adulti, con poche capacità di vivere e provare emozioni.
Perché tutto viene fornito loro già pronto o precotto e qualsiasi cosa si possa desiderare si materializza all’istante con un semplice click che concretizza un pensiero ancor prima di essere pensato.
 
Quando manca l’attesa e più ancora la sorpresa, ogni soddisfazione e ogni qualsivoglia dono si esaurisce in fretta o si dissolve d’un colpo senza lasciare traccia mnestica.
Una volta i bambini scrivendo la famosa letterina per Babbonatale immaginavano che, in un tempo più o meno lungo, lui realizzasse i loro sogni non solo sulla base delle disponibilità ma soprattutto in relazione ai loro meriti.
 
Dall’attesa e dall’incertezza nasceva e si costruiva il pensiero del dono e il valore del regalo come ricompensa per qualcosa di buono che era stato fatto.
Oggi in gran parte non è più così perché non c’è più nulla da guadagnarsi e nemmeno da immaginare o da costruire dentro nelle pieghe della propria fantasia.
 
Giuseppe Maiolo
Università di Trento
www.officina-benessere.it

Condividi con: Post on Facebook Facebook Twitter Twitter

Subscribe to comments feed Commenti (0 inviato)

totale: | visualizzati:

Invia il tuo commento comment

Inserisci il codice che vedi sull' immagine:

  • Invia ad un amico Invia ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Plain text Versione solo testo

Pensieri, parole, arte

di Daniela Larentis

Parliamone

di Nadia Clementi

Musica e spettacoli

di Sandra Matuella

Psiche e dintorni

di Giuseppe Maiolo

Da una foto una storia

di Maurizio Panizza

Letteratura di genere

di Luciana Grillo

Scenari

di Daniele Bornancin

Dialetto e Tradizione

di Cornelio Galas

Orto e giardino

di Davide Brugna

Giovani in azione

di Astrid Panizza

Nella botte piccola...

di Gianni Pasolini

Campi da golf

di Francesco de Mozzi

Storia dell'Autonomia

di Mauro Marcantoni

Cartoline

di Bruno Lucchi

Amici a quattro zampe

di Fabrizio Tucciarone