Home | Rubriche | Psiche e dintorni | Essere coppia nei giorni reclusi del coronavirus – Di G. Maiolo, psicoanalista

Essere coppia nei giorni reclusi del coronavirus – Di G. Maiolo, psicoanalista

È una bella sfida al legame amoroso. Richiede la necessità di rivisitare il rapporto perché il coronavirus ti impone di verificare la tenuta emotiva

image

Due cuori e una capanna. Una storia romantica, un film strappalacrime, ma soprattutto la metafora della coppia che vive anche in uno spazio minimo, dove conta solo il legame amoroso. Una bella immagine degli amanti, forse un desiderio alimentato dal turbine dell’innamoramento. Oggi però le coppie e gli amanti devono necessariamente confrontarsi con la realtà della quarantena, con vita forzata in casa e il contatto ravvicinato a volte entro spazi piccoli.
È una bella sfida al legame amoroso. Richiede la necessità di rivisitare il rapporto perché il coronavirus ti impone di verificare la tenuta emotiva.
 
E non è uno scherzo. È un tema scottante di cui poco si parla, anche se c’è chi dice che dovremo aspettare qualche mese per vedere se saranno di più le gravidanze o le separazioni.
Serve riflettere perché sia nell’uno che nell’altro caso il panorama dei rapporti si trasformerà notevolmente.
Già oggi la tenuta affettiva di una coppia è messa alla prova dalla forzata convivenza h24 nello spazio, forse ristretto, con i figli sempre accanto, senza una pausa.
Non è da poco per chi viene, come tutti noi, da una vita familiare piena di incombenze e passata più all’esterno che dentro casa.
 
Molti di noi oppressi dalla frenesia di questo tipo di esistenza hanno sognato, almeno una volta, una realtà diversa e uno spazio per la coppia dove l’orizzonte dell’uno fosse solamente lo sguardo dell’altro.
Sapevamo che quella «capanna» idealizzata era una bella favola ma ora, costretti a stare insieme, ci siamo resi conto che altro può essere il vissuto, e diverso il sentimento amoroso che sembra imprigionarci dentro una gabbia.
Anche se non è sempre così. Perché ci sono rapporti affettivi stabili e collaudati che sanno resistere ai cambiamenti e alle bufere della vita.
Altri invece sono più fragili e possono saltare e alcuni, già da tempo in crisi, rischiano di esplodere in quanto, compresso tra le mura di casa, il conflitto latente di prima con questa condizione diventa devastante.
 
Così è già scattato l'allarme per la violenza domestica che richiede con urgenza misure di attenzione sociale e di solidarietà collettiva.
Ma al di là delle situazioni estreme, anche se non così rare, la forzata convivenza quotidiana gomito a gomito può mettere in difficoltà anche il menage più consolidato.
Nulla va trascurato nella relazione amorosa quando i passaggi burrascosi della vita mettono alla prova la resistenza e la tenuta affettiva.
Allora serve una «manutenzione» speciale, oltre a quella ordinaria.
Nel senso che anche la coppia attrezzata nella relazione deve curare e revisionare il rapporto, l’intesa, la capacità di condividere e camminare insieme.
 
Invece che una prigione, lo stare insieme di adesso dovrebbe trasformarsi in un’officina dove revisionare per proprio conto e insieme al partner almeno la comunicazione, il desiderio e la sessualità.
Cose che possono apparire difficili in un momento di angosce per il futuro.
Sappiamo che sesso e attrazione fisica, complicità e passione, hanno bisogno di leggerezza e di pensieri alati che permettano di volare, cioè di alzarsi dal suolo appena possibile per allargare gli orizzonti della vita.
Allora bisogna contenere allo stretto necessario il flusso delle notizie di contagio e di morte, alleggerire la mente con il sorriso e immagini di scenari positivi a cui andare.
 
Almeno una volta al giorno si dovrebbe riuscire a scappare dalla realtà nell’immaginazione e ritagliarsi anche in coppia uno spazio mentale e creativo da condividere.
E poi leggere, ascoltare musica, narrarsi reciprocamente storie utili all’anima come ci ricorda il Decameron, e inventare progetti da fare domani.
Raccontarsi di viaggi e di attività piacevoli fatte insieme aiuta parecchio perché la bellezza e i piaceri del passato non sono nostalgie di storie concluse, ma ricordi e coccole rassicuranti per la psiche che, come ogni dolcezza che assumiamo, stimolano la produzione di ossitocina, cioè l’ormone potente che ci aiuta a ridurre il dolore e a sviluppare empatia e amore nelle relazioni affettive.

Giuseppe Maiolo
Psicoanalista - Università di Trento

Condividi con: Post on Facebook Facebook Twitter Twitter

Subscribe to comments feed Commenti (0 inviato)

totale: | visualizzati:

Invia il tuo commento comment

Inserisci il codice che vedi sull' immagine:

  • Invia ad un amico Invia ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Plain text Versione solo testo

Pensieri, parole, arte

di Daniela Larentis

Parliamone

di Nadia Clementi

Musica e spettacoli

di Sandra Matuella

Psiche e dintorni

di Giuseppe Maiolo

Da una foto una storia

di Maurizio Panizza

Letteratura di genere

di Luciana Grillo

Scenari

di Daniele Bornancin

Dialetto e Tradizione

di Cornelio Galas

Orto e giardino

di Davide Brugna

Giovani in azione

di Astrid Panizza

Gourmet

di Giuseppe Casagrande

Cartoline

di Bruno Lucchi

L'Autonomia ieri e oggi

di Mauro Marcantoni

I miei cammini

di Elena Casagrande