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Cantando con Nek sotto la pioggia – Di Sandra Matuella

E mercoledì con Renga, aspettando l’Occidentali’s Karma di Francesco Gabbani

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Servizio fotografico di Lisa Bolognani.
 
Un sempre più energico e trascinante Nek ha inaugurato domenica sera la quarta edizione del Trento Summer Festival, organizzato dalla Agenzia Showtime di Roland Barbacovi, e da Alessandro Raffaelli di Radio Italia Anni Sessanta.
Un festival che ha avuto la sua anteprima sabato scorso con la coinvolgente Max Pezzali Tribute Band, capitanata da Matteo Magni per il galà musicale riservato ai soci della Cassa Rurale di Trento: questo concerto seguìto da ben duemila persone, era anche un importante appuntamento benefico, legato al progetto «Fondo di Solidarietà Città di Trento».
 

Filippo Neviani, in arte Nek.
 
Per quanto riguarda la data trentina di «Unici», il tour di Nek che prende il nome dal suo ultimo disco che è in cime alle classifiche di vendita, ha richiamato oltre 1.600 persone e una sola considerazione: al cantautore emiliano non si resiste!
Gran parte del pubblico, specialmente femminile, si è infatti letteralmente riversato sotto il palco e, scatenatissimo tra canti e applausi, a metà concerto ha sfidato anche la pioggia scrosciante senza fare una piega.
Emblematico il commento di apertura di Nek: «Ciao Trento, sono contento che avete fatto un’invasione di campo e siete venuti sotto il palco».
 

 
Coadiuvato da un’ottima band, di cui segnaliamo Lorenzo Poli, bassista trentino d’adozione, e tra i migliori della scena nazionale e oltre, Nek alterna i momenti rock a quelli più intimi e confidenziali al pianoforte o alla chitarra, per restituire i brani nuovi e vent’anni di successi, su tutti la sempreverde «Laura non c’è».
Nel pomeriggio prima del concerto, Filippo Neviani, in arte Nek, ha ricevuto nel suo camerino diversi ammiratori con cui ha parlato un po’ di tutto, dalla musica alla sua vita interiore, legata all’esperienza di Medjugorje e all’impegno con l’associazione di volontariato Nuovi Orizzonti.
 

Francesco Renga.
 
Mercoledì sera al Summer Festival è stata la volta di Francesco Renga con la tappa del tour «Scriverò il tuo nome»: questo concerto non ha replicato l’entusiasmo che è stato tributato a Nek, e c’erano anche meno spettatori.
E nonostante la calda serata illuminata da una luna quasi piena e non aggravata da nessuna intemperie, non si è ricreata quell’alchimia di suoni, parole e sguardi tra l’artista e il suo pubblico.
Un concerto penalizzato, in parte, da una acustica tutt’altro che calibrata ed avvolgente come quella curata dai tecnici di Nek, unita a qualche problema di intonazione.
Era invece suggestivo l’aspetto visivo dello spettacolo, con un raffinato design di luci, video ed effetti vari.
 

 
Tutto questo è accaduto al Summer Festival di Trento che si concluderà sabato 5 agosto, sempre in piazza Fiera, con l’attesissimo Francesco Gabbani e il suo «Occidentali’s Karma», un vero e proprio fenomeno musicale, ma anche di costume, che il cantautore toscano è riuscito a costruire con rara ironia e grande sapienza musicale: non a caso il suo concerto si avvia a registrare il tutto esaurito con un pubblico di tutte le età, che spazia dai nonni ai nipotini.
 
Samdra Matuella - s.matuella@ladigetto.it


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