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Il pubblico s’inchina al grande Bosso – Di Sandra Matuella

Un ipnotico Ezio Bosso a Trento con la Stradivari Festival Chamber Orchestra

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Il servizio fotografico è di Daniele Panato.
 
Accolto da una lunga ovazione, il compositore Ezio Bosso ha diretto la Stradivari Festival Chamber Orchestra, al Teatro Auditorium Santa Chiara di Trento: il concerto si sarebbe dovuto svolgere all’aperto, in piazza Duomo, ma per via del brutto tempo è stato spostato in teatro: la scenografia non era certo quella solenne della Cattedrale di San Vigilio, in compenso però la buona acustica dell’Auditorium ha restituito anche le sfumature sonore più delicate che all’aperto di sarebbero facilmente disperse nell’aria.
Proposto dalla quinta edizione del Trento Summer Festival, questo evento era tra i più attesi dell’estate trentina, nonché unica data del Triveneto, ed è stato organizzato da Roland Barbacovi dell’Agenzia Showtime di Merano e da Alessandro Raffaelli di Radio Italia Anni Sessanta: il concerto ha registrato il tutto esaurito, con tanti spettatori accorsi apposta da fuori regione: quando lo stesso compositore ha chiesto al pubblico «Siete tutti trentini?», diversi hanno risposto: Milano, Rimini, Verona, Milano Marittima e Roma.
 

 
Con piglio da rockstar unito a un’energia vitale che gli permette di superare le non poche difficoltà di movimento dovute ad una patologia neurologica degenerativa, Bosso non si è limitato a dirigere, ma si è intrattenuto con il pubblico con tanta ironia, e soprattutto autoironia, complice poi un suo abbassamento di voce che ha creato un clima ancora più intimo e confidenziale, in cui sussurrava riflessioni musicali ed esistenziali.
Spassosa la sua riflessione sull’«uso improprio del telefonino: fate pure tutte le foto e i video che volete, tanto saranno tutti brutti!...
«Ricordatevi di mettere il vostro telefonino in modalità aereo, del resto siamo qui per volare.
«E poi lo squillo di un cellulare durante un concerto è come lo squarcio sulla tela di un quadro, solo che la tela la puoi restaurare, mentre il suono no.»
 

 
Poi la parola passa alla musica: Ezio Bosso dirige tutto il concerto a memoria, per un impegno, questo, fisico e soprattutto intellettuale, che pochi direttori sono in grado di affrontare, specie per la direzione della Sinfonia N.7 di Beethoven, in cui la Stradivari Festival Chamber Orchestra si è mostrata davvero all’altezza del nome che porta.
Nell’Ouverture tratta da «Le nozze di Figaro» di Mozart, emergono i punti più forti della direzione di Bosso, specie nella sublime resa dei momenti «cantabili» e dei «crescendo» sonori.
 

 
«Esoconcerto» op.167 per violino, archi e timpani è una composizione di Ezio Bosso di area minimalista con un respiro sinfonico, splendidamente interpretata da una solista d’eccezione come la violinista Anna Tifu, che lo stesso Bosso ha giustamente definito «la voce di un angelo», per la precisione del gesto, la nitidezza del suono ottenuto e per il magnetismo che esercita sugli orchestrali e sul pubblico tutto, la direzione di Ezio Bosso ricorda quella di un altro grandissimo compositore e direttore d’orchestra, Leonard Bernstein, al quale lo accomuna anche una straordinaria capacità didattica nel presentare i brani da eseguire.
Salutato a fine concerto con una doppia standing ovation, Ezio Bosso ha donato al pubblico di Trento il suo pensiero artistico, per il quale la musica, come la vita è un fluire momenti di tensione e di riposo, di emozioni belle e di dolore: Il resto è leggerezza, eleganza, braccia e anime che prendono il volo.

Sandra Matuella - s.matuella@ladigetto.it


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