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Cavalese, comunità che parla di futuro – Di M.D. Bornancin

Diventa realtà una sperimentazione civica nella terra della Magnifica Comunità

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La nostra rubrica con questa esposizione ci porta in Val di Fiemme e precisamente a Cavalese, per scoprire come muove i primi passi la nuova Giunta e il Consiglio Comunale.
Perché questa scelta? Perché rappresenta, di fatto, una novità assoluta per il panorama politico e amministrativo del Trentino.
Cavalese, considerato da sempre capoluogo storico e culturale della Val di Fiemme, sede della Magnifica Comunità di Fiemme, istituzione millenaria autonoma basata sulla conservazione del patrimonio silvo-pastorale locale, offre molti spunti di riflessione.
Mi sono pertanto prodigato per proporre ai nostri lettori una fotografia della situazione attuale e allo stesso tempo di dare la possibilità agli interessati della vita civile e politica delle periferie, di poter capire come si sta prefigurando il futuro di questo magnifico paese di circa 4.100 abitanti, conosciuto in molte parti dell’Europa e del mondo, molto frequentato in particolare dalle popolazioni italiane e tedesche.
 
Persone attratte dai ridenti paesaggi, dalla cultura, dai musei e dai pittoreschi paesaggi, dai palazzi che sprigionano arte, tradizione e storia.
Certamente la presenza di servizi, d’impianti sportivi invernali ed estivi, di una rete di organizzazioni private e pubbliche, e della cooperazione, ha sviluppato un’economia multiforme che è da anni basata sul turismo, sull’artigianato, sulle coltivazioni frutticole, sull’allevamento del bestiame, sulle produzioni casearie, di preparazione di salumi, sui panifici e sulla lavorazione di dolci, con la presenza significativa di aziende industriali.
La popolazione di questo territorio è rappresentata da abitanti di lingua italiana, tedesca e ladina, che si fondono insieme in un’unica e organizzata comunità.
 
Il confronto che oggi vi è proposto è stato realizzato per la prima volta per la nostra rubrica Scenari, grazie ad uno strumento molto utilizzato in questo periodo: Skype.
Un’intervista con videochiamata, metodo che permette di connettersi stando a distanza.
I nostri interlocutori sono il Sindaco Sergio Finato, l’Assessora Carla Vargiu, e il candidato Simone Carra.
Tutti rappresentanti di due liste civiche: «Bene comune» e «Ambiente comune», che hanno sostenuto il candidato Sindaco (eletto con il 56,70% dei voti) alle ultime elezioni.
Trenta persone giovani (40% donne), coraggiose e attente alle esigenze del paese, pronte a lavorare per il bene della comunità, che si sono messe a disposizione.
Per capire più da vicino questa esperienza abbiamo incontrato il Sindaco Finato, che ci ha delineato i contenuti e la qualità del progetto.
 
Sindaco, può spiegarci com’è nato il progetto per Cavalese?
«A distanza di cinque anni dal mio impegno amministrativo nella precedente legislatura e fino al 2015, come assessore, sono sceso in campo come candidato sindaco, per portare un cambiamento forte, per superare quello sfilacciamento, quella disaffezione verso i partiti e la politica e di conseguenza verso le amministrazioni, riscontrato all’interno della comunità; per creare qualcosa di nuovo e di diverso rispetto al passato.
«Il mio desiderio era di riunire la comunità di Cavalese partendo da persone nuove, preparate e radicate sul territorio, disponibili al dialogo, al lavoro di squadra. Persone giovani, pronte a elaborare pensiero e interpretare il sentire della gente, scelte non tanto per il possibile numero di voti in dote, ma per i meriti, per la qualità del loro operare, persone per la gente e con la gente. Tutti giovani, con qualche innesto di meno giovani, comunque tutti con esperienze di lavoro in Italia, all’estero e nella stessa Val di Fiemme, con conoscenze informatiche e linguistiche, ma anche con tanta voglia di fare per la comunità.
«Per impostare il nostro progetto siamo partiti nel gennaio 2020, con una serie d’incontri tra di noi, dove ognuno ha presentato alcuni dei valori ritenuti fondamentali per operare al meglio in questo percorso.
«In seguito, abbiamo predisposto un sondaggio, sotto forma di questionario, per sentire gli umori, le proposte, le critiche, i desideri dei residenti e i cui risultati sono stati presentati in una diretta streaming. Oltre al sondaggio abbiamo organizzato più di 50 incontri con le varie categorie del paese.
«Un’operazione ascolto durata circa 10 mesi, che non ha precedenti e dove si è sviluppato un contatto diretto con le persone, che ha dato risultati positivi, creando entusiasmo, idee e forza collaborativa. Un modo nuovo d’interpretare e di fare la politica attiva.
«I risultati di tale sondaggio, una volta studiati e interpretati tra di noi, ci hanno permesso di porre le basi per creare un programma innovativo, scritto tra l’altro insieme ai nostri cittadini e non calato dall’alto. Ecco perché ritengo che tutto ciò sia veramente un progetto innovativo, con il criterio della compartecipazione e della condivisione, dell’ascolto, per riunire la comunità e per rigenerare la fiducia verso l’amministrazione.
«Abbiamo quindi formato e presentato due liste: Bene Comune che ha ottenuto il 37,04% e Ambiente Comune, con il 19,14% per un totale di 30 persone, 12 donne e 18 uomini.
«La gente, premiando questi giovani, ha saputo guardare avanti, ha apprezzato il nostro sforzo, ha capito il progetto e si è convinta, dandoci fiducia, senza ricorrere a una
seconda votazione.
«Per me è non solo una grande soddisfazione, un onore, ma anche una grossa responsabilità; cercherò con impegno di onorare il 56.70% delle persone che hanno riposto in me la loro fiducia, non dimenticando anche coloro che non si sono presentati alle urne o non mi hanno votato.
«Rappresenterò sempre con volontà, disponibilità e con il lavoro quotidiano tutta la comunità di Cavalese e Masi. In questi primi mesi di legislatura devo dire che abbiamo ridotto il peso tra maggioranza e minoranza con un nuovo modo di fare confronti, con un linguaggio trasparente e una libertà unica, possiamo dire che si giunge insieme ad una reale sintesi che ci permette con più facilità di giungere a decisioni comuni.»
 


Assessora Vargiu, ci descrive la qualità del vostro progetto, le sue deleghe, le sue esperienze di studio e lavoro?
«Per presentarmi, posso dire che ho 26 anni, sono laureata in economia, ora lavoro presso l’amministrazione della Provincia di Bolzano, ma in precedenza, conoscendo tre lingue, ho avuto diverse esperienze di studio e lavoro all’estero.
«Sono nata e cresciuta a Cavalese, vivendo fin da piccola lo spirito della comunità, sempre interessata al mondo della cooperazione, anche perché credo nella mutualità, punto di forza della cooperazione trentina, sono diventata socia della Cassa Rurale della Val di Fiemme e della Famiglia cooperativa.
«Prima di tutto nell’elaborare il progetto politico, il Sindaco ha colto la capacità di ognuno di noi e con fiducia e pazienza ha scelto le competenze per la giunta.
«Così, al di là dei numeri, ma per affinità e conoscenza, sono diventata assessora e mi sono stati attribuiti i settori delle politiche sociali, giovanili e familiari, il volontariato e l’associazionismo, la cooperazione, l’istruzione e le pari opportunità.
«Insieme al vicesindaco che ha 29 anni, dovremmo essere tra i più giovani assessori del Trentino.
«Le due liste che siamo riusciti a costruire: Bene comune (più economica e ammistrativa) ha un’età media di 33 anni e Ambiente comune (culturale, sociale ed ambientale) di 37. Si tratta di due liste create simultaneamente e che hanno sempre lavorato in simbiosi, tanto da creare in Consiglio comunale un unico Gruppo chiamato Ambiente Bene Comune, il cui capogruppo è Matteo Zendron.
«La Giunta, senza ricorrere alle quote rosa, ma anche grazie alla fiducia dei cittadini e alle decisioni prese insieme al sindaco e agli altri candidati delle due liste, è composta da Alberto Vaia, Vicesindaco (29 anni responsabile commerciale del Caseificio di Cavalese) Carla Vargiu (26 anni funzionaria provinciale), Tiziano Berlanda, (32 anni dipendente Cassa rurale) Guido Dellafior, (33 anni ingegnere edile) Beatrice Calamari (56 anni, giornalista), questo può essere d’auspicio e incoraggiante per altre donne che vorranno intraprendere questo percorso. Una Giunta mista, anche perché, lo dicono tutti i dati che abbiamo a disposizione, realtà in cui sono presenti sia uomini che donne sono molto più produttive, efficienti e virtuose. Questo può senz’altro giovare anche in un’amministrazione pubblica più equilibrata.
«Il nostro progetto racchiude in sé un ambiente intergenerazionale, di giovani e meno giovani, che lavorano insieme, un vero incontro di generazioni diverse.
Sin dall’inizio abbiamo operato insieme con un dialogo trasparente e un ascolto per rafforzare le relazioni umane indispensabili per affrontare la gestione di un’amministrazione pubblica.
«Anche per il questionario abbiamo scelto insieme le domande da presentare alla popolazione. Lo strumento del sondaggio ci ha permesso di toccare con mano le esigenze delle persone, le proposte, le loro idee, i loro desideri per migliorare il paese.
«Quindi posso dire che le persone sono diventate coautrici della costruzione del nostro progetto. Infatti, in ogni incontro abbiamo riscontrato una massiccia partecipazione, una reale condivisione delle linee del programma di legislatura.
«Si è attivato quel lavorare insieme senza individualità, senza invidie o personalismi.
«Anche nell’avvio del nostro percorso abbiamo indicato una serie di valori che ognuno reputava importanti e fondamentali per la vita dell’amministrazione, per la gestione del bene comune.
«Da ciò e nata la nostra tavola dei valori che sono: il bene comune, l’onestà, la giustizia, la trasparenza, l’equilibrio, la coerenza, le radici, la concretezza, la creatività, la determinazione, il fare rete.
«Questo è stato un percorso formativo per noi, ma anche utile per capire le problematiche del paese e per rafforzarci e prepararci alla gestione dell’amministrazione comunale a favore della comunità tutta.
«Mi sento di aggiungere che con il nostro lavoro abbiamo ottenuto un risultato in controtendenza, in un periodo dove in molti non vogliono più responsabilità, non vogliono impegnarsi nella vita politica e amministrativa, siamo riusciti a interessare e invogliare i giovani a portare il loro contributo per il bene dell’amministrazione.
«Il nostro impegno è di non tralasciare le disponibilità delle persone delle due liste che non sono state elette e altre che si sono già avvicinate, ma di inserirle nelle commissioni e nei vari gruppi di lavoro, per dare continuità e permanenza al nostro progetto che, di fatto, è un vero laboratorio civico diventato realtà amministrativa. Ecco perché sostengo che amministrare è bello.»
 

 
Simone Carra, come candidato della lista «Ambiente comune», cosa l’ha spinta a scendere in campo e ad aderire al progetto e quali sono le sue indicazioni per il futuro di questo laboratorio civico e amministrativo?
«Sono un infermiere di 37 anni e lavoro all’Ospedale di Cavalese, unica struttura sanitaria per le nostre comunità. Questo importante settore per la salute dei cittadini mi ha dato l’opportunità di conoscere molte persone, che sono state in cura presso il nostro centro ospedaliero e mi sono fatto una precisa idea di quello che può essere migliorato.
«Per quanto attiene il mio sentire politico amministrativo, devo dire che mi sono sentito di partecipare al progetto ideato dal nostro Sindaco Finato, perché volevo scommettere su qualcosa di nuovo per Cavalese. Il progetto mi ha subito interessato, mi è piaciuto, mi ha spinto a crederci, perché si è basato sulla volontà di creare e di costruire.
«Ora anche se non sono consigliere comunale, sono rimasto nel gruppo per aiutare e sostenere la Giunta e per cercare di realizzare le iniziative e i progetti indicati dal nostro programma di legislatura. Abbiamo allo scopo creato una realtà che rimane a lato dell’amministrazione, un canale che non è un partito, ma è una forma spontanea di unione per portare idee, continuare a discutere e approfondire tra di noi le varie tematiche che costantemente si presentano durante la vita quotidiana. Una sorta di anello di congiunzione tra la popolazione e l’amministrazione.
«Desideriamo creare pensiero e operare, continuando a incontrare la gente, a sentire la loro opinione su ogni progetto che sarà presentato dal Comune. Azioni queste che faremo insieme al Sindaco, agli assessori e ai consiglieri; in altre parole cerchiamo di continuare ad allenare l’orecchio.
«Tutto questo lavorare e dialogare con tutti, serve ad avvicinare le persone e in particolare i giovani alla politica e all’amministrazione comunale. Siamo vicini con questa sperimentazione-laboratorio a una scuola di formazione politica permanente, fiduciosi di poter con semplicità e umiltà portare un netto miglioramento economico e sociale alla nostra comunità.»
 

 
Sindaco, in conclusione di questo incontro cosa vuole aggiungere?
«Questa esperienza intanto ha portato un reale segno di aggregazione della nostra gente. Siamo davanti a giovani, magari digiuni alla complessità dell’amministrazione, ma sono tutte persone preparate, ricche di conoscenza e cultura, formate e con tanta voglia di fare per la comunità. Si tratta di un nuovo che però parla di futuro.
«Per finire e per toccare qualche punto del programma, il nostro impegno sarà quello della difesa dell’Ospedale e del punto nascita, il potenziamento della pista ciclo pedonale, la ricostruzione del teatro comunale incendiato nel 2013, la realizzazione del Bici Grill lungo l’Avisio.
«Tra i punti principali anche la necessità di stabilire nuovi rapporti di piena e leale collaborazione con tutti gli altri comuni della Val di Fiemme, per lavorare insieme in vista delle Olimpiadi invernali del 2026, in modo che le ricadute possano toccare più località e territori.
«Da ultimo devo dire che questa esperienza, che ci ha visto protagonisti, dove si parla e si sente aria di futuro, è in assoluto una novità per tutto il Trentino.»

Sindaco, grazie per la disponibilità, un saluto a voi tutti con l’augurio di buon lavoro, sempre con e per la comunità.

A cura di Bornancin Daniele Maurizio.

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