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«Dobbiamo cambiare insieme» – Di Maurizio D. Bornancin

Storia della collaborazione tra le componenti sociali e le realtà territoriali: intervista alla presidente dell’associazione Donne in cooperazione Nadia Martinelli

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Nadia Martinelli.
 
Con quest’intervista sottoponiamo ai nostri lettori, un viaggio all’interno della Cooperazione Trentina per far conoscere più da vicino una delle due Associazioni, che da anni opera a favore della Cooperazione. Il Direttivo è composto da sole donne, ma nella base sociale, vi sono anche soci uomini.
Si tratta dell’Associazione Donne in Cooperazione, che sostiene e promuove la partecipazione delle figure femminili negli organismi istituzionali della Cooperazione Trentina.
Essa favorisce azioni positive a sostegno di modelli organizzativi orientati alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, promuove il valore della cultura di genere inclusiva nelle cooperative, la valorizzazione delle differenze, la partecipazione negli organi dirigenziali, promuovendo iniziative d’informazione sui temi di genere.
 
Un argomento questo, di attualità, che ha raggiunto precisi risultati e che continua e continuerà a destare interesse da parte degli studiosi, di esperti della vita sociale e naturalmente delle donne e degli uomini che operano quotidianamente nel mondo del lavoro, dell’impegno sociale e del volontariato, della scuola e in tutti i comparti del mondo civile ed economico del nostro territorio, con l’obiettivo principale di facilitare la nascita di nuove imprese femminili.
Negli anni si è sviluppato un interesse e un’attenzione particolare alla valorizzazione delle donne e tra i due generi, che con la pluralità di competenze, di capacità e sensibilità diverse, si sono rivelate risorsa per la cooperazione e non solo, con il rafforzamento di un sistema di benessere per tutti: amministratori/amministratrici, soci/socie, che interessa i vari ambiti della Federazione Trentina della Cooperazione: dal credito, al consumo, al lavoro, al sociale, all’agricolo, all’ abitativo e ai servizi.
 
La difficoltà a raggiungere la parità nelle posizioni apicali, non tanto la collaborazione che è buona, rimane un importante obiettivo. Per capire meglio l’organizzazione e l’attività dell’Associazione Donne in Cooperazione abbiamo incontrato la Presidente: Nadia Martinelli la quale ha risposto ad alcune domande sulla vita dell’Associazione.

 Associazione Donne in Cooperazione 
Presidente: Nadia Martinelli
Vice Presidenti: Eleonora Da Ronco, Franca De Silvestro
Consiglio Direttivo: Francesca Gennai, Elisabetta Gianordoli, Chiara Orempuller, Alessandra Piccoli, Lorena Torresani, Giuliana Zandonai
Tesoriera: Norma Benoni

Presidente, quali sono le finalità, la storia, i traguardi raggiunti e i progetti futuri dell’Associazione?
«La nostra Associazione è nata nel 2005, quando un gruppo di donne, già socie di cooperative, ha avuto l’idea di unire le forze per favorire ancora di più la presenza femminile nel mondo cooperativo.
«Con l’andare del tempo questa presenza si è rafforzata, sia negli organismi della gestione, sia nel numero di nuove cooperative con l’adesione femminile.
«Citiamo un dato: nel 2020 le donne presidenti di cooperative erano 82, pari al 19,6%, contro l’80,43% di maschi e su un totale di 419 presidenti.
«Certo, c’è ancora molto da fare, per far capire l’importanza di investire sul mondo femminile, ma bisogna avere la costanza e la forza di cercare spazi per le donne, perché è utile all’intera comunità.
«In tutti i settori ci sono donne con capacità e competenza e una grande volontà di mettersi in gioco, ma devono essere supportate e valorizzate, senza dubbi e senza prese di posizione di facciata, che poi si tramutano in scarsi risultati.
«Dobbiamo insieme continuare a parlare e promuovere azioni concrete sulla parità di genere, anche come argomento trasversale in tutti i campi. Dobbiamo vedere lo sviluppo economico e la crescita delle comunità a tutto tondo, non da una sola angolatura.
«L’Associazione sin dalla sua costituzione ha promosso numerosi progetti ed ora sta diventando interlocutrice importante per le cooperative associate come supporto alla progettazione e all’implementazione di azioni positive a sostegno di modelli organizzativi innovativi orientati alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
«Negli ultimi 15 anni c’è stato un incremento della presenza femminile negli organi decisionali in tutti comparti sia pubblici che privati; questo significa che il lavoro fatto congiuntamente con le categorie economiche e sociali, ha dato buoni risultati e fa ben sperare per il futuro.
«Il nostro direttivo, da poco rinnovato, vede la presenza di socie di cooperative motivate e disponibili a partecipare alle riunioni e/o gruppi di lavoro istituiti a livello centrale, a studiare programmi con impegno e disponibilità, per portare avanti e implementare quanto promosso dalle colleghe precedenti.
«Non si dimentichi che per il mondo femminile, oltre al lavoro giornaliero, c’è l’impegno della famiglia e della casa, che in questo periodo si è fatto sentire in modo particolare; ciò nonostante le nostre associate hanno sempre rispettato gli impegni, secondo le indicazioni delle organizzazioni del mondo cooperativo, nella convinzione che solo operando insieme si possono ottenere risultati di qualità e di soddisfazione per tutti.
«La nostra Associazione si sostiene con le quote associative, con il contributo annuale della Federazione e attingendo a bandi per progetti promossi dagli enti pubblici.
«Abbiamo a disposizione una risorsa, che si condivide con l’associazione Giovani, l’altra Associazione che opera all’interno della Federazione, che segue le nostre attività sia per l’organizzazione e la gestione di progetti informativi e di formazione che per la normale operatività che coinvolge ogni tipo di Associazione.
«Nel corso degli anni si sono intensificate sempre più le collaborazioni con altri enti locali, l’Università di Trento,il Centro studi di Genere,l’Azienda Sanitaria,la Fondazione De Marchi e la Fondazione don Guetti e altre realtà di categoria presenti sul territorio,come il CIF Comitato imprenditoria femminile della CCIAA e la Commissione Pari Opportunità, Alcuni studi, report e seminari formativi, sono stati realizzati nei settori della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in un’ottica di genere,della medicina di genere, sul tema della violenza sulle donne e sulla genitorialità.
«Inoltre, abbiamo creato un criterio d’intercooperatività per la costruzione di una rete di Empowerment per donne amministratrici, per raggiungere un cambiamento culturale e di organizzazione all’interno delle imprese cooperative, orientato a supportare la valorizzazione delle differenze di genere.
«L’altro impegno dell’Associazione è rafforzare sempre più i legami con altre associazioni femminili in organismi di cooperative nazionali come: Confcooperative e IDEE l’Associazione delle donne del Credito Cooperativo.
«Allo stato attuale rivesto l’incarico, a livello nazionale, di componente nella Commissione Dirigenti Cooperatrici di Confcooperative, che mi permette un confronto diretto e un dialogo costante con altre cooperatrici, di realtà regionali del nostro Paese.
«Tramite la segreteria tecnica e con la collaborazione dell’Osservatorio Permanente della Federazione, l’Associazione raccoglie i dati disaggregati per sesso, al fine di monitorare la presenza di donne nella cooperazione trentina, ed avere una mappatura della partecipazione femminile nei ruoli di responsabilità aggiornandola costantemente e favorendone la riflessione sull’importanza di un’equa rappresentanza di genere.
 

 
E sulla formazione?
«Per noi la formazione è sempre stata un punto importante e ci siamo occupate da sempre. Abbiamo istituito, con cadenza periodica, numerosi corsi formativi, quali ad esempio sulla comunicazione e sul linguaggio, sulla leadership e sulla valorizzazione delle differenze di genere, sul riconoscere e rafforzare le competenze.
«Insieme all’Associazione Giovani e all’Area Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione Trentina della Cooperazione, promuoviamo un percorso formativo per amministratrici e amministratori.
«Attualmente è in fase di svolgimento il percorso 2020/2021 che si chiama Gener - azioni cooperative rivolto, appunto, a giovani e donne che vogliono essere protagonisti della cooperazione di oggi e di domani in un’ottica di futuro. Moduli con una parte teorica ed una pratica, con visite alle imprese cooperative ed appositi incontri aperti con i dirigenti delle varie cooperative presenti su tutto il territorio provinciale.»
 

 
Dalla sua esperienza come vede il futuro del Trentino?
«Nel mondo della Cooperazione ci sono molte realtà e tante persone che lavorano con impegno credendo nella Cooperazione, a queste persone dobbiamo dare ascolto, dobbiamo motivarle e sollecitarle a portare sempre il proprio contributo, nelle realtà dove operano.
«Se vanno bene le singole cooperative e ne nascono di nuove, è un bene non solo per i Soci e le Socie, ma anche per le piccole e grandi comunità, o meglio per tutto il Trentino.
«Tra dieci anni il lavoro del mondo cooperativo sarà diverso da quello attuale, vi saranno più strumenti e nuove tecnologie, metodi di gestione al passo con i tempi, vi sarà pertanto bisogno di sistemi di formazione continua, di sistemi di innovazione che possano migliorare i criteri delle pari opportunità.
«Riconoscere le differenze di genere fa crescere la qualità della nostra cooperazione e crea uno sviluppo della comunità, sia nei piccoli paesi che nelle grandi realtà… Dobbiamo cambiare insieme donne e uomini, solo così migliorano le alleanze tra le persone e si realizza una governance paritaria, plurale ed inclusiva.
«Sostenere le donne favorisce il diritto all’uguaglianza, alla libertà, all’autonomia e all’indipendenza economica, questo deve rimanere come obiettivo principale della nostra associazione.
«Il nostro futuro parte da una vita libera in coabitazione e collaborazione con la figura maschile, non è solo una prerogativa, ma deve essere un impegno comune.»

Grazie Presidente e buon lavoro.

A cura di Bornancin Daniele Maurizio


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