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Verso un «Trentino 5.0» – Di Maurizio D. Bornancin

Progetto, lanciato da Confindustria Trento, per il rafforzamento economico del territorio trentino e per una ripartenza a favore della comunità

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È stato presentato dall’Associazione degli Industriali del Trentino un piano di lavoro che parla di futuro. Un’azione di visione, un metodo per fare chiarezza sugli obiettivi, sulle opportunità e sui nuovi scenari che si aprono nel presente e nel futuro. Un’iniziativa che pensa al Trentino del 2030.
Una sorta di disegno pluriennale, di ampio raggio d’azione e di concrete collaborazioni con i vari attori del Trentino, per arrivare a un modello rafforzato e positivo per la crescita delle imprese e delle comunità.
Duemilatrentino: verso un «Trentino 5.0» progetto, per la prima volta in presenza dopo la pandemia presso Palazzo Stella, che ha visto quali protagonisti il Direttore Generale Busato e il Presidente Manzana che hanno illustrato gli obiettivi, le finalità e il metodo di lavoro.
 
Si tratta di un’iniziativa che parte da un’analisi del contesto di riferimento, dello scenario post–pandemico con una situazione di crisi del sistema produttivo locale durata due anni e che ora si appresta a ripartire.
Manzana ha spiegato con chiarezza che il tutto sarà orientato a dare risposte concrete alle domande fondamentali, allo sviluppo territoriale.
«Perché un’impresa dovrebbe scegliere il Trentino e non un altro territorio? Perché una famiglia dovrebbe scegliere le nostre località? Un turista? Uno studente? Quale sarà il ruolo della nostra Autonomia?»
Questi alcuni dei quesiti posti all’attenzione degli imprenditori e degli altri attori del sistema Trentino.
 
«Si raccoglieranno contributi, idee, proposte per poi fornire elementi di conoscenza innovativa e chiavi interpretative sui temi prioritari per la crescita del nostro sistema, tenendo ben presente che il fine ultimo di questo nuovo modello di sviluppo, al quale tendiamo, è e rimane la persona.
«Siamo convinti che per valorizzare le risorse del nostro territorio e per seguire e capire come avverranno le transizioni, non vi è una risposta precisa, non si può nemmeno abdicare alle nostre responsabilità, ma ci vuole anche capacità gestionale nel sostenere gli investimenti.
«Confindustria Trento, si propone con questo nuovo progetto come attore del cambiamento e intende nel percorso attuativo coinvolgere il sindacato, le istituzioni, le categorie e la politica.
«Vi sono importanti temi da discutere e approfondire, anche per trovare una giusta metodologia per la realizzazione di questo progetto. Un percorso d’analisi, fatto insieme.
«Si tratta di ricercare un pensiero industriale ispirato ai valori di un nuovo umanesimo. I punti fondamentali di quest’obiettivo sono: la centralità della persona e la qualità della vita, poi la sostenibilità e quindi la creazione di un modello con un approccio di sviluppo integrato tra aziende e territorio.
«Una nuova idea di economia e di società per il nostro Trentino.»


 
Nella cabina di regia del progetto, ha aggiunto Busato c’è, insieme con noi, anche lo Studio Ambrosetti, partner di assoluta eccellenza.
Per lo Studio Ambrosetti è intervenuto Lorenzo Tavazzi che ha curato il progetto e che ha sostenuto:
«Il particolare momento che stiamo attraversando ha innescato, da un lato, e accelerato, dall’altro, alcuni trend che ridisegnano gli scenari di riferimento, chiamando le imprese e i territori a organizzarsi e gestirli.
«Questo progetto è una grande innovazione, che porta a nuovi scenari per la ripartenza del Trentino. In generale il Trentino, pur con eccellenze diffuse e alti standard di vita, già prima del Covid rappresentava qualche campanello d’allarme e nell’ultimo decennio ha perso posizioni sia rispetto all’Alto Adige, che al Nord Est.»
 
Negli ultimi dieci anni il Trentino ha perso posizioni. Per il 2020 la stima pone il PIL del Trentino a –10,4% rispetto alla media nazionale che indica un -8,9%.
Inoltre, l’industria manifatturiera dal 2010 al 2020 è cresciuta meno che nel resto del Paese: Trentino 12,6% Italia 12,7%.
Si è riscontrata anche una contrazione nell’export, superiore alle percentuali del Nord Est. La spesa totale per ricerca e sviluppo sul PIL in Trentino nel 2018 ha raggiunto l’1,56%, nel Nord Est l’1,67%.
La partenza di questo lavoro di conoscenza è caratterizzata da nuovi scenari e il Recovery Plan obbliga tutti a cambiare velocità a patto di conoscere quale strada prendere.
 
Quest’attività di analisi e di proposizione di strategia, impostata da Confindustria Trento, andrà a toccare scenari che caratterizzano la ripartenza e che si possono declinare: nella nuova globalizzazione, nella nuova regionalizzazione, nella sostenibilità, nei nuovi stili di vita e di consumo, nello sviluppo della digitalizzazione e della robotica.
Questa iniziativa, con un piano di lavoro che copre il 2021/2022/2023, è un convinto impegno, è uno sforzo che Confindustria Trento intende percorrere con i vari attori e rappresentanti del sistema produttivo presenti sul territorio, con il principio della condivisione e della responsabilità.
 
Diciamo che l’Associazione vuole essere reattiva e pronta al cambiamento. Dalle analisi e dal confronto che saranno effettuati, bisogna giungere con coraggio a dire quello che va bene e quello che non va bene in questa terra trentina, per così trovare insieme i margini di miglioramento, per uno sviluppo e una crescita a favore della comunità tutta.
In altri termini, dopo la pandemia, l’industria trentina vuole ritrovare se stessa per un nuovo sistema di sviluppo di un Trentino 5.0 che parla comunque di futuro.
 
A questo punto non mi resta che fare i migliori auguri, anche da parte del nostro giornale, a tutti quelli che si occuperanno di questo importante programma per la ripresa, per l’innovazione delle imprese e in particolare per le nuove generazioni.

A cura di Bornancin Maurizio Daniele

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