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Interventi a sostegno del sistema economico trentino

La nuova legge sull’economia, frutto di tre progetti – Di Maurizio D. Bornancin

Uno degli ultimi lavori della Giunta Provinciale e del Consiglio è l’approvazione della L. P. 6 luglio 2023 n. 6
«Interventi a sostegno del sistema economico trentino.»
Siccome, a elezioni avvenute, siamo alla conclusione di questa legislatura e in attesa della nuova (2023 - 2028) che partirà tra poche settimane salvo imprevisti dei partiti, ritengo importante fare alcune riflessioni a proposito di questo traguardo legislativo.
Questa legge è stata approvata con 27 voti a favore e uno di astensione, ma come succede rarissime volte è frutto di un’ampia mediazione e di un serrato confronto fra tre consiglieri, due della maggioranza e uno della minoranza che avevano presentato tre singoli progetti di legge, sfociati poi in uno e unico testo.
 
Un sistema nuovo di operare, basato su un dialogo tra le parti che se fatto con convinzione e con obiettivi chiari può portare a risultati soddisfacenti.
Forse questo può rappresentare un percorso che non è solo una sperimentazione, ma può diventare il fondamento per un innovativo modo di agire nel sistema politico amministrativo della nostra autonomia.
Un passo avanti nel metodo del lavoro del consiglio, anche perché negli anni il dialogo tra minoranza e maggioranza, indipendentemente dalle posizioni partitiche di ognuno è stato insufficiente durante le discussioni in aula, frutto di rallentamenti, ostruzionismo e forzature su tanti disegni di legge in approvazione.
 
Uno scenario questo che ha creato non pochi distinguo di ogni genere pur di vincere ogni partita.
In quest’occasione viceversa è emerso un certo buon senso, accompagnato da un pizzico di fortuna, poiché i tre rappresentanti dell’organismo legislativo provinciale hanno ritenuto che intervenire sul mondo produttivo locale è indispensabile per il futuro e per la crescita complessiva dell’economia.
Certo le categorie economiche e le organizzazioni sindacali hanno fatto la loro parte sia con critiche sia con suggerimenti di fatto poi recepiti in una visione comune, ossia dell’importanza di salvaguardare il lavoro e le nuove assunzioni giovanili e femminili e di creare un’innovazione e uno sviluppo reale sul territorio, in un periodo come quello attuale dove la crescita si presenta lenta e con vari ostacoli da superare.
 

 
Una curiosità, come non accade mai, questa nuova legge ha lo stesso numero della precedente o meglio conosciuta come legge 6 per gli incentivi ai settori produttivi, ora chiamata la vecchia legge.
L. P. 6 del 13.12.1999, anche con varie modifiche e adeguamenti, in base alle novità legislative messe in campo dalla comunità europea e dai vari governi italiani, nella sua complessità e da norme attuative più volte integrate e modificate, per ben 24 anni, ha comunque contribuito alla crescita del sistema trentino.
Nel tempo ha sempre supportato quasi tutti i settori del patrimonio produttivo: dall’industria al commercio, all’artigianato, alla cooperazione e ad altre aree economiche.
 
Era una norma particolare impostata su tipologie d’interventi sia di natura finanziaria sia di sostegno alla ricerca, alle nuove tecnologie e alla realizzazione di nuovi impianti.
È stata di esempio per altre Regioni ordinarie che speciali.
Questa nuova legge del 2023, riguarda «interventi a sostegno del sistema economico trentino» e va a toccare attraverso specifiche forme di contributo tutti i settori del sistema produttivo presenti sul nostro territorio, fatta eccezione per l’agricoltura, con una visione più dinamica e al passo con i tempi.
Una sorta di messa in ordine in materia d’interventi pubblici, per snellire le procedure, per così migliorare la base produttiva.
 
Un’impostazione verso il futuro e per lo sviluppo del Trentino. Saranno interessate circa 46 mila piccole e medie imprese con oltre 170 mila dipendenti.
Le finalità sono rivolte ai temi emergenti dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale, alla responsabilità sociale delle aziende, alla parità di genere, alla transizione ecologica, alla nuova digitalizzazione, all’organizzazione aziendale e al microcredito.
In altri termini, un impianto legislativo con una visione ad ampio respiro, per la competitività delle imprese, sviluppando servizi qualificati e innovativi e di sistema attraverso il pieno coinvolgimento del braccio operativo di Trentino Sviluppo.
 
È stato introdotto un sistema più selettivo per l’approvazione dei progetti di richiesta di aiuti da parte delle aziende.
Le finalità di questa nuova legge, le misure agevolative e le linee d’intervento, si configurano in precisi obiettivi: la patrimonializzazione delle imprese, la cooperazione tra loro, l’innovazione nella gestione finanziaria, la tutela ambientale, lo sviluppo tecnologico, la ricerca, l’innovazione, la qualificazione e l’internazionalizzazione, la nuova imprenditorialità.
Una sorta di capello che diventa una cornice dove dovranno essere posti i vari progetti espansivi delle aziende.
 
I beneficiari comprendono le piccole e le micro imprese, le medie e grandi imprese.
Il panorama degli aiuti è così riassunto: contributi in conto interessi, concessioni di garanzie attraverso il sistema dei, Confidi agevolazioni fiscali, finanziamento agevolato di microcredito, servizi alle imprese.
Vi sarà una specifica programmazione sulle politiche di sviluppo economico Per l’attuazione della legge, saranno stabiliti i criteri mediante disposizioni specifiche per i vari interventi, comprese le norme di presentazione delle domande, le procedure, le spese ammissibili, le misure d’incentivazione, la rendicontazione delle spese e altre tipologie di caratterizzazione dei progetti. Altri articoli affrontano le aree e strutture produttive, il coinvolgimento dei comuni anche nell’acquisizione delle aree nella logica di territorialità.
 
Vi sono poi interventi per l’internazionalizzazione, per progetti organici finalizzati allo sviluppo e alla valorizzazione dei mercati esteri di filiere, distretti produttivi e gruppi d’imprese.
Un’altra linea d’intervento riguarda il rafforzamento patrimoniale delle aziende, e la realizzazione di forme di cooperazione tra imprese che prevedano l’unione di reti o la costituzione di consorzi, anche per aumentare i criteri di vendita e per la razionalizzazione dei costi.
I rimanenti articoli si caratterizzano per contributi sugli investimenti fissi materiali o immateriali, per finanziare gli interessi bancari, per i costi di economia circolare, efficienza energetica e altre progettualità come la ristrutturazione aziendale, per crisi di sistema, per la ricerca e l’innovazione, per studi di fattibilità anche con la collaborazione dei poli tecnologici e i centri di ricerca presenti sul territorio.
 

 
Sono stati inseriti anche il sostegno per l’inserimento di ricercatori e tecnici della ricerca nelle aziende anche distaccati dagli istituti di ricerca locali. Infine non mancano linee di sostegno alla nuova imprenditorialità per la nascita di altre aziende.
Un contenitore ricco di molte possibilità per il sistema produttivo trentino, che fa ben sperare per il futuro e per migliorare complessivamente lo sviluppo locale non solo dei centri urbani, ma anche delle località periferiche.
Un insieme di azioni per far si che il territorio non possa vivere solo di turismo e agricoltura, ma sempre di più debba comprendere gli altri settori dell’economia.
 
Perciò l’esperienza della vecchia legge, unita alle nuove idee, che devono scaturire senza soste, perché la società trentina sia un fermento permanente di creatività, che potrà così indicare la via migliore per affrontare le sfide che il progresso ci pone davanti continuamente.
Non dobbiamo dimenticare l’attenzione alla persona umana perché al di là di tutto l’uomo e la donna, con le proprie qualità, le proprie forze, sono al centro di ogni processo: sociale, economico e produttivo.
Credo che questa esperienza triangolare di proposte, sfociata in un unicum legislativo, debba essere da subito presa in considerazione dalla prossima giunta provinciale, anche per disegni di legge e progetti legislativi di altre aree come la sanità, l’istruzione, le attività sociali.
Le norme e i regolamenti attuativi devono entrare in vigore in tempi brevi per non inficiare gli obiettivi di questo nuovo provvedimento legislativo.

Solo così si può dire che ognuno contribuisce a fare il proprio dovere e a qualificare la crescita di tutta la comunità trentina.

A cura di Maurizio Daniele Bornancin

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