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La forza del cambiamento – Di Daniele Bornancin

Giovani imprenditori del nord est, il coraggio di fare impresa: «be brave!»

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Il Muse in una foto di Roberto Nova.
 
Il ventinovesimo Meeting dei giovani imprenditori del Nord Est, uno dei principali incontri dei giovani imprenditori di Confindustria si è svolto a Trento nella cornice del MUSE.
Promosso dalle Presidenze Regionali Giovani Imprenditori del Trentino Alto Adige, (che era Project Leader in questa edizione), del Veneto, del Friuli e dell’Emilia Romagna, ha coinvolto i giovani industriali di tutta Italia, con la partecipazione dei vertici del Sistema Confindustria, oltre a studiosi, economisti ed esponenti di rilievo del mondo della ricerca e della politica.
Il titolo scelto per quest’occasione era: «Be B.R.A.V.E. il coraggio di fare impresa».
Un acronimo dove ogni lettera corrisponde a una priorità con cui ogni imprenditore deve e dovrà fare i conti; anche perché oggi non viviamo in un’epoca di cambiamenti, ma in un vero cambiamento d’epoca.
Pensiamo solo al fenomeno internazionale e alle ricadute sul sistema economico e sociale nel quale le imprese dei vari settori produttivi operano e le azioni che gli imprenditori dovranno mettere in cantiere, per mantenere e migliorare la competitività delle proprie aziende sui mercati mondiali ed europei.
Il filo conduttore emerso dal dibattito dei giovani imprenditori si può così sintetizzare: il futuro è di chi avrà il coraggio di cambiare, di capire come il mondo sta evolvendo e di adattare di conseguenza il proprio modello di fare impresa.
Ecco allora la convinzione che, coraggio e costanza, sono oggi, ma saranno anche domani le caratteristiche essenziali per operare nel nuovo contesto che si è delineato a seguito del passaggio epocale che ha interessato l’economia negli ultimi anni e che oggi si manifesta maggiormente.
 
L’acronimo di Be B.R.A.V.E (sii coraggioso) è diventato una sorta di manifesto dei giovani industriali italiani e sta a significare:
B. Business - modelli innovativi che trovano spazio e ragion d’essere nel mercato globale;
R. Responsabilità – responsabilità sociale e ambientale delle imprese, considerata unica strada per creare un contesto migliore;
A. Arte - design e cultura come patrimonio del valore aggiunto del sistema Italia, fattore del successo del Made in Italy;
V. Visione - visione del futuro come approccio trasversale;
E. Technology - le nuove potenzialità offerte dalle tecnologie al servizio delle trasformazioni industriali e sociali.
 
La storia del sistema industriale italiano è ricca di esempi di «coraggio», di chi ha saputo superare gli anni delle varie crisi, di chi, nonostante le difficoltà, ha creato anche nei territori del Nord Est e quindi anche nel nostro territorio, aziende, aumentando i posti di lavoro, dando speranza e mantenendo competitivo il Nord Est.
Coraggio anche di chi affronta con nuove tecniche i mercati internazionali sempre più competitivi e di chi continua ad investire ed innovare ponendosi all’altezza delle grandi trasformazioni dell’economia globale.
I giovani imprenditori con questo meeting hanno voluto, non solo rappresentare un futuro di speranza per l’economia locale, ma anche portare un contributo reale e studiare insieme proposte per i vari territori del Nord Est.
Il MUSE e il Teatro Sociale, luoghi della storia e della scienza di Trento, hanno fatto non solo da sede degli incontri, ma sono stati ambienti da scoprire e da apprezzare e spazi ideali per confrontarsi su quelle che sono le sfide che ci sono sempre state, ieri e oggi.
Una ventata di ottimismo, di energia e di voglia di fare, questo quello che questi imprenditori hanno voluto esprimere e indicarlo a tutti.
 
Certo, il contesto complessivo è soggetto a cambiamenti, cambiano gli strumenti, le tecnologie, la qualità e la quantità delle informazioni, i servizi, i modi di interagire e le tecniche del lavoro, ma vi sono anche nuovi milioni di consumatori, nuove opportunità, nuovi territori da scoprire.
Si tratta forse di saper interpretare i cambiamenti che sono già in corso, favorendo anche i progetti di staffetta generazionale che ora sta interessando parecchie aziende anche nel Nord Est.
Diciamo che è in arrivo un clima di fiducia che fa ben sperare in una ripresa economica, una ripartenza che non era così certa fino a poco tempo fa.
Fiducia che è anche data da un miglioramento del portafoglio degli ordini nelle imprese che stanno iniziando ad aumentare, segnale questo che può portare ad una diminuzione della cassa integrazione.
 
Il riavvio delle produzioni, anche in settori particolari e l’incremento delle esportazioni possono portare a vedere con più positività anche il prossimo futuro.
Una ripartenza che deve ancora diventare una reale ripresa, ma che sia pure con qualche tempo in più per l’affermazione di uno sviluppo aziendale e per la nascita di nuove imprese.
Se le aziende aumentano il proprio portafoglio ordini, possono fare più investimenti nel medio e lungo periodo e attraverso gli investimenti e quindi con lo sviluppo delle imprese che si può generare l’occupazione giovanile.
Un tendenza in risalita che viene data dallo + 0,6 % dell’incremento della produzione nel gennaio 2016, rispetto al dicembre del 2015, con un aumento degli ordini dell’o,5%
Una fotografia positiva viene anche da un dato del CENSIS, che indica in 941 mila i giovani lavoratori autonomi in Italia, contro gli 849 mila inglesi e 528 mila tedeschi.
In questo caso i settori che risultano ai primi posti sono la ricettività e la ristorazione.
 
Una considerazione inoltre, emersa anche in questo incontro è quella del peso della «burocrazia inutile» e delle tasse, anche se è stato riconosciuto un cambiamento rispetto a cinque anni fa.
Un quadro quello tracciato dai giovani imprenditori, che fa ben sperare anche per i nostri territori, ma che nello stesso tempo si rendono disponibili a portare il proprio contributo concreto non solo in termini di idee, ma anche di proposte da poter realizzare e sperimentare con i vari soggetti del sistema produttivo locale.
 
Importante, in conclusione, ricordare il messaggio ancora attuale del Presidente Luigi Einaudi, in occasione di una Assemblea degli imprenditori che così recitava:
«migliaia d’individui lavorano, producono, risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli.
«È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di denaro. Il gusto, l’orgoglio di vedere prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituisce una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.
«Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e investono tutti i loro capitali per ritrarre spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.»
 
Daniele Maurizio Bornancin

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