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Presentato «Carnia Terra di tradizioni» di Barbara Bacchetti

Un approfondimento dei luoghi di questa vasta area, degli aspetti geografici e storici, dei flussi migratori, dell'attuale emigrazione intellettuale e tecnologica

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Titolo: Carnia terra di tradizioni
Autrice: Bacchetti Barbara
 
Editore: Cierre Grafica 2012
Pagine: Brossura
 
Recensione: a cura di Daniele Maurizio Bornancin
Prezzo di copertina: € 14,90
 
Nell'ambito dell'attività dell'Associazione Fogolàr Furlan di Trento è ormai consolidato nel tempo uno spazio per la presentazione di testi, racconti storici, opere di recente pubblicazione che affrontano temi riguardanti il Friuli, l'ambiente, la società, il vivere quotidiano.
È il caso della recente presentazione a Trento, presso la Sala della Circoscrizione Oltrefersina in Clarina, del libro «Carnia Terra di tradizioni» di Barbara Bacchetti di Udine, edito dalla Regione Friuli Venezia Giulia, scaturito da anni di ricerca sul campo nelle realtà delle vallate carniche.
Un approfondimento dei luoghi e delle caratteristiche di questa vasta area, degli aspetti geografici e storici, i flussi migratori, l'attuale emigrazione intellettuale e tecnologica verso i nuovi paesi in via di sviluppo, fino a giungere ad una particolare analisi di riti popolari e sacri e profani di un tempo, ma che ancora oggi vengono portati avanti e che sono particolarmente sentiti dagli operatori delle tradizioni di questo territorio.
 
La Carnia, da sempre considerata zona di una forte emigrazione, viene rievocata nelle pagine di questo libro anche attraverso i ricordi delle feste, la particolarità della popolazione, i costumi dei riti, delle tradizioni sviluppate nel corso degli anni ed in parte ancora attuali.
Vengono ricordate le processioni, le rogazioni, i riti pasquali e natalizi dei paesi di montagna del territorio carnico.
La Carnia viene intesa come una mano aperta e composta da cinque valli, come le dita di una mano di un paesaggio montano che dal Tagliamento sale fino alle Alpi friulane.
Scoprire anche oggi la Carnia è riuscire a conoscere le abitudini, i valori, le piccole radici di tanti emigrati, di persone che hanno lasciato le proprie famiglie i propri paesi per il lavoro.
Pensiamo all'emigrazione femminile, di bambinaie, di sarte, di lavoratrici nelle cucine, nelle lavanderie delle città dei grandi centri urbani che in cambio del lavoro, di una misera paga che in quota parte veniva inviata a casa e per il vitto e l'alloggio, che hanno fatto la storia di queste zone di una regione oggi autonoma del Nord Est.
 
Le narrazioni, con esempi di filmati delle varie forme rituali del contesto sociale, dei luoghi della Carnia, presentate dall'autrice Bacchetti in modo semplice e accompagnate di minuziosi particolari, sono testimonianze che hanno colpito il pubblico presente e che possono rimanere nella mente e nel cuore di ognuno.
Una visione culturale diversa, di comunicazione reale di quella vita popolare che per certi aspetti presenta similitudini di queste nostre terre di confine: Il Friuli e il Trentino .
Pensiamo alle sfilate allegoriche del Carnevale in Val di Fassa o della Val dei Mocheni, o alle processioni della chiamata delle Croci, le processioni del Venerdì Santo, il culto Mariano.
L'uso del legno, le stoffe per le scarpe per le vesti, i ricami, le pietanze basate sui prodotti della terra dal grano al frumento.
 
Una sorta di cammino nella storia di popolazioni con caratteristiche linguistiche ed etniche che hanno dato i natali alle autonomie politiche ed istituzionali.
Gemma Agosti, artista che ha realizzato la copertina del libro e altri raffigurazioni della natura e dei paesaggi floreali riprodotte nel libro, presente a questo incontro, ha di seguito illustrato i metodi e i contenuti delle sue pitture incentrate sul vissuto di quei luoghi del Friuli.
Il libro è inoltre impreziosito da una documentazione fotografica di opere d'arte, di utensili, di strumenti di lavoro, fotogrammi questi che rappresentano ancora di più il vissuto delle popolazioni, delle comunità di montagna.
Un successo quello ottenuto da Barbara Bacchetti, che ha così in qualche modo toccato con mano una parte del Trentino, terra anche questa di montagna, del lavoro e dell'autonomia.
Le autrici friulane hanno poi visitato il centro della città di Trento soffermandosi in Cattedrale, palazzo Geremia, Castello del Buonconsiglio.
Una informazione questa, di qualità sulla montagna friulana, una piccola goccia di cultura popolare di una regione del Nordest, comunque vicina al Trentino.
 
Daniele Maurizio Bornancin

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