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La crescita parte dal turismo – Di Daniele M. Bornancin

I dossier e i rapporti tecnici e statistici riconoscono importanti aumenti di presenze di turisti in Italia

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Le Cime di Lavaredo.
 
I recenti rapporti e le classifiche in materia di turismo riconoscono che l'Italia ha aumentato le proprie presenze complessive, sia straniere, sia nazionali del 9,3%, anche se inferiori rispetto ad alcuni Paesi Europei, tuttavia questi sono segnali che possono dare una certa speranza alla ripresa economica che così si rimette in moto perché il turismo, per certi aspetti, fa da traino allo sviluppo e alla crescita del nostro paese.
Da vari osservatori l'Italia viene considerata tra i Pesi più belli del mondo, con una forte presenza del turismo culturale e museale, pensiamo alle città d’arte come Venezia, Roma, Napoli, Siena, Pisa, Firenze, Torino, Assisi, Palermo, Trieste, la nostra Trento e non ultima Mantova, Capitale Italiana della Cultura 2016 che nei primi tre mesi ha visto una crescita del 39% di turisti e del 42% di ingressi ai musei.
Una nutrita schiera di scenari ottimistici questi, volti a recuperare posizioni e a mantenere risultati soddisfacenti anche in termini di fatturato. Siamo tra i primi posti, ma comunque con una crescita inferiore rispetto a Spagna, Grecia e Scandinavia e in rapporto all'aumento del turismo internazionale che vede un incremento del 4,4.
 
L' Europa ha raggiunto un miglioramento del 4,7%, i Paesi del Nord 5%.
Oltre un miliardo di persone viaggia ogni anno nel mondo per turismo, un’ impennata del + 4,4% nel 2015, rispetto al 2014.
L'Italia, con oltre 81 milioni di arrivi, risulta essere una delle mete preferite, però in termini di ricavi, il turista che arriva in Italia spende meno di quello che preferisce la Spagna e la Francia e questo tema rimane uno degli obiettivi che gli operatori del settore devono cercare di recuperare nel sistema turistico italiano.
Gli stranieri che giungono in Italia provengono per oltre l'80% dagli USA, dall'Europa, ma anche dai nuovi mercati della Cina, Giappone e Russia.
L'Italia è al quinto posto tra le mete turistiche mondiali, preceduta da: Francia, USA, Spagna, Cina, ma al settimo posto nella classifica degli introiti, con 37 miliardi di euro all'anno e con un incremento del 4,5% nel 2015, rispetto al 2014.
 
I dati rilevati dimostrano un aumento delle vendite di pacchetti con destinazione Italia e con preferenza (6 italiani su 10) per le zone balneari come: la Puglia, l' Emilia Romagna, il Veneto, la Sicilia e la Toscana.
Vi è poi l'interesse per la montagna con un aumento del 20%.
A far prediligere il nostro bel paese incide molto la cultura e anche la nostra buona cucina; gli stranieri, infatti, quando sono il Italia acquistano prevalentemente cibo e prodotti locali.
L'analisi dimostra anche che la crescita di viaggiatori stranieri in Italia sarebbe superiore se i servizi fossero di maggior qualità, ad esempio se l'offerta digitale fosse estesa sul territorio nazionale e se le strategie promozionali individuassero maggiormente percorsi e luoghi sconosciuti da scoprire.
Giova ricordare che l'Italia nel 2015 è stata la prima nella classifica dei Paesi Europei, con maggior numero di presenze alberghiere rispetto al 2014.
Certamente Expo ha stimolato la crescita e i suoi effetti permangono anche dopo la chiusura, infatti è aumentata l'immagine di Milano, cambia l'attrattività del turismo milanese.
La sua immagine rinnovata, le realtà architettoniche nuove, le offerte culturali, lo shopping della moda, la vocazione e tradizione commerciale fa di Milano una città importante ed interessante per il turista straniero.
Nel nostro Paese tra novembre 2015 e aprile 2016 gli arrivi e le presenze di stranieri sono aumentate di circa il 2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
 
La crescita economica risulta uno di fattori di questa ripresa, nasce una nuova voglia e una nuova impostazione nel fare vacanza, per un sia pure limitato recupero della capacità di spesa anche da parte di chi nei due anni scorsi aveva in qualche modo rinunciato, anche per difficoltà finanziarie.
Il Trentino nel 2015 ha visto un sostanziale incremento delle presenze, sia nei luoghi di montagna, dei laghi, ma anche nelle città museali come Trento e Rovereto con un significativo aumento delle presenze invernali ed estive nel Primiero, Garda, Fiemme e Fassa, Campiglio.
Per Trento l'incremento di visitatori nei musei, in particolare al MUSE sta dando ottimi risultati, modificando l' immagine della città capoluogo a livello europeo ed internazionale.
Per quanto riguarda l'estate 2016 si assiste al grande esodo verso le località marine con un aumento del 9,5% e un avanzamento del giro di affari di 17 punti percentuali e circa 33 milioni di persone in cammino nel nostro territorio italiano, questo il movimento riscontrato da giugno a settembre.
Cresce anche il numero di italiani che in questa stagione trascorrono le vacanze nei mari italiani e corrispondono a circa il 55% con un aumento del 9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
In conclusione il 70% del popolo dei vacanzieri preferisce il mare, il 7,7 le città d'arte, ( nel 2015 era il 4,3%), il 6,7% la montagna, il 5,2% il lago, il 2,6%i centri termali.
 
Per rimanere nell'ambito delle vacanze al mare, in territori a noi vicini, risulta positivo il primo bilancio della stagione di Jesolo, litorale molto conosciuto dai trentini, che vede più presenze rispetto al 2015, con nuovi ospiti: russi, polacchi e ungheresi.
Certo il turismo per il nostro paese è fondamentale, diventa sempre più importante se si cerca una linea comune di promozione, di offerta di servizi, di professionalità degli operatori, di alta qualità della proposta complessiva.
I vantaggi e le ricadute dell'aumento delle presenze turistiche in Italia ed anche nel Trentino vanno ad interessare sempre di più altri mondi, comunque affini come: l'agriturismo, il commercio, l'artigianato, l'agricoltura, questo il motivo e l'esigenza di avere una unica linea di condotta, un unico metodo, una unica idea di turismo.
Tutto questo perché insieme, con idee chiare e senza gelosie o invidie imprenditoriali o di categoria, si può fare di più e meglio.
 
Il nuovo Piano strategico nazionale del turismo in corso di approvazione da parte del Governo, dopo le varie audizioni e suggerimenti delle categorie del settore e delle organizzazioni sociali, diventa, oltre alle naturali attese e alla luce dei recenti dati statistici, sempre di più uno strumento di politica turistica, ma anche punto di riferimento sia per l'utente che per l'operatore, solo così sarà impostata una nuova «strategia Paese».
 
Daniele Maurizio Bornancin

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