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Il record dell'export lancia la crescita – Di Daniele M. Bornancin

Il risultato positivo delle esportazioni italiane del 2017 segna un cambio di passo decisivo per la crescita dell’economia

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I dati degli Istituti ed Enti, che si occupano di esportazione, sono incoraggianti e indicano l’inizio di un’effettiva crescita dopo dieci anni di crisi economica e finanziaria, che ha colpito molti settori dell’economia italiana.
Le esportazioni italiane hanno raggiunto i 450 miliardi di euro, pari al 7% in più rispetto al 2016, dove il valore era di 417 miliardi di euro. Cresce il Made in Italy, con la gran parte del fatturato nei Paesi europei, ma anche con sviluppi nei Paesi del Golfo, nella Cina, nella Russia, nell’America meridionale, nel Giappone.
 
Questi studi, sull’evoluzione commerciale, indicano anche alcune particolarità:
- l’importanza di migliorare i canali distributivi, compreso l’e-commerce;
- la necessità di utilizzare al meglio i nuovi accordi commerciali internazionali attivati dalla UE con Paesi come il Canada, la Corea del Sud.
In America, ad esempio, negli ultimi cinque anni la quota di mercato di prodotti quali la moda, l’arredo e l’agro alimentare ha avuto un incremento grazie a nuovi investimenti sulla metodologia distributiva in tale nazione.
 
Nel 2018 sono previsti ben 175 milioni di euro nel bilancio ICE, per lo sviluppo del Made in Italy, con l’organizzazione di appositi focus in Asia e Usa, dove il 75% degli acquisti avviene online.
In Cina e negli Stati Uniti l’e-commerce ha interessato 3.380 imprese italiane, 865 fornitori per 250 milioni di acquisti.
Nel 2017 sono aumentate in modo più significativo le esportazioni italiane verso la Svizzera, con + 8,7%, la Spagna + 10,2%, gli Stati Uniti +9,8%.
Spiccano per percentuale le vendite in Russia con + 19,5% e Cina con + 22,0 %, mentre, in misura minore, la Germania con +6% e la Francia con + 4,9%.
 

 
I settori che contribuiscono, in misura più rilevante all’incremento dell’export, sono: i chimici, botanici, farmaceutici, medicinali, metalli, autoveicoli, prodotti alimentari, bevande, vini grappe e spumanti, macchine e apparecchiature, elettrodomestici, prodotti di pelletteria, abbigliamento, arredamenti di legno e la meccanica di precisione.
Un incremento questo che supera quello della Germania; infatti, le esportazioni italiane sono aumentate nel 2017, come sopra indicato, del 7,7% rispetto al 2016, mentre in Germania l’avanzamento ha toccato la percentuale del 6,4% e in Francia del 4,1%. meglio in Spagna con l’8,2%.
 
In Trentino, come emerge dai dati della Camera di Commercio, il risultato dell’esportazione è più positivo di quello nazionale; infatti, il potenziamento delle esportazioni locali è dell’8,7% in più rispetto al 2016, percentuale molto positiva e superiore a quella del Nord Est, dove vi è un + 6,6%.
Le esportazioni delle aziende operanti sul territorio trentino, sono in gran parte costituite dal comparto del manifatturiero, dove i settori delle apparecchiature e macchinari, prodotti alimentari, chimici, legno, carta e stampa, rappresentano il 69% delle vendite complessive.
 
Per le esportazioni provinciali, la Germania, anche per la vicinanza, rimane al primo posto tra i Paesi europei, mercato verso cui sono dirette le merci di produzione trentina, pari a un valore di 630 milioni di euro, corrispondente al 17,2% delle vendite effettuate sui mercati internazionali.
Vi sono poi gli Stati Uniti con circa 390 milioni di euro, pari al 10,6% del mercato complessivo, la Francia e il Regno Unito con 344 milioni di euro, due posizioni uguali che toccano il 9,4%.
Tutto questo dimostra che, sia in Italia, sia in Trentino si fa strada un patrimonio d’industrie innovative e dinamiche che agisce sui mercati internazionali e che conquista, giorno dopo giorno, importanti comunità all’estero, riportando indubbiamente ricchezza nei territori regionali ed anche nella nostra terra, riducendo così il tasso di disoccupazione.
 

 
Senza dubbio è indispensabile continuare a migliorare le politiche industriali, per recuperare ancora di più competitività e produzione per una significativa qualificazione dell’appena avviata crescita; l’ultima Legge di Bilancio nazionale, che ha riconfermato i fondi per il Piano Made in Italy, va in questa direzione.
Sono segnalate però, dai vari rappresentanti dei settori economici anche locali, forti preoccupazioni per le recenti decisioni dell’Amministrazione degli Stati Uniti, che prevedono l’inserimento di dazi su alcuni prodotti per le esportazioni dall’Europa all’America e che fanno intravedere la nascita di nuove azioni neo-protezionistiche di quei Paesi, finalizzate a disincentivare le esportazioni in generale.
 
Certo, per un’economia come la nostra, orientata all’export, questa decisone se attuata, provocherebbe notevoli danni al sistema produttivo e commerciale italiano e per il Trentino ci sarebbero grandi difficoltà, ad esempio per l’intero comparto vinicolo, spumantistico e grappistico.
Ecco perché oggi non è il momento di rallentare gli sforzi, ma di intraprendere nuove strategie, con un’unica progettazione e visione, nella convinzione che i prodotti italiani e quindi anche quelli trentini, per i consumatori anche di nuovi mercati sono sinonimo di affidabilità, garanzia e qualità.
 
A cura di Daniele Maurizio Bornancin

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