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La tecnologia che innova il lavoro e il sistema finanziario

Il pensiero di Zingales sui cambiamenti dell’economia finanziaria – Di D. M. Bornancin

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Luigi Zingales, di origine padovana, economista, accademico, studioso e scrittore di molti libri sull’economia e sul sistema finanziario europeo e italiano ha tra i suoi lavori anche due saggi: «Manifesto Capitalista» e «Il buono dell’economia. Etica e mercato oltre i luoghi comuni».
Due ricerche di attualità del dibattito sul rapporto tra etica ed economia, che si sviluppa su tre ambiti che devono rimanere distinti, perché sono identificati come settori diversi: la globalizzazione, il mercato e il capitalismo.
Tutto questo, perché ci può essere un capitalismo che non è liberale, una globalizzazione che non rispetta sempre le regole, un mercato che spesso rifiuta le regole e non si riconosce nei principi.
Nel 2015 è stato nominato direttore dello Stigler Center dell’Università di Chicago, i suoi interessi di studio e ricerca si sono incentrati sullo sviluppo finanziario, sull’economia politica, sugli effetti delle trasformazioni finanziarie e bancarie.
È autore di numerose pubblicazioni sulle principali riviste economiche e finanziarie mondiali.
 
Pubblicazioni di approfondimento, di curiosità, di studio, con uno stile molto aperto e facilmente accessibile, che affrontano temi complessi in un periodo dove tutto scorre velocemente e dove spesso non c’è tempo per capire, per riflettere, per conoscere, dove il culto dell’immagine la fa da padrone in ogni luogo.
Ecco, il prof. Zingales, ha presentato il suo pensiero affrontando i temi economici nell’ambito degli incontri del recente Festival dell’economia a Trento, dando appunto l’opportunità di capire e conoscere quello che è il reale momento di cambiamento e innovazione del settore finanziario e bancario, non risparmiando critiche a nessuno, neanche alla classe dirigente, agli imprenditori.
Secondo l’economista, la prossima agenda italiana deve per forza basarsi su una diversa politica economica e del lavoro, oltre che fiscale.
 

 
Manca la meritocrazia anche nelle aziende e nei vari settori, sia nel sistema privato che nel pubblico, motivazione questa dell’abbandono dei giovani dal nostro Paese alla ricerca di lavoro in altri stati europei e americani.
Va impedito, ad esempio, ai consiglieri di accedere in più consigli di amministrazione delle varie società e vanno rese trasparenti le piramidi di controllo delle società stesse.
L’Italia, sul piano economico è una struttura solida, con grandi potenzialità, ma senza la minima volontà di liberarsi dai troppi vincoli, dagli sprechi del debito pubblico che sono diventati freni e che possono portare questo Paese a fondo.
Altro capitolo analizzato dal professore riguarda il sistema dei controlli, dell’anagrafe finanziaria, dove ci sono precise inadempienze.
 
L’anagrafe finanziaria, strumento per individuare i contribuenti più a rischio di evasione, ha prodotto risultati che si possono considerare quale ruolo effettivo, certamente più marginale del previsto, con percentuali significative inizialmente e fino a giungere negli anni a percentuali irrisorie rispetto al totale del valore complessivo di evasione riscontrato.
Solo in poche Regioni, comprese le nostre Provincie Autonome, si sono recuperati fondi provenienti dall’evasione che hanno formato dei veri tesoretti.
Il recente dato di 210 milioni di euro recuperati nel Trentino sta significando che in questo territorio, si sta operando con costante impegno in una giusta direzione.
L’anagrafe dei rapporti finanziari, nata nel 1991 e avviata concretamente nel 2006, utilizzabile, però dal 2009, ha conosciuto la sua nuova formulazione nel 2011.
 

 
In tale periodo, in una situazione di crisi, con lo spread in continua ascesa, e il debito pubblico al massimo, il governo Monti da poco insediatosi ha lanciato il decreto fiscale «Salva Italia» che non si era scordato il rilancio di quello che doveva essere uno dei pilastri dell’anti – evasione, attraverso nuove banche dati, o meglio con un sistema di controllo informatico innovativo.
Si doveva usare il metodo del censimento telematico dei rapporti finanziari per disegnare gli identikit degli italiani più a rischio evasione e stilare le liste selettive dei contribuenti che a quell’immagine fossero più vicine.
Una volta definito il campo, i controlli avrebbero dovuto offrire risultati di peso. L’anagrafica ha sì indicato la storia dei rapporti finanziari degli accertati, (apertura, chiusura, modifiche in corso d’opera), ma ha in parte trascurato le movimentazioni, e i saldi parziali o totali.
 
Questo ha dato risultati non completi neppure nel numero di verifiche, che hanno raggiunto nel 2016 solo 5.200 italiani e nel caso del redditometro 2.812 nello stesso anno.
Secondo Zingales le nuove tecnologie, in fase di miglioramento continuo applicate nel sistema bancario e finanziario, creano vantaggi per i consumatori ed evitano gli errori del passato ma oggi con queste tecniche, molte attività saranno più semplici.
O meglio se la finanza si occupa in buona parte di pagamenti, la tecnologia contribuirà ad abbassare il costo delle transazioni.
L’affermazione della tecnologia finanziaria (FinTech), porta a una migliore fornitura di servizi e prodotti finanziari attraverso le più avanzate tecnologie dell’informatica (Ict) e passa attraverso due fattori: fiducia (la parola “credito” viene dal latino che significa fidarsi) e reputazione, ossia la conoscenza del livello di attendibilità dell’interlocutore bancario.
Fiducia nelle banche e nei funzionari.
 
I fattori tecnologici che incideranno sempre di più sulla finanza sono quattro: la connessione, la facilità di conservare i dati, la capacità di elaborarli grazie all’intelligenza artificiale, lo sviluppo del sistema che aiuta a mantenere la segretezza dei dati e delle operazioni a distanza.
La connessione, ha evidenziato Zingales, elimina i costi di operare a distanza, permette la raccolta dei dati e la sorveglianza a distanza. L’intelligenza artificiale, attraverso algoritmi molto complicati è in grado di analizzare milioni di dati, di individuare le previsioni di comportamento e l’azione compiuta online dai consumatori. Con la crittografia, altro strumento informatico artificiale è inoltre oggi possibile eseguire l’autentificazione delle operazioni a distanza.
In altri termini il denaro sarà sempre meno cartaceo e sempre più digitale. La moneta digitale sembra avere la meglio, i pagamenti oggi, avvengono in minor parte con le carte di credito e in percentuali molto alte via Smartphone, Google e Facebook.



Queste tecnologie sono già presenti in Italia, dove, però vi sono due fattori di criticità: la difficoltà all’uso del computer e la diffidenza degli utenti.
Si deve riconoscere che l’industria finanziaria è sempre stata all’avanguardia nell’uso delle tecnologie sino dal 1494, periodo in cui nacque il concetto di partita doppia, introdotta in un libro di mercanti veneziani scritto in caratteri arabi che spiegava come fare le operazioni, i riporti, e che permetteva di fare i conti veloci.
Nozioni queste contenute nel libro scritto da Fra Luca Pacioli (frate emiliano) e che dopo cinquant’anni è stato tradotto in Francese e Inglese.
Con la nuova tecnologia si riscontrano vantaggi molteplici e individuabili in varie situazioni.
 
La finanza oggi si occupa in gran parte dei pagamenti e la tecnologia contribuisce ad abbassare il costo delle operazioni bancarie, così come diminuiranno i costi dei servizi erogati che invece vedranno l’inserimento di nuove tipologie, ai fini di creare comunque miglioramenti complessivi al settore.
Oggi ad esempio l’accesso ai dati concernenti le abitudini di spesa e il comportamento dei clienti inseriti in apposite piattaforme informatiche, danno la possibilità a soggetti terzi, ma anche alle banche, di sottoporre ai clienti (imprese e persone) proposte di credito e di finanziamento con diverse forme di competitività.
 
Le tecnologie sono indispensabili per migliorare il progresso che non si può fermare, pena l’isolamento economico ed anche sociale.
Non si dimentichi, comunque, che le trasformazioni e gli ammodernamenti dei servizi bancari, come di altri settori, non potranno mai annullare il rapporto umano tra operatore e cliente, che è e rimane sempre il punto principale dell’attività delle nostre Casse Rurali trentine.
Credere nei servizi che le banche propongono significa in altri termini credere nello sviluppo economico, quindi nella crescita della propria comunità.
 
A cura di Bornancin Daniele Maurizio

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