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Nuove tecnologie: guardare al futuro, con un occhio al passato

Questo il principio della LegoDIGIT S.r.l. di Lavis, per dare risposte alle nuove esigenze editoriali – Di Daniele Maurizio Bornancin

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Alessandro Leto.
 
Oggi le aziende, per definire meglio il proprio sistema produttivo, si trovano di fronte alla necessità di avvicinarsi all’uso delle nuove tecnologie, che creano una trasformazione profonda e che richiedono pertanto una capacità di conoscenze, per essere capite e gestite con buoni risultati.
Un’occasione questa per la crescita delle piccole e medie imprese e per cercare di strutturarsi con sistemi di produzione su base elettronica, digitale, con piattaforme informatiche inserite nelle aree produttive; come dire che non può esserci futuro nelle attività produttive senza innovazione.
Uno sforzo notevole quindi, che permette loro di rimanere al passo con i tempi e affrontare più decisamente l’evoluzione del mercato.
 
Tutto questo è contenuto nel Piano Nazionale Industria 4.0 che dal 2017 permette alle aziende di beneficiare d’interventi particolari per il miglioramento e adeguamento di macchinari, impianti, laboratori e strumentazioni, ai fini delle produzioni.
L’espressione «Industria 4.0» si collega alla cosiddetta quarta rivoluzione industriale, resa possibile dalla disponibilità di connessioni a costi accessibili e che si associa a un impiego sempre più diffuso di dati e informazioni di tecnologie computazionali e di analisi dei dati, di nuovi materiali, di componenti vari e di sistemi digitalizzati.
Di fatto è un cambiamento nell’organizzazione del processo produttivo, che deve partire dalle conoscenze e dalle competenze delle risorse umane a tutti i livelli, dai lavoratori ai dirigenti.
Chi non investe in nuove tecnologie, non ha capito quali siano le potenzialità, ma nemmeno che il mondo sta continuamente cambiando e che il cliente vorrà sempre più prodotti particolari e personalizzati.
 
In altri termini è necessario guardare avanti a tutto tondo cercando di fare uno sforzo comune d’indirizzi, per fornire gli strumenti migliori a chi dovrà applicare le nuove tecnologie; ma una domanda sorge spontanea in questo fenomeno complesso di trasformazione del sistema produttivo italiano: le macchine, le tecnologie innovative, sostituiranno il lavoro dell’uomo?
Gli studi effettuati su questa realtà, ormai applicata da molte imprese artigiane e industriali che hanno introdotto e investito in innovazione tecnologica, dimostrano che sono riuscite a crescere.
Tali aziende appartenenti ai vari settori, dal manifatturiero all’agro alimentare, al meccanico, dalla grande automazione alle lavorazioni del legno e della plastica, non risulta abbiano dovuto lasciare a casa dei dipendenti, viceversa hanno assunto nuovi tecnici esperti in elettronica, informatica ecc, con conoscenze tali da far funzionare le nuove macchine basate su una produzione dialogata e con sistemi di alta tecnologia.
 

 
Con queste premesse, la nostra rubrica «Scenari» apre alcuni confronti, con aziende trentine che hanno saputo guardare in modo diverso al futuro, dove l’innovazione e l’efficienza sono diventate metodo giornaliero per affrontare il dinamismo crescente dei mercati italiani ed esteri.
Storie e testimonianze dei successi di aziende, che diventano momenti di conoscenza, di curiosità, d’interesse generale e, perché no, anche di condivisione.
Esempi positivi d’imprenditori, che hanno saputo mettersi in gioco e che hanno trovato nelle tecnologie, ma soprattutto nell’interpretare l’adeguamento tecnologico, un modo nuovo di lavorare, nella convinzione che la partita rimane sempre aperta.
Con questo confronto si va a incontrare un’azienda che è oggi considerata un’eccellenza, anche per le tecnologie applicate, nell’ambito del patrimonio produttivo trentino.
 
Si tratta della LegoDigit S.r.l. con sede a Lavis, nuova realtà nata nel 2013, dal desiderio di alcune persone di mettere a frutto l’esperienza pluriennale maturata nella LEGO, industria per la stampa e legatoria a servizio dell’editoria.
La LegoDigit, si occupa di produzione e stampa digitale di libri per editori medio-piccoli, di tirature entro le mille copie.
Giova ricordare per quanto attiene il settore in questione, che fino a circa due anni fa, si prevedeva che la popolarità di ebook (libro elettronico) e audiolibri, avrebbe continuato a crescere fino a rendere i libri di carta un prodotto di nicchia e forse meno utilizzato.
 

 
Oggi invece i dati indicano che questa previsione, con ogni probabilità non si realizzerà mai. Infatti, nello studio «Il mercato del libro in Italia 2017», pubblicato di recente dall’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori, il fatturato derivante dalla vendita di ebook nel 2017, è incrementato solo del 3,2% rispetto al 2016.
Inoltre, sebbene i fruitori di ebook e audiolibri siano in aumento, rappresentano solo il 4% dei lettori totali.
Il 56% dei lettori sceglie ancora i libri cartacei. L’ipotesi quindi che questi escano dalla scena è quanto mai remota.
 
Le attrezzature usate per la stampa a colori o in bianco e nero, per la rilegatura dei volumi filo – rete integrata e il sistema di gestione dei preventivi e ordini sono il cuore dell’impresa LegoDigit, o meglio rappresentano il criterio della semplificazione massima della gestione di pubblicazioni e della pianificazione dei prodotti.
La chiave del successo di questa piccola impresa, che conta oggi venti dipendenti è l’innovazione tecnologica che farà sempre parte dell’impronta inconfondibile dell’attività aziendale.
Infatti, è da qualche tempo che sono state inserite le prime macchine della XEROX a getto d’inchiostro in Italia ed anche a livello europeo, nel settore delle arti grafiche.
 
L’imprenditore che oggi incontriamo è l’Amministratore delegato della società: Alessandro Leto che con Giovanni e Giulio Olivotto e con Marcello Predelli sono i soci fondatori di LegoDigit.
Ecco alcune considerazioni scaturite dall’incontro con Alessandro Leto.


 
Sig. Leto, parliamo della storia di questa realtà industriale?
«Nel 2013 noi soci fondatori, dopo 15 anni di esperienza presso la L.E.G.O, storica industria vicentina nell’ambito della legatoria editoriale con stabilimento anche a Lavis, abbiamo deciso di seguire le necessità dei clienti, attraverso la produzione di micro tirature di libri, cosa che nelle grandi aziende trova poco spazio e convenienza.
«La nostra è una piccola realtà, flessibile, dinamica che opera in un settore molto innovativo e in continua evoluzione tecnologica.
«L’attività si concentra nella stampa di libri scolastici, universitari, storici, scientifici, geografici e tecnici e di altre discipline, per conto di varie case editrici, attraverso la stampa digitale.
«I nostri principali clienti italiani sono: Garzanti - Milano, Hoepli - Milano, Il Mulino - Bologna, Adelphi - Milano, Giappichelli - Torino, La Scuola - Brescia, Wolters Kluwert - Milano.
«Nella nostra attività abbiamo riconosciuto, in anticipo, le qualità che la stampa digitale poteva offrire all’editoria libraria; così ci siamo specializzati nella produzione di piccole tirature, fino a mille copie, caratterizzate da un costo copia competitivo e con tempi di consegna molto ridotti, pari a un massimo di cinque giorni. Le piccole tirature (da 100 a 1.000 copie di libri) che sono sempre più richieste dai clienti, permettono un notevole risparmio sui costi di magazzino e della logistica.
Oggi l’azienda ha clienti in tutta Italia ed ha chiuso il 2017 con un fatturato di 3,2 milioni di euro, con una previsione per il 2018 di circa 3,7 milioni, pari a un incremento del 20 % rispetto allo scorso anno. Dal 2014 al 2017 la crescita del fatturato si è incentrata su una percentuale pari al 15% annuo, con una progressiva e costante crescita.
«Il mondo della stampa per l’editoria libraria è in continua evoluzione e bisogna essere attrezzati per rimanere nel mercato: questo è il nostro modo di essere impresa.
«Dobbiamo considerare che il cliente ideale per la stampa digitale è l’editore medio piccolo, con la necessità di realizzare tirature contenute e in tempi brevi. Infatti, le commesse realizzate da LegoDigit nel 2017, si basano su una media di 238 copie stampate per commessa. Inoltre, vi è la possibilità di far arrivare le tirature stampate in digitale direttamente ai canali di vendita, alle presentazioni e alle fiere, per movimentare e stampare così solo ciò che serve.
«La LegoDigit, gestisce l’inserimento degli ordini esclusivamente tramite piattaforma web dedicata, così da rendere il cliente completamente autonomo nell’inserimento delle specifiche dell’ordine e nello stesso tempo avere un flusso di lavoro più efficiente, con un minor rischio di errore. Si tratta di un percorso semplice: l’editore si registra sul sito dell’azienda, seleziona le richieste, visualizza il preventivo, carica il file da stampare sceglie la data di consegna, procede al pagamento e contemporaneamente viene avviata la produzione.
«È un software oramai collaudato e con minor rischio di errore. Vi è quindi un dialogo costante con l’editore, anche via mail, per ogni richiesta di modifiche o per ordini differenti e per ristampe.
 

 
E lo sviluppo e miglioramento aziendale per cosa si caratterizza?
«Nel corso degli ultimi anni si sono sostituite tutte le macchine di produzione, inserendo tipologie di stampatrice a getto d’inchiostro di ultima e più recente generazione, uniche in Italia.
«I nostri clienti possono ordinare il numero di copie che necessitano, togliendo così i costi finanziari e di giacenze in magazzino, anche perché il libro rischia di diventare vecchio in pochi mesi. Pertanto con il nostro sistema e stampando ciò che serve, si riducono gli spazi fisici del magazzino e diminuiscono sensibilmente i rischi imprenditoriali dell’editore.
«In un anno sono gestite dall’azienda circa 9.000 commesse, di diversi clienti e di varie tipologie, riguardanti testi didattici, diagnostici, manuali di varie materie, testi scientifici, di manualistica tecnica, dell’editoria scolastica e universitaria e di altri settori.»
 
Sul personale?
«I nostri venti collaboratori, di cui quattro donne, in gran parte giovani, provengono dalla scuola di grafica Artigianelli di Trento e li scegliamo in base alle collaborazioni che abbiamo instaurato con l’Istituto attraverso gli stage aziendali che ogni anno organizziamo insieme ai docenti.
«La nostra cultura d’impresa tende a valorizzare le risorse umane con progetti di formazione permanente e continua, con corsi di aggiornamento sulle macchine e su specifiche novità produttive del settore. Inoltre diamo responsabilità a ogni singolo dipendente, anche in funzione delle caratteristiche organizzative, produttive, di funzionamento dei macchinari e delle specificità settoriali. Il benessere dell’azienda deve anche essere il benessere dei lavoratori, o meglio l’azienda deve essere sentita come propria dagli stessi collaboratori.
«Per giungere a questo i dipendenti sono costantemente coinvolti nelle scelte e nelle strategie aziendali, nelle decisioni prese o da prendere, sono quotidianamente informati su varie situazioni e sviluppi organizzativi, produttivi e gestionali.
La nostra è una realtà giovane, in forte crescita e sviluppo, che però ha una particolare attenzione alle risorse umane presenti in azienda.»
 

 
Secondo lei l’innovazione tecnologica, molto presente nel vostro patrimonio produttivo, può sostituire l’uomo?
«La nostra attività è caratterizzata da una forte innovazione tecnologica e gestionale, necessaria oggi più di sempre per rimanere al passo con i tempi.
«Le macchine, certamente molto complesse ma innovative, per noi rappresentano un supporto alla produzione, non sono considerate sostitutive della produzione, ecco quindi che il tecnico che conosce il funzionamento delle apparecchiature dopo una particolare formazione, diventa indispensabile per il dialogo con la macchina, pertanto come fa la macchina a sostituirlo?
«La macchina è fatta lavorare dall’operatore, in base alle indicazioni e agli input dati dalla persona stessa; da sola non riesce a funzionare, nemmeno se fosse un robot di recente invenzione, allora possiamo dire che l’uomo non sarà mai sostituito dalle macchine, ma sarà una collaborazione tra le due parti.
«Gli impianti di produzione con nuove tecnologie, devono essere un aiuto all’uomo, non una minaccia.
«Dobbiamo renderci conto che i macchinari ad alta tecnologia non rubano il lavoro ma danno, di fatto, nuove opportunità, per essere all’avanguardia anche nelle produzioni industriali. L’utilizzo delle migliori tecnologie non è un obbligo, ma è una necessità.»
 
Qualche accenno al mercato?
«Nel nostro sistema, grazie alle moderne tecnologie della bassa tiratura, gli editori riducono le copie, investendo di più in vari titoli di libri, inoltre siamo in grado di affrontare il mercato italiano e pronti anche per quello europeo, dove in alcuni Paesi siamo già presenti (Irlanda e Germania).
«Certo, il personale che selezioniamo deve essere in grado di dialogare con le macchine, con i principi di automazione, ma anche con i Paesi esteri per dare, con semplicità, le informazioni sul nostro flusso di notizie tecniche e gestionali in un mercato interessato da fenomeni in continua evoluzione con diverse richieste. Per questo cerchiamo di migliorare le nostre produzioni, rimanendo sempre a fianco della clientela e rispettando le esigenze degli editori.»
 
Che messaggio vuole lasciare al Trentino delle produzioni?
«Al sistema produttivo trentino, mi permetto di suggerire una maggior apertura, accompagnata da uno sviluppo della vera cultura d’impresa, pensando al futuro di questa terra, ai giovani, ai figli e nipoti, cercando di lasciarla migliore di come noi l’abbiamo trovata.
«Tutto questo è anche la speranza di lavorare di più insieme, tra i diversi protagonisti dell’evoluzione del nostro tempo.»
 
Alessandro, grazie per la disponibilità con l’augurio di nuovi successi per la vostra azienda.
 
A cura di Bornancin Daniele Maurizio

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