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Gocce d’oro: cura delle api – Di Maurizio Daniele Bornancin

Un giovane con tanta passione e capacità ha scelto un futuro di sostenibilità e di rispetto dell’ambiente avvalendosi delle api

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Con questa esposizione desideriamo far conoscere un settore di particolare rilevanza per l’ambiente, e nello stesso tempo la storia di una piccola azienda agricola situata a Bedollo, precisamente nella frazione di Piazze.
Piccolo centro montano questo, all’interno dell’Altopiano di Pinè, dove la natura ha fatto un buon lavoro in termini di bellezze del paesaggio, di salubrità dell’ambiente e della crescita anche spontanea di piante e fiori di diverse tipologie e caratteristiche.
L’azienda di apicoltura che andiamo a conoscere oggi è quella della famiglia Andreatti, che ha fatto della cura e dell’allevamento delle api il proprio operare, e il protagonista indiscusso è un giovane di 23 anni Matteo.
 
Si dice spesso che il futuro è in mano ai giovani, certo questo ne è un esempio concreto.
Seguendo il consiglio del nonno, con volontà, carattere e instancabile voglia di fare, in un settore a volte sconosciuto, ha iniziato a intraprendere questo percorso con lo studio delle api, guardando la natura e la fioritura delle piante, e soprattutto osservando quell’insetto che fornisce un alimento benefico per le persone, già apprezzato ancora nell’antico Egitto e nelle comunità greche e romane.
«Il nettare degli Dei», per l’appunto il miele o meglio «le gocce d’oro», di fatto oro come il colore del miele.
 
Bedollo, piccolo borgo di montagna dedito in particolare alle coltivazioni agricole, alle erbe per la fienagione e il sostentamento degli animali, rappresentava nel passato le realtà di ogni casa contadina; negli ultimi decenni si è trasformato, grazie alla coltivazione di piccoli frutti, sviluppando in modo efficace le strutture cooperative territoriali ottenendone buoni risultati.
Lo scenario è quello di luoghi incantevoli, dove i prati puliti e sfalciati e i laghi fanno toccare con mano una zona di una tale bellezza, oggi apprezzata sia d’estate sia d’inverno, dove molti turisti trascorrono il loro tempo libero, per assaporare un diverso sistema qualitativo della vita.
 
Si tratta di una piccola azienda agricola, a conduzione famigliare, dove Matteo Andreatti di 23 anni, coadiuvato dai genitori, gestisce, con passione, mettendoci cuore e volontà, la «Gocce d’oro Apicoltura e giardino d’erbe», affermatasi con successo non solo all’interno dei confini del Trentino, ma anche in altre zone d’Italia.
Matteo Andreatti è l’interlocutore di una delle eccellenze trentine in un comparto tutto da scoprire, legata all’ambiente e alle trasformazioni climatiche che si differenziano da stagione in stagione, al quale rivolgiamo le domande.
 

 
Matteo, vogliamo descrivere le caratteristiche, la storia e le produzioni di questa vostra realtà agricola?
«La nostra azienda, meglio, il lavorare con le api è iniziato già nel 1850, quando mio trisnonno Pietro, per integrare il reddito di una famiglia contadina, ha messo a dimora pochissimi alveari, le cui api giravano nei prati e sulle piante vicino a casa,
«Questa esperienza è quindi stata tramandata fino a mio nonno Rino, papà di mio papà, aiutato da Abramo Andreatta, maestro apicoltore.
«All’epoca frequentavo le scuole elementari e amavo andare con mio nonno e mio papà a curiosare e vedere com’erano fabbricate queste casette, questi alveari, per comprendere il movimento delle api, il loro nutrimento, e capire meglio come nasceva il miele.
«L’interesse verso questi insetti è stato da noi portato avanti e negli anni 90 nonno Rino, impossibilitato a proseguire il lavoro, ha donato a mio papà, i suoi pochi alveari, per continuare la tradizione.
«Il passaggio del testimone è così avvenuto tra mio nonno e mio papà e ora, dopo aver appreso i i segreti del mestiere, ho deciso di prendere in mano l’attività, coadiuvato dai miei familiari.
«Nel continuare questo lavoro, abbiamo deciso di creare nuovi spazi ampliando il laboratorio ed inserire macchinari all’avanguardia, migliorare le tecniche di produzione del miele di montagna, e creare locali per la degustazione dei prodotti e le visite guidate.
«La nostra è una società agricola semplice dove i soci sono i miei genitori ed io.»
 
«Mi sono diplomato alle I.T.I in meccanica e meccatronica, ma poi ho anche ottenuto il diploma professionale d’imprenditore agricolo presso l’Istituto Agrario di S. Michele.
«La mia passione per il miele è maturata di giorno in giorno, dalla curiosità di capire il comportamento delle api, il loro lavoro, e così dopo aver frequentato vari corsi specialistici, di aggiornamento e di studio sulle tecniche produttive, sulla vita e sulle possibili malattie delle api, sono giunto ai giorni nostri.
«Non si dimentichi che Bedollo si trova a 1.000 metri di quota e che è un ambiente naturale ricco di boschi, piantagioni, di prati, luogo idoneo alla vita delle api.
«Qui la nostra azienda, con attenzione alla storia e alle tradizioni produttive, ha operato e opera per creare un miele di alta qualità.
«Il miele è considerato un alimento depositario di benefiche qualità medicinali, con proprietà toniche, dolcificanti, un vero valore nutritivo; contiene, infatti, fruttosio, grassi, carboidrati, proteine e oligosaccaridi, quindi un alimento completo, unico nel suo genere.
«Gocce d’Oro è nata ufficialmente nell’anno 2000, e io vi opero a tempo pieno da circa 4 anni.
Alcuni alveari sono stanziali, ubicati nelle nostre campagne vicine all’abitazione, altri alveari sono nomadi: da ottobre ad aprile sono spostati in altri territori vicini, con quote di altezza minori e dove la fioritura delle piante avviene prima che in montagna.
«Ora abbiamo prodotti di diverse varietà di miele come il Rododendro e il Millefiori, piante tipiche dell’alta montagna, poi altre qualità: Tiglio, Tarassaco, Acacia e Castagno, e altre nuove produzioni in programma.
«In buone annate da ogni alveare si possono ricavare fino a 40 kg di miele; quest’anno, a causa delle piogge di aprile e maggio in concomitanza con le fioriture e del cambiamento del clima, il ricavato è diminuito di circa il 60% - 70% rispetto alle produzioni degli anni precedenti.
«Anche per questa ragione e per la difficoltà del sistema di apicoltura stanziale, dove è possibile solo una sola fioritura, si è preferito introdurre l’apicoltura nomade in collina e pianura, per riuscire ad avere non solo più produzione ma più varietà di miele da offrire ai nostri clienti.
«Gli alveari nomadi vengono da noi controllati costantemente, in alcuni casi le api sono seguite da sistemi informatici, che ci garantiscono di monitorare da lontano giornalmente e con sicurezza la vita, lo sviluppo e le problematiche all’interno degli alveari stessi.
«Oltre al miele produciamo propoli, polline, candele con cera d’api e altre specialità a base di miele.
 

 
Parliamo degli altri vostri prodotti già immessi sul mercato?
«Da qualche anno abbiamo iniziato a coltivare piante officinali su una superficie di 4000 metri quadrati di terreno, nel circondario, e abbiamo così inserito nell’ambito aziendale nuovi prodotti.
«Si tratta di circa 100 tipi di piante aromatiche, alcune coltivate a scopo produttivo, altre solo a scopo didattico.
«Esse vengono raccolte a mano e nel giusto periodo balsamico, per così beneficiare di un alto contenuto di principi attivi e combinate tra loro per ottenere ottime tisane e preparati per sciroppi e per la cosmesi.
«I tipi di erbe officinali e aromatiche adoperate nel laboratorio di recente ristrutturato e arricchito con attrezzature innovative riguardano: la malva, la melissa, il sambuco, il tiglio, la camomilla, la lavanda, il fiordaliso, le gemme di mugo e cirmolo, la menta.
«Abbiamo creato, per l’identificazione delle nostre tisane e infusi, la linea Pinèrbe e inoltre ci siamo cimentati nella preparazione di candele con cera d’api, nelle loro forme decorative e profumate.
«Prepariamo creme a base di erbe e di sostanze dell’alveare; ad esempio abbiamo immesso sul mercato locale e nelle fiere delle varie località del Trentino e Regioni vicine, unguenti con arnica, mugo e propoli, malva e timo, utili nel caso di contusioni, eczemi, psoriasi, con molteplici proprietà salutistiche.
«Abbiamo aggiunto prodotti di bellezza quali: creme idratanti, balsamiche, lenitive ed emollienti, utili per le mani, viso, piedi, nelle versioni con calendula, menta, malva, miele. Tutte produzioni artigianali queste, che hanno avuto un buon successo, perché utili alla salute delle persone.
«La nostra promozione si caratterizza per l’organizzazione di visite guidate per gli studenti, gruppi di famiglie e turisti, soprattutto nel periodo estivo. Per queste iniziative ci avvaliamo della collaborazione della Farmacia di Baselga di Pinè e dell’Azienda di promozione Turistica della Valle di Pinè.
«Lo scopo è di far conoscere questa realtà, il settore e le caratteristiche delle nostre produzioni, la preparazione, i laboratori, e il punto d’informazione e degustazione delle varietà di prodotti.»
 
 
 
Cosa mi dice del progetto «Api e Benessere» chiamato anche Beewelless?
«Si tratta di una casetta nuova, costruita interamente da noi, in legno di abete con i letti di larice, una stanza con una capienza massima di quattro persone. I materassi, come un tempo, sono a base di fieno biologico di alta montagna, nella parete esterna frontale sono posti 10 alveari biologici, dove le api sono curate secondo i criteri previsti dai disciplinari dell’apicoltura biologica.
«Questo nostro sistema è stato certificato dall’ICEA, Ente certificatore per il comparto biologico. Biologico anche perché nei mesi freddi e di mancanza delle fioriture, le api sono allevate con alimenti di sostegno biologico, incentrati su sciroppi di liquido zuccherino e fruttosio.
«All’interno, tra le persone e le api, vi è una fitta e piccola grata dove così le api, si vedono, si ascoltano, si annusano, rimanendo comodamente sdraiati. Questa casetta, così come è stata da me studiata e pensata per il totale benessere delle persone, è prima in Italia, per questo ho ricevuto dalla Coldiretti il Premio Oscar Green 2018. Infatti, si tratta di una forma di rilassamento, di riposo, d’immettersi in un luogo di purezza, salubrità, un sentire la natura nelle sue forme e qualità.
«All’interno della stanza si sente il ronzio delle api, quasi una dolcezza musicale, il profumo balsamico della propoli, l’odore del miele, della cera, accompagnati dal silenzio degli ambienti di montagna, che rende il Beewellness un luogo veramente terapeutico. Infatti, questi profumi saturano l’aria di quest’ambiente e quindi gli ospiti possono assaporare con la respirazione, quei metodi oggi conosciuti come apiaromaterapia.
«Rilassarsi con questi profumi porta benefici al sistema nervoso e respiratorio, relax e tranquillità, sia al corpo che allo spirito, tale da raggiungere una sensazione di benessere complessivo.
«Un’esperienza che tocca i cinque sensi: l’olfatto con i profumi degli alveari, l’udito con il ronzio delle api che ha la frequenza delle onde del mare, il tatto con i letti in fieno alpino per il rilassamento della muscolatura, la vista perché dalle finestre si vedono le montagne di Bedollo, i prati e i boschi nella loro naturalezza ed infine il gusto perché doniamo ai nostri ospiti una tisana biologica di nostra produzione.
«Una seduta, per essere efficace, deve durare circa un’ora e mezza. Giova ricordare che dall’apertura del nostro BeeWellness, iniziata a maggio 2018 ed attivo nella stagione estiva, i risultati sono ottimi sia per il numero di persone che hanno fatto questa esperienza, provenienti da località diverse, che per il grado d’interesse e curiosità che esso ha suscitato.
Una novità che si basa su un insieme di trattamenti mirati al recupero del benessere.
«Siamo accreditati all’Associazione Italiana Apiterapia che si occupa di studiare i benefici che questa pratica porta alle persone. Ho frequentato appositi corsi di formazione per questa materia che, appositamente approfondita, potrebbe diventare un’integrazione alla medicina convenzionale.
«Il nostro progetto è stato seguito sin dall’inizio dai medici e dai tecnici dell’Associazione. È una novità per il comparto salutistico a livello trentino e italiano.
«La tipologia di persone che sin d’ora hanno sperimentato questo nostro sistema è rappresentata da famiglie, anziani, adulti che desiderano rilassarsi e godere di questa esperienza lontani da una vita quotidiana oggi basata sull’immediatezza, sulla velocità e sull’intenso stress.»
 

 
Per il futuro cosa puoi augurare a questo settore?
«Da due anni faccio parte del Direttivo del «Movimento Giovani Imprese» della Coldiretti, un’esperienza che mi offre la possibilità di conoscere le varie situazioni aziendali, l’evolversi delle coltivazioni, le nuove regole, le attività di altre Regioni italiane e dei Paesi Europei; un punto di osservazione importante e completo.
«Avere cura delle api è principalmente una passione, però oggi il tutto è inserito in una situazione d’incertezza, caratterizzata dal cambiamento climatico, che provoca spesso problemi di gestione, anche per la nostra realtà aziendale.
«L’impresa in questo contesto deve essere pronta a qualsiasi cambiamento, quindi a creare nuovi prodotti, a utilizzare nuove strategie sia per la produzione sia per la vendita.
«Si è puntato sull’ottimizzazione delle produzioni e delle rese per avere costantemente una qualità di miele che si possa distinguere sul mercato. Questo il nostro principio.
«Per il futuro è necessaria una grande attenzione, con l’attuazione di strategie specifiche, che porti a questo settore, non solo sostegno finanziario, ma anche di condivisione, di conoscenza dell’importanza delle api per l’esistenza umana.
«Questo comparto non può essere sottovalutato, perché è utile per la comunità. Avere la consapevolezza e la convinzione di questi principi, è uno sforzo comune necessario per un futuro sostenibile e rispettoso dell’ambiente.»
 
Grazie Matteo per questo incontro e buon lavoro.
Un esempio questo della volontà e della capacità, oltre all’entusiasmo di un giovane che ha trovato, nonostante gli studi tecnici, una strada diversa che ha a che fare con la natura, la salute e l’innovazione nelle scelte aziendali, che però è un tradurre il made in Trentino, in modo diverso, magari fuori dai canoni tradizionali, ma che sta a significare: «se si vuole si può».
Un legame con il territorio, che identifica attraverso il prodotto miele, una periferia che ha scoperto il turismo naturalistico, un modo di fare impresa, con passione e tanta semplicità.
Questa è «Gocce D’oro».

A cura di Bornancin Daniele Maurizio

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