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Nel ricordo del caro amico Carlo Scanagatta - Di Paolo Farinati

«Carlo era un ragazzo dall’intelligenza vivace, affabile, tenace nel difendere le sue idee, ma sempre con rispetto di tutto e di tutti»

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Poco più di un mese fa ci è giunta la triste notizia della scomparsa del caro amico Carlo Scanagatta, nato a Rovereto nel 1959 e che da molti anni viveva con la sua famiglia negli USA, esattamente a Seattle. Lì aveva sposato Nancy e lì è nata la loro figlia Elena.
Con Carlo avevamo frequentato le scuole medie «Damiano Chiesa» e il Liceo scientifico «Antonio Rosmini». La sua famiglia d’origine è una storica famiglia di Rovereto, aveva un’importante impresa attiva nella lavorazione del marmo e delle pietre.
Suo bisnonno Onorato Scanagatta è stato un abilissimo e apprezzatissimo artista tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, sono molti infatti gli altari da lui pensati e realizzati con maestria in marmo pregiato e in pietra trentina per molte chiese del Trentino e del Veneto.
 
Carlo era un ragazzo dall’intelligenza vivace, affabile, tenace nel difendere le sue idee, ma sempre con rispetto di tutto e di tutti.
Il quinquennio 1973 / 78 di quella nostra fantastica sezione A è stato per tutti noi ricco di avvenimenti e di amicizia.
Un periodo indimenticabile. E Carlo ne è stato uno dei più amati protagonisti. Sempre in vena di proporre e di fare con un’allegria contagiosa.
Quante scampagnate, quante uscite in montagna e al lago, sempre uniti dalla musica e da una giusta goliardia. Carlo in quegli anni fu pure un valido sciatore della SAT di Rovereto.

Sabato scorso, 2 ottobre, in molte amiche e amici lo abbiamo voluto ricordare nella suggestiva località di Servis. La moglie Nancy e la figlia Elena hanno subito colto i veri sentimenti che ci univano e ci uniranno per sempre al loro amato Carlo.
Insieme loro due ci hanno narrato di Carlo, della sua vita intensa nel lontano Stato di Washington, il suo amore per la natura, per i colori dei boschi, per le montagne e per la campagna. Abbiamo capito che Carlo era rimasto quello del Liceo.
Aveva anche una grande manualità, ereditata giustamente dalla sua famiglia roveretana.
 


Nell’ampio bel prato della Baita degli Alpini o delle Penne Nere di Pomarolo, a più voci abbiamo desiderato ricordare Carlo. Quel Carlo giovane visionario, che sognava spazi ampi e dolcemente affamato di libertà. E quei sogni li ha realizzati lontano da noi, ma sempre con il suo cuore in parte depositato qui a Rovereto.
A metà pomeriggio è stato il turno della musica, con le chitarre del duo Citroni, il papà Claudio e il figlio Andrea, e la fisarmonica di Valter Filippini. Note immortali che ci hanno accompagnato negli Anni Settanta: da Guccini a De Gregori, da John Denver a Crosby, Still, Nash and Young, da Lucio Battisti a Bob Dylan. Non sono mancate nemmeno alcune goliardiche parodie. Il tutto mentre i coloratissimi foulard realizzati da Carlo svolazzavano leggeri tutt’intorno a noi.
 
Tanti ricordi, tante emozioni, tanti abbracci, tanti occhi lucidi. Una ricca corona di sinceri sentimenti che Nancy e Elena si sono portate oltre oceano con serena malinconia.
Dopo il caldo convivio, a notte fonda siamo tornati in città, scendendo verso la nostra valle brillante di luci e sotto un cielo stellato. Forse a rappresentarci il grazie di Carlo e il suo piacere di essere stato ancora qualche ora con noi.
Ciao caro Carlo, riposa in pace.

Paolo Farinati,
a nome delle Amiche e degli Amici di Carlo Scanagatta


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