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Doverosa toccante mostra a Rovereto – Di Paolo Farinati

«Almeno i nomi (e i volti)»: inaugurata la mostra sui civili trentini deportati nei campi di concentramento del Terzo Reich e nel lager di Bolzano. Aperta Fino al 30 gennaio

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«Almeno i nomi (e i volti)» - è il titolo dato doverosamente ad un’esposizione inaugurata ieri martedì 11 gennaio, e aperta fino al 30 gennaio, all’Urban Center di Rovereto, lungo la Galleria Kennedy in Corso Rosmini.
Molte le persone presenti, tra cui il Presidente dell’ANPI del Trentino prof. Mario Cossali.
Trattasi, per l’appunto, dei nomi e dei volti dei civili trentini deportati nei campi di concentramento del Terzo Reich e nel lager di Bolzano.
Storie, immagini e testimonianze di un tragico periodo della nostra storia locale, di cui è più che giusto e doveroso fare memoria.
Onore e plauso, quindi, alla Sezione dell’ANPI «Angelo Bettini» di Rovereto, al Laboratorio di Storia di Rovereto e all’ARCI del Trentino, soggetti che hanno voluto fortemente questa significativa esposizione. Partner e sostenitori dell’iniziativa la Lega Pasi Battisti di Trento, la Fondazione CARITRO e la Regione Trentino - Alto Adige / Sudtirol.
 

 
Il lungo lavoro di ricostruzione dei fatti e di stesura delle narrazioni e di approntamento della mostra lo si deve a Diego Leoni, a Caterina Manfrini e a Novella Volani del meritorio e instancabile Laboratorio di Storia di Rovereto. Il progetto grafico è di Giancarlo Stefanati.
Dopo l’introduzione di Mara Rossi, stimatissima anima della Sezione roveretana dell’ANPI, è stata proprio la giovane Caterina Manfrini a spiegare il percorso, le motivazioni, i contenuti e l’itinerario dell’originale preziosa mostra.
Lo ha fatto con parole profonde e con comprensibile emozione, a conferma che anche alle giovani generazioni appartiene la sensibilità e la passione verso la narrazione di vicende che non possiamo assolutamente dimenticare.
La ricostruzione delle schede biografiche dei 212 trentini deportati nei campi di concentramento in Austria e in Germania e dei 159 nel lager di Bolzano, è nata dal dovere civile di ricordare le storie dei singoli.
 

 
Un’opera che porta in sé un valore etico universale, che va ben oltre i piccoli e grandi borghi sorti nelle valli e sui pendii delle nostre amate montagne.
La ricca esposizione sarà portata nei prossimi mesi in più scuole medie e superiori di Rovereto, della Vallagarina e del Trentino, quale patrimonio storico e di conoscenza che è dentro la nostra gente e i nostri territori. Il contributo della Regione Trentino – Alto Adige / Sudtirol evidenzia ancor più come queste tragiche pagine di storia, vissute non molti decenni fa, sono condivise all’interno delle nostre comunità, anche di lingue diverse, ma oggigiorno unite in una logica europea di sana convivenza e di forte volontà di pace. Questo è stato anche il messaggio che ha voluto dare nel suo intervento di saluto e di ringraziamento l’Assessore alla Cultura del Comune di Rovereto Micol Cossali.
 

 
Più di ogni altra parola vale questo breve scritto di un partigiano cecoslovacco, Julius Fucik, che fu impiccato a Berlino l’8 settembre 1943: «Vi chiedo una sola cosa: se sopravviverete a questa epoca non dimenticate. Non dimenticate né i buoni né i cattivi. Raccogliete con pazienza le testimonianze di quanti sono caduti per loro e per voi. Un bel giorno oggi sarà passato e si parlerà di una grande epoca e degli eroi anonimi che hanno creato la storia. Vorrei che tutti sapessero che non esistono eroi anonimi. Erano persone, con un nome, un volto, desideri e speranze, e il dolore dell’ultimo tra gli ultimi non era meno grande di quello del primo il cui nome resterà. Vorrei che tutti costoro vi fossero sempre vicini, come persone che avete conosciuto, come membri della vostra famiglia, come voi stessi».
La mostra è visitabile fino al 30 gennaio p.v. dal martedì al venerdì dalle ore 16 alle ore 18.30 e nella giornata di sabato dalle ore 10 alle 12.30 e dalle ore 16 alle 18.30.

Paolo Farinati


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