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Lions Club Trento Host - Service a Banja Luka Express

Il pullmino di regali ha ripreso l'attività dopo la sospensione dovuta al Covid-19

Il supporto all’orfanatrofio di Banja Luka ad opera di alcuni soci del Lions Club Trento Host inizia nel 1997, immediatamente a seguire all’applicazione degli accordi di Dayton che mettono fine alla guerra jugoslava e congelano la situazione di fatto, avviando la configurazione dell’attuale Bosnia Erzegovina.
La Bosnia Erzegovina ha vissuto le fasi più cruciali del conflitto e probabilmente le sue peggiori conseguenze, è tutt’ora uno degli stati europei con la peggior crisi economica ed anche la sua situazione politica, tra una coabitazione fra le varie etnie a volte forzata e le spinte identitarie e secessionistiche riemergenti è fondamentalmente irrisolta, ma tant’è.
 
Banja Luka, città di ca. 200.000 abitanti, è situata nel nord-ovest della Bosnia Erzegovina, ed è la capitale della Repubblica Serba di Bosnia, che assieme alla Federazione Croato-Musulmana con la capitale Sarajevo, ne costituisce l’identità.
Dunque, all’indomani della fine della guerra, proprio per portare aiuti concreti nelle zone più disastrate, alcuni soci del Lions Club Trento Host si sono recati in loco, operando dapprima su Prijedor in aiuto dei suoi abitanti più bisognosi e poi entrando in contatto con l’orfanatrofio, denominato «YU Dom Rada Vranjesevic».
 

 
E da allora, si è sviluppata ed è proseguita negli anni l’attività di supporto del Lions Club Trento Host, con un Service dedicato che si è infine concentrato sull’orfanatrofio, unica istituzione del genere dell’intera Repubblica Serba, che conta circa 1.200.000 abitanti.
L'istituzione pubblica «Casa per bambini e giovani senza cure parentali Rada Vranješević» di Banja Luka è infatti l'unica forma organizzata di protezione sociale nella Repubblica Srpska e fornisce assistenza sociale e sanitaria, educazione e istruzione e formazione per una vita e un lavoro indipendenti per i più vulnerabili.
Si tratta di bambini e ragazzi senza entrambi i genitori, genitori sconosciuti, abbandonati dai genitori, genitori privati della potestà genitoriale o con problemi di salute, quindi bambini e ragazzi provenienti da famiglie con problemi socio-economici, con relazioni familiari e di partenariato disturbate.
 
Oggi ospita circa 120 bimbi e ragazzi dai 0 ai 18 anni, economicamente è sostenuta da contributi pubblici locali, ma le donazioni e i contributi esterni hanno un ruolo assai significativo ed in questo senso il Service dedicato del Lions Club Trento Host è sempre stato molto importante, praticamente mai interrotto dal 1997 salvo solo gli ultimi due anni per via della crisi pandemica e dei vari lockdown susseguitisi, che di fatti hanno impedito ai soci del Club di recarsi di persona a Banja Luka.
Perché questa è una caratteristica peculiare del Service: non un semplice supporto a distanza, ma anno per anno con un intervento in loco, per toccare con mano l’evoluzione della situazione e verificare di persona le necessità del caso, vuoi per avviare progetti di riqualificazione specifici, vuoi per consegnare doni e quant’altro raccolto, vuoi per supportare direttamente ed economicamente l’orfanatrofio.
 

 
 Questa è storia  
Per venire ad oggi (del tutto casualmente, corre il 25° anniversario dai primi avvii del Service):
Il 6 maggio 2022, con l’allentamento delle misure di contenimento sanitario, abbiamo riavviato il Service.
6 volonterosi (alcuni soci del Club con le relative mogli e la vedova del compianto Marco Salvetti - uno dei soci che aveva promosso il Service e che non aveva mai mancato un viaggio a Banja Luka finché in vita, venuto meno per Covid nell’inverno del 2020) - hanno riempito il pulmino prestato da un socio con quanto raccolto tra soci e simpatizzanti del Club:
- 4 scatoloni di vestiario;
- 70 coppie di asciugamani;
- 40 cartoni contenenti 200 colombe;
e si sono recati a Banja Luka, attraversando tra andata e ritorno 6 frontiere e percorrendo 1.535 chilometri.
Sabato 7 maggio hanno raggiunto l’orfanatrofio ed hanno incontrato alcuni bimbi e ragazzi ospiti, hanno visitato le sue strutture, hanno consegnato i doni raccolti e si sono confrontati con la pedagoga che segue il Service fin dalle sue origini, il coordinatore degli assistenti e la nuova direttrice dell’istituto, analizzando i bisogni prioritari ed emergenti da questi prospettati.
 
Hanno concordato un supporto economico immediato, da dedicare ad un progetto articolato su più fronti ed esigenze:
- di approvvigionamento alimentare di base;
- di approvvigionamento alimentare dedicato specificamente agli infanti ed ai bimbi più piccoli;
- d’acquisto di scarpe per i ragazzi ospiti;
- d’acquisto di tablet per i gruppi di giovani in età più avanzata;
- d’acquisto d’una macchinetta di controllo della glicemia con i relativi sensori per una ragazza ospite con seri problemi di diabete;
- di supporto all’avvio di un progetto di pet therapy nei confronti dei bambini.
 

 
Il progetto, condiviso, scritto e sottoscritto tra i rappresentanti del Lions Club Trento Host e la Direzione della Casa per bambini e giovani senza cure parentali Rada Vranješević prevede una sua attivazione pressoché immediata, con promessa di rendicontazione delle spese effettuate e per la sua realizzazione sono stati donati 9.000 euro raccolti dal Club e da alcuni soci benefattori.
Dopo di che, domenica 8 maggio, il rientro; con qualche lacrima di commozione e la certezza di aver fatto qualcosa di buono.
Perché sono emerse ancora una volta, pur nelle migliorate condizioni generali rispetto agli esordi di oltre 25 anni fa, le difficoltà in cui la struttura opera, soprattutto economiche e di finanziamento.
Infatti i locali dell’orfanatrofio (in parte risanati grazie a contributi statali ed istituzionali, in parte decisamente vecchiotti e con impiantistica quasi fatiscente) comunque si presentano abbastanza bene, sono ampi e sembrano adeguati al loro scopo.
 
Ma in realtà è emerso come, sia per le necessità basilari quotidiane (cibo, pappe per l’infanzia, scarpe, presidi medico-sanitari) che per lo sviluppo di ogni tipo di progetto o attività (educativa, di sviluppo delle relazioni interpersonali, ludica, collaterale) mancano assolutamente i fondi; da qui l’articolazione su più fronti del progetto concordato.
Nel nostro piccolo abbiamo fatto un po’ di differenza, servirebbe fare di più.
Probabilmente non solo in Bosnia, ma certamente alla «Casa per bambini e giovani senza cure parentali Rada Vranješević» di Banja Luka, una realtà che ormai conosciamo bene e della quale ci possiamo fidare, l’abbiamo verificato ancora una volta toccandolo con mano.
Ma siamo ripartiti; abbiamo fatto quanto abbiamo potuto, il Service è stato riavviato e per il momento va bene così.
Il resto verrà.
Grazie a tutti i benefattori ed a quant’altri ci hanno aiutato, supportato e incitato.

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