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I Cento Passi: Giovanni Impastato racconta il fratello Peppino

Mercoledì 13 marzo al Teatro Zandonai di Rovereto si terrà un incontro con gli studenti fortemente voluto dal Lions Club di Rovereto Host

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Mercoledì 13 marzo, presso il Teatro Zandonai di Rovereto, dalle 10 alle 12 si terrà un incontro tra gli studenti degli Istituti superiori della città e Giovanni Impastato, fratello di Peppino, vigliaccamente ucciso per mano della mafia il 9 maggio del 1978 (lo stesso giorno in cui a Roma fu trovato il corpo di Aldo Moro assassinato dalle BR).

Uno, due, tre… Sai contare? E contare e camminare insieme lo sai fare?
Allora conta e cammina...

 
L’incontro è stato voluto fortemente dal Lions Club di Rovereto Host, in preziosa collaborazione con il dr. Michele Ammirata, unitamente ad una serie di eventi in cui la testimonianza di Giovanni Impastato è il focus centrale per parlare di giustizia e legalità, di impegno, di lotta alla mafia e di bellezza.
Sì, proprio di bellezza, uno dei messaggi più importanti che Peppino ha portato avanti.
 
Durante questi ultimi mesi molte studentesse e studenti di Rovereto si sono cimentati con la loro creatività e riflessione, partecipando a un concorso che consta di tre sezioni: poesia, video e canzoni.
L’idea è che il messaggio di Peppino Impastato venga veicolato utilizzando diversi canali comunicativi (la scrittura, la musica, le immagini), per consentire a tutte e a tutti di esprimere idee, sensazioni, emozioni, sogni, speranze.
 

 
Perché è proprio la speranza la forza della testimonianza di Giovanni, che ha vissuto in prima persona tutto ciò che è accaduto negli anni in cui il fratello Peppino ha lottato contro ingiustizie, prepotenze e sopraffazioni, con le sue trasmissioni su Radio Aut, con la sua azione politica e culturale, che non era quella di un eroe solitario e puro, ma era quella di un gruppo di persone, che pur nelle contraddizioni, è stato portatore di cambiamento e trasformazione nelle coscienze e nell’immaginario.
 
Giovanni Impastato ha portato avanti le idee di Peppino, insieme agli amici, insieme alla madre Felicia, insieme a Casa Memoria, ripercorrendo mille volte quei cento passi che dividono la vita dalla morte, la concretezza dalla fantasia.
Quello di Peppino, dei suoi amici, di Felicia, di Giovanni, dei ragazzi di Casa Memoria è un messaggio di speranza contro la rassegnazione, di sogni impossibili che diventano realtà.
 
L’idea del Lions Club Rovereto Host, della sua Presidente Valentina Andreatta e di chi ha collaborato a questo progetto è quella di diffondere e contagiare, attraverso un’azione «politica» (nel senso greco del termine) e la testimonianza di Giovanni, le idee di giustizia, di bellezza, di coraggio e di comunanza che la figura di Peppino porta e porterà sempre con sé.
Partendo da questo presupposto, oggi martedì 12 marzo Giovanni Impastato incontra prima alcuni studenti e studentesse dell’Istituto Fontana di Rovereto e poi altri ragazzi della scuola media Halbherr.
Questa sera, invece, si svolgerà un incontro con i Soci del Lions Club.
 

 
Infine, come già detto, mercoledì 13 marzo Giovanni Impastato dialogherà con oltre 400 studentesse e studenti di tutti gli Istituti superiori di Rovereto.
Alla fine della mattinata verranno premiati i lavori presentati dai giovani che hanno partecipato al Concorso di poesia, video e canzoni.
Concludiamo con le bellissime, toccanti e incoraggianti parole di Peppino Impastato:
 
«Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà.
All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre.
È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.»

Sai contare? E contare e camminare insieme lo sai fare? Allora conta e cammina…

Paolo Farinati

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