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Caffè Bontadi, bontà di caffè – Di Guido de Mozzi

In Trentino quel profumo di caffè cui non si sa resistere è nato a Rovereto nel 1790

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Come si sa, la pianta del caffè non cresce in Europa. I produttori più importanti si trovano a sud del tropico del Cancro.
Ma la torrefazione del caffè avviene in tutto il mondo. Il Trentino non è certamente da meno e conta più di una torrefazione. E ognuna delle quali ha il suo segreto particolare di cui va giustamente gelosa.
La dinastia Bontadi trova le sue origini nell’attuale Pianura Padana tra il Bresciano e il Piacentino.
Lì i Bontadi coltivavano la terra ma, già nel 1790 Carlo partiva per Rovereto, luogo che già in quegli anni vedeva la sua collocazione geografica sull’asse del Brennero che collegava la Serenissima con l’Impero.
Carlo iniziò a comperare il caffè tostato e a distribuirlo localmente ad uso domestico.
 

 
Un secolo dopo suo pronipote, Oddone, iniziò a comperare i grani crudi per poi tostarli personalmente.
Il risultato fu subito eccellente, perché quando il caffè viene tostato sul posto il suo aroma si esprime senza perdere nulla delle sue caratteristiche migliori.
La torrefazione si sviluppò facilmente e migliorò di generazione in generazione, fino ad arrivare ai giorni nostri.
La storia di Bontadi è raccolta in museo del caffè, piccolo ma significativo, che accoglie i visitatori della torrefazione.
Il segreto che si può svelare sta nell’amore per il proprio lavoro. Perché produrre caffè significa scegliere la migliore materia prima, lavorarla ad arte per non rovinarne il carattere, valorizzare ogni aroma perché il prodotto finito sia un concerto di sapori e profumi.
 

 
Se si va alla torrefazione Bontadi di Rovereto, in Vicolo del Messaggero, si può comperare il prodotto direttamente all’origine. E si può vedere come viene fatto.
Ma se si chiede se sia meglio il caffè da bar o da moka, si sente rispondere che «il caffè è prima di tutto caffè.
«Una pianta preziosa, che riesce a crescere soltanto a certe latitudini e altitudini, in una fascia circoscritta del mondo.
«Preziosa fin dall’inizio, questa pianta ci regala chicchi che, tostati ad arte e poi macinati, sprigionano nell’acqua alla giusta temperatura un inconfondibile, eppure unico, aroma: quello del caffè.
«Questa alchimia preziosa si realizza grazie all’esperienza secolare e alla tecnica, che viene costantemente affinata. Ad esempio, ad oggi siamo l’unica torrefazione in Trentino Alto Adige ad avere un impianto di produzione per le cialde ed è un mercato in continua espansione
 

 
Il segreto sta nella miscela.
Quando si dice caffè, si apre un mondo: arabica e robusta sono infatti due specie della stessa pianta, quella del caffè ovviamente, da cui hanno origine qualità e sapori estremamente diversi.
Quarantaquattro cromosomi una, ventidue l’altra, che custodiscono sapori, gusti, qualità differenti.
Ciascuna miscela di caffè è una ricetta segreta che combina queste due piante, regalando al palato esperienze diverse.
E questo segreto non verrà mai svelato: è il tesoretto di chi ha secoli di storia.
Come il nome: Caffè Bontadi, bontà di caffè.

Foto storica della famiglia Bontadi.

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rusticus 19/09/2023
Bravo Guido. Ormai il Casagrande è tutto GranVeneto Express o Lunelli !
Quasi una noia .....
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