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È nato il movimento d’amore «You are Groppello»

il progetto per salvare il vino rosso della Val di Non dalla bellezza fragile

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È nato il movimento d’amore per salvare il Groppello. Si chiama «You are Groppello» e consiste in un grande progetto social (ma non solo) che punta a coinvolgere più persone possibile nella tutela e nella valorizzazione del vitigno autoctono della Val di Non.
I promotori sono Silvia e Pietro della cantina LasteRosse di Novella, che spiegano: «Si tratta di un progetto simbolo di tutela di un territorio dalla bellezza fragile. Il vino rosso della Val di Non, la vera viticoltura eroica di montagna, l'antica tradizione enologica, la biodiversità. Chiediamo di aiutarci a dare voce e valore alle tradizioni dimenticate, si tratta di un progetto libero e condiviso. Ogni persona può scegliere se fare un post, una stories, una foto, un video, una ricetta. L’importante è ricordarsi di mettere il tag #youaregroppello.»

You are Groppello si trova sulla pagina Instagram di LasteRosse, è libero vive di condivisione. Si possono mandare foto, video, ricette o abbinamenti, disegni articoli.
LasteRosse chiede il sostegno di chi conosce il Groppello, di chi lo ama e di chi lo ha bevuto.
ll Groppello è il vino della Val di Non, uno dei quattro vitigni autoctoni del trentino, sicuramente il più raro e il meno valorizzato.
 
Questo progetto vuole ricordare che, però, non si tratta solo di un vitigno, ma di memoria storica del territorio, di luoghi di montagna che hanno custodito le tradizioni vinicole della Val di Non e che trovano nella condivisione, nell’amore per le passioni, nella magia di un sogno, nell’innovazione e nella ricerca, il senso e il valore dell’essere umano.
Il progetto di salvaguardia del vitigno Groppello è nato concretamente a fine novembre con l’adozione a distanza di un filare di vite.
Con il progetto «Adotta o regala un filare» si invitava a sostenere la biodiversità e un modo di vivere sano e giusto.
Il Groppello rimasto in vita grazie all’amore di pochi contadini ha trovato nuova forza, ha trovato un nuovo modo di lottare per la sopravvivenza, ha ancora una speranza. Ecco che arriva l’invito forte, il grido di aiuto. Il messaggio è condividere, conoscere e sostenere la piccola e reale viticoltura della Val di Non.

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