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Il Pinot nero di Villa Corniole debutta a Vinitaly

Oltre alla nuova annata 2019 saranno presentati gli altri monovarietali della cantina: i blend nati in omaggio al territorio e le bollicine Salísa Trentodoc

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Ritratto di famiglia.

Ritorno in grande stile per Villa Corniole a Vinitaly. L’azienda della famiglia Pellegrini, che da vent’anni rappresenta una delle realtà più distintive della Valle di Cembra, culla trentina della viticoltura eroica, ed è riconosciuta da esperti ed appassionati per l’eleganza dei suoi vini di montagna, si presenta alla kermesse veronese forte di due anni di grandi soddisfazioni.
«Fortunatamente – spiega Maddalena Nardin, alla guida dell’azienda insieme al marito Onorio Pellegrini e alle figlie – nonostante le difficoltà di questo straordinario periodo, la nostra attività non si è mai arrestata.
«Abbiamo sfruttato i vari lockdown che si sono susseguiti per coltivare i rapporti con la nostra rete di vendita e cercare di presidiare nuovi mercati all’estero, dove realizziamo il 40% del nostro fatturato, ma anche per promuovere sempre di più le visite in cantina, che ormai sono diventate una parte fondamentale del nostro lavoro.
«Un impegno costante – conclude – che sicuramente ha contribuito anche a fare conoscere maggiormente la Valle di Cembra e le sue caratteristiche distintive.»
 
Nel corso della quattro giorni stakeholder e visitatori potranno in particolare conoscere il Pinot Nero, ultimo nato in casa Villa Corniole, di cui verrà proposta l’annata 2019.
Un prodotto elegante, che ha fin da subito registrato un grande successo e apprezzamento del pubblico, tanto che l’annata 2018 – la prima ad essere commercializzata, prodotta in 3.000 bottiglie – è andata esaurita nel giro di pochi mesi.
Spazio ovviamente anche agli altri monovarietali della linea Pietramontis: dal distintivo Müller Thurgau, pluripremiato in occasione delle varie edizioni del Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau, al Gewürztraminer, fino allo Chardonnay.
Senza dimenticare le produzioni che, in linea con la logica di zonazione sposata dall’azienda, nascono nei vigneti della Piana Rotaliana: Teroldego, Lagrein e Pinot Grigio, proposto anche nella versione ramato, apprezzatissima soprattutto nel canale ristorazione.
 
Non mancheranno le cuvée, come il Kròz Bianco, nato dall’incontro di Müller Thurgau e Chardonnay, e il Cimbro Rosso, che celebra l’equilibrato incontro tra Teroldego e Lagrein, ma soprattutto i Trentodoc Salísa, in costante crescita sia nella versione brut che in quella dosaggio zero e premiati anche nell’ultima edizione dello Champagne & Sparling Wine World Championship di Londra.
«Per noi – conclude Maddalena Nardin – essere a Vinitaly è occasione di raccontare al grande pubblico la nostra piccola realtà aziendale, che affonda le sue radici nel 1950 e che da ormai venti anni ha deciso di entrare nel mercato con il proprio marchio. Una piccola produzione, inferiore alle 100 mila bottiglie annue, votata alla massima qualità con l’obiettivo di portare alto in Italia e nel mondo il meglio dell’enologia della Valle di Cembra, in particolare, ma anche della Piana Rotaliana.»

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