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Ferrari Trento dà il via alla vendemmia ai propri vigneti

Comincerà mercoledì 10 agosto, in forte anticipo rispetto allo scorso anno

In altro articolo pubblichiamo l’intervista esclusiva rilasciata al nostro Giuseppe Casagrande dallo «Chef de Cave» della Ferrari, Ruben Larentis, che precisa la sua esperienza in merito.
Qui diamo spazio alla notizia tecnica della vendemmia Ferrari, che si presenta problematica, ma non
L’estate particolarmente calda che stiamo vivendo ha determinato un forte anticipo dei tempi di raccolta delle uve, confermando la scelta di iniziare la vendemmia nei vigneti di Ferrari Trento sin dal 10 agosto, ben 16 giorni prima rispetto allo scorso anno.
 
Si inizierà ovviamente dai vigneti più in bassa quota, dove sarà necessaria una vendemmia non solo anticipata, ma anche molto veloce, salendo poi di quota, dove i grappoli hanno una maturazione più graduale, dettata dalle variazioni termiche più sensibili tra giorno e notte, fondamentale caratteristica dei vigneti di montagna, che assicura, anche in annate così calde, una buona acidità delle uve, elemento fondamentale per la produzione di bollicine eccellenti.
«Ricordando un po’ quella del 2003, la vendemmia 2022 si profila nella norma dal punto di vista della quantità e, nonostante l’andamento stagionale, con prospettive buone dal punto di vista qualitativo, grazie alle piogge di inizio agosto, ma soprattutto ai particolari accorgimenti messi in pratica nei vigneti di Chardonnay e Pinot Nero di Ferrari Trento», – commenta Marcello Lunelli, Enologo e Vicepresidente di Ferrari Trento.
 
Fondamentali in questo senso sono, quindi, le buone pratiche in vigna che gli agronomi Ferrari affinano ogni vendemmia, praticata esclusivamente a mano per una ulteriore selezione delle uve, passaggio finale dell’importante lavoro svolto nel corso di tutta la stagione con grande meticolosità.
Tra le pratiche fondamentali per una gestione ottimale delle risorse idriche sono da citare la pratica dei sovesci con sostanze organiche che trattengono l’acqua, il lavoro per ottenere una sempre maggior porosità dei terreni, la lavorazione dei vigneti secondo una logica di massimo equilibrio vegetativo e sostenibilità e, non ultima, la scelta di fare ricerca su nuovi portainnesti, come il tipo M, cioè gli apparati radicali di ultima generazione, frutto di una intensa attività di studio condotta dall’Università di Milano con il supporto di Winegraft, di cui Marcello Lunelli è Presidente, che garantiscono di risparmiare fino al 40% del consumo di acqua.
 
Nella sua continua ricerca dell’eccellenza, dalla vigna al bicchiere, Ferrari lavora da anni nell’ottica di una sempre maggiore sostenibilità e qualità delle sue uve, tanto che i suoi vigneti sono certificati biologici dal 2017 e i vigneti conferenti seguono un rigido protocollo di sostenibilità.
La lungimiranza, inoltre, di aver investito in vigneti sempre più in alta quota si è dimostrata una scelta assolutamente determinante, in questi anni di cambiamento climatico, per mantenere costante la qualità dei suoi Trentodoc, le «bollicine di montagna» per eccellenza.

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