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Stesso nome, peculiarità diverse: i Trentodoc ha più volti

Trentodoc viene prodotto in sei diversi distretti di produzione. Ognuno con le proprie peculiarità e i propri microclimi

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Le sessantaquattro case spumantistiche Trentodoc condividono e hanno sottoscritto il disciplinare di produzione e si trovano tutte naturalmente nel territorio trentino.

Ognuna di loro conserva la propria peculiarità, nella strada verso la qualità. Merito delle singole competenze degli enologi, ma anche dei territori di produzione e dei singoli microclimi, oltre a una tradizione pluriennale.
Esistono sei distretti di produzione: Rovereto e Vallagarina, Valle dei Laghi e Alto Garda, Trento e Valle dell’Adige, Valsugana, Val di Cembra e Piana Rotaliana. Conoscerli significa capire le diverse realtà esistenti dietro ogni bollicina di montagna.
 
 Rovereto e la Vallagarina  
In un territorio crocevia di culture, in cui la cittadina di Rovereto storicamente ricopre il ruolo di anello di congiunzione tra pianura e montagna, tradizione italiana e tedesca, si trova la Vallagarina, famosa per i suoi terreni vitati.
Nel fondovalle, attraversato dall’Adige, si trovano i vigneti circondati da castelli fortificati, mentre in quota s’intravedono le cime rocciose delle Piccole Dolomiti.
Le case spumantistiche: Balter, Borgo dei Posseri, Cantina Aldeno, Cantina d’Isera, Cantina Mori Colli Zugna, Cantina Salizzoni, Conti Bossi Fedrigotti, de Tarzcal, Letrari, Marco Tonini, Pedrotti Spumanti, Revì, San Leonardo, Seiterre, Simoncelli Armando, Spagnolli Spumanti, Tenuta Maso Corno, Valentini di Weinfeld, Viticoltori in Avio.
 
 Valle dei laghi e Alto Garda  
Interamente ricoperta dai ghiacci fino all’ultima glaciazione, la Valle dei Laghi offre alcune delle morfologie più caratteristiche del Trentino che spaziano dai pozzi glaciali di Vezzano e Torbole alle Marocche di Dro.
Il paesaggio a nord è puntinato da numerosi specchi lacustri, tra i quali il suggestivo Lago di Toblino dove, grazie al particolare clima mediterraneo di tutta quest’area, crescono vigneti e uliveti (questi ultimi i più settentrionali d’Europa).
In questa zona, chiamata Piana alluvionale del Sarca, soffiano due venti: al mattino il Pelèr, che scende dalle Dolomiti di Brenta, e nel pomeriggio l’Òra, che sale dal Lago di Garda e mantiene i terreni e le uve ben ventilati e si diffonde poi in tutto il Trentino.
Le case spumantistiche: Cantina di Riva, Cantina Furletti Gabriele, Cantina Toblino, Cantine Levii, Madonna delle Vittorie, Pisoni F.lli, Pravis.
 
 Trento e la valle dell’Adige  
Il nome della valle identifica il tratto di territorio che il fiume Adige attraversa fino a Borghetto, sul confine con il Veneto.
Qui, nell’unica pianura del Trentino formatasi a ridosso del secondo corso d’acqua più lungo d’Italia, tra nomi storici e giovani realtà vitivinicole si trovano molte case spumantistiche Trentodoc.
Le case spumantistiche: Abate Nero, Altemasi, Bellaveder, Cantina Sociale di Trento, Cantine Ferrari, Cesarini Sforza Spumanti, Dolomis, Etyssa, Mas dei Chini, Maso Martis, Maso Poli, Mittestainer, Monfort, Moser.
 
 Valsugana  
Dominata dalla catena del Lagorai, costellata di piccoli specchi d’acqua incastonati tra rocce metamorfiche, boschi, prati e alpeggi, la Valsugana è percorsa dal fiume Brenta che nasce dai laghi di Levico e di Caldonazzo. In questo territorio crescono i vigneti di Chardonnay e Pinot nero ma anche Pinot bianco e Meunier.
Le case spumantistiche: Cantina Michele Sartori, Cantina Romanese, Cenci Trentino, Terre del Lagorai.
 
 Val di Cembra  
È qui che l’altitudine dei vigneti Trentodoc si spinge tra i 450 fino ai 900 metri sul livello del mare.
Dalle pendici dei depositi calcarei del Monte Corona a Giovo, fino agli strapiombi sul torrente Avisio, la Val di Cembra è percorsa da oltre 700 chilometri di muri a secco, terrazzamenti realizzati negli ultimi 100 anni per addolcire le pendenze e ricavare spazi.
La costruzione di questi muretti, tramandata da generazioni di padre in figlio e considerata una vera e propria arte (consiste nella capacità di creare costruzioni mediante il posizionamento di pietre l'una sull'altra senza l'utilizzo di altri materiali, a eccezione del terreno asciutto) è entrata nella lista del Patrimonio Immateriale dell’Unesco e contraddistingue i vigneti di questo territorio, iscritti nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici d’Italia, nominati dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.
Le case spumantistiche: Cembra cantina di montagna, Corvée, Man Spumanti, Villa Corniole, Zanotelli Elio & F.lli.
 
 Piana Rotaliana  
Nata durante la dominazione asburgica grazie agli imperatori d’Austria che commissionarono la deviazione verso sud del fiume Noce, la Piana Rotaliana è un territorio di circa 400 ettari, particolarmente fertile e vocato alla produzione di uve grazie alle frequenti esondazioni del passato e all’origine del suolo - in parte anche glaciale.
Qui si produce anche il Teroldego e sono diverse le case spumantistiche che vi coltivano i vigneti Trentodoc.
Le case spumantistiche: Cantina Endrizzi Elio & F.lli, Cantina Rotaliana di Mezzolombardo, Cantina Roveré della Luna Aichholz, De Vigili, Endrizzi, Fondazione Edmund Mach, Gaierhof, Maso Nero, Metius, Ress, Rotari, San Michael.

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