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Si alza il sipario sul Trentodoc Festival 2022

Tre giorni nei luoghi dell’arte e in cantina, dove il mosto diventa qualità

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Giulia Zanotelli, Roberto Failoni, Cristina Santi, Franco Ianeselli, Maurizio Fugatti, Giovanni Battaiola, Enrico Zanoni, Luciano Ferraro, Maurizio Rossini, Gianpaolo Pedrotti – Foto: Matteo Rensi

Si è alzato il sipario sul primo Trentodoc Festival.
Tre giorni di appuntamenti nei luoghi dell’arte e in cantina, dove il mosto diventa qualità. Fino a domenica il Festival valorizzerà la città di Trento e le 64 case spumantistiche che fanno riferimento all’Istituto Trento Doc.
«Un ulteriore impulso alla crescita del settore, una strada che richiede impegno, entusiasmo e competenza e chiama in causa anche i tanti giovani che sono protagonisti di questo brand, – ha evidenziato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, nel corso del momento inaugurale di questa sera, presentato dal capo Ufficio stampa della Provincia, Giampaolo Pedrotti ed ospitato dal chiostro degli Agostiniani.
Dodici milioni di bottiglie, per un fatturato che nel 2021 ha raggiunto i 150 milioni di euro. Le bollicine di montagna hanno avuto un’accelerazione rispetto al 2020 del 40% e rispetto al 2019 del 23%.
«Una vera esplosione – l’ha definita il presidente Fugatti – che ha portato le bollicine di montagna sui grandi palcoscenici internazionali. Un prodotto che è motivo di orgoglio per il Trentino e che legittima la scelta di promuovere questo Festival.»
 

 
Meraviglia ed emozione sono le parole usate dall’assessore provinciale all’agricoltura, Giulia Zanotelli, nel parlare di questo grande evento.
«Il percorso che ci ha portato all’organizzazione di questo Festival ha richiesto grande impegno e la collaborazione di diverse realtà.
«Celebriamo dunque questa perla made in Trentino, che nasce dall’amore delle case spumantistiche per la nostra terra: agricoltori che hanno scommesso sull’innovazione, lavorando sulla qualità.
«L’Amministrazione provinciale crede nella valorizzazione dell’enoturismo e continuerà a lavorare per favorire il connubio tra vino (sinonimo di arte e cultura) e ospitalità.»
L’assessore provinciale al turismo e commercio, Roberto Failoni, ha posto l’accento sull’importanza di celebrare un prodotto amato dai trentini e dagli ospiti che scelgono la nostra terra per le loro vacanze.
«Questi calici sono motivo di orgoglio per la nostra comunità. Riusciamo a valorizzarli grazie al lavoro degli esercenti: dai baristi ai ristoratori, fino ai rifugisti, che presentano questo vino nelle sue storie e componenti. Continueremo dunque a lavorare sulla promozione per affermare a livello internazionale questa nostra eccellenza.»
 

 
Un’eccellenza che nasce alle porte della città del Concilio, con il sindaco Franco Ianeselli e di tante piccole e grandi realtà del nostro territorio, che nell’ambito dell’inaugurazione sono stati rappresentati dal primo cittadino di Riva del Garda, Cristina Santi.
Ianeselli ha parlato dell’importanza di scommettere su bellezza, cultura e socialità anche in un contesto difficile e complesso come quello che il mondo intero – con le imprese e i cittadini – sta vivendo.
Santi si è concentrata invece sulla necessità di valorizzare l’unione del territorio trentino nello sforzo produttivo del Trentodoc: un marchio dal grande valore che merita di varcare sempre più i confini nazionali.
 
Il presidente di Trentino Marketing Gianni Battaiola ha evidenziato come il Trentodoc rappresenti un biglietto da visita per la nostra terra.
«Queste etichette sono sinonimo di freschezza e brillantezza. Un emblema del Trentino che presentiamo agli ospiti che vogliono vivere emozioni vere, all’insegna della genuinità.»
A ricordare come gli eventi di degustazione siano andati sold out in breve tempo è stato il presidente dell’Istituto Trento Doc, Enrico Zanoni.
 

 
«In tanti desiderano conoscere questo prodotto con maggiore profondità. Attraverso questo marchio intendiamo sviluppare ulteriormente il connubio tra bollicine di montagna e turismo.»
L’amministratore delegato di Trentino Marketing, Maurizio Rossini, si è concentrato sul valore aggiunto rappresentato dal Trentodoc per il territorio Trentino.
«Guardiamo ai produttori, al loro impegno incessante che ha portato questo prodotto a raggiungere vette importanti. Perché la loro creatività, accostata all’eleganza delle bollicine, aggiunge valore al Trentino.»
Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere della Sera (co-organizzatore del Festival) ha dunque parlato di questo evento inedito.
«Visto da fuori, il Trentino è luogo di un miracolo enologico ed economico. Attraverso questa iniziativa puntiamo ad allargare la platea di consumatori che scelgono questo prodotto.»

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