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I direttori Rcs: «Orizzonti internazionali per Trentodoc»

«I Trentodoc non si discostano molto dallo champagne, ma vanno avanti in ordine sparso...»

Ieri pomeriggio la tavola rotonda nell'ambito di Bollicine su Trento «Fere sistema per imporsi sui mercati internazionali».
Quattro autorevoli firme del Corriere della Sera indicano Trentodoc come il prodotto «ambasciatore» del Trentino e dell’Italia nel mondo... «ma deve crescere ancora in autostima e autorevolezza, come hanno saputo fare i francesi» Trentodoc prodotto vincente, alfiere del Trentino nel mondo.
Tutti d’accordo alla tavola rotonda del gruppo editoriale Rcs, che si è tenuta ieri a Palazzo Roccabruna nell’ambito della manifestazione «Bollicine su Trento» con alcune firme note del giornalismo italiano.
 
Ottimo prodotto, capace di gareggiare con lo champagne, produttori seri e legati al territorio.
«Però – concordano tutti i presenti – occorre avere maggiore autostima e senso di appartenenza, per «contare di più» e renderlo davvero un prodotto da esportazione ed un ambasciatore di questa terra nel mondo».
Attorno alla «tavola» a condurre la serata c'era Maria Latella, direttrice del settimanale «A», chiamata a fare da moderatore tra Mauro Remondino, giornalista del Corsera, Carlo Montanaro, direttore di «Dove», rivista specialistica sul turismo ed Enrico Romagna Manoja, direttore de «Il Mondo».
«Trentodoc è un fiore all’occhiello di questa terra – ha esordito Maria Latella – un prodotto fresco e gradevole, che deve riuscire ad imporsi ancora di più sui mercati internazionali».
 
Un concetto sottolineato a più riprese dai presenti e esemplificato da Remondino.
«Prendiamo lo champagne. I francesi sono riusciti a costruire attorno a questo prodotto una figura monolitica, quasi mitica, indiscutibile. Eppure, mi sembra che alcuni Trentodoc non si discostino molto dallo champagne in quanto a qualità, manca però ancora l’autoconsapevolezza e la capacità di proporsi sullo scenario internazionale che hanno in vece i nostri cugini francesi».
Già, ma perché? «È una questione di mentalità – ha spiegato Manoja – noi italiani siamo portati ad andare avanti in ordine sparso, mentre i francesi fanno gruppo, sono corporativi e nazionalisti. Però, il Trentodoc può contare sull’omonimo istituto, oltre che sull’attività di Trentino Marketing che fa sintesi di queste realtà»
 
Su cosa puntare dunque per un Trentodoc che sappia far breccia sul palcoscenico mondiale? 
«Serve unità, far sistema, occorre mettere in sinergia le componenti forti del territorio trentino che è la prima risorsa da cui Trentodoc trae forza.
Puntare sull’unicità di questa terra, sul brand viticoltura di montagna e soprattutto sostenerlo tutti assieme, evitando divisioni e invidie fra produttori».Sostanzialmente d ’accordo con i relatori l’attento pubblico presente.
Fra gli altri hanno preso la parola le «quote rosa» più note del panorama delle bollicine trentine, Camilla Lunelli, delle Cantine Ferrari, Lucia Letrari dell’omonima Azienda agricola di Rovereto, e Clementina Balter giovane «erede» della Azienda agricola Balter, anch’essa di Rovereto.
 
Il ruolo della donna nel mondo delle Bollicine. 
Alla presenza di Maria Latella, direttrice del settimanale al femminile per eccellenza, hanno spiegato che cosa può portare una donna al mondo dell’enologia attraverso passione, competenza, managerialità.
Ma, soprattutto, a sentire queste «ragazze» delle bollicine trentine, grande attenzione agli aspetti di comunicazione e branding.
Forse la definitiva consacrazione di Trentodoc parte proprio dalla loro nuova generazione.

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