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Una grappa da favola: così Segnana festeggia i suoi 150 anni

Raccontata la storia di una distilleria, nata quando Garibaldi compiva l'avventura dei Mille

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C'era una volta un carro sul quale erano stati sistemati alcuni alambicchi e che, trainato da due cavalli, andava di maso in maso, di valle in valle, per distillare le vinacce fresche.

Era il 1860, il Trentino era una provincia dell'Impero Austro-Ungarico e il proprietario di quel carro, Paolo Segnana, aveva creato una distilleria condotta - una delle pochissime di cui si abbia testimonianza - grazie all'autorizzazione concessa da Vienna ai viticoltori trentini a distillare le vinacce per 24 ore.

Centocinquant'anni dopo il carro con gli alambicchi è scomparso, mentre il nome Segnana si è affermato quale sinonimo di grappa d'eccellenza, alternativa di alto livello ai distillati di importazione ed espressione all'estero di un'italianità raffinata.

Segnana, rilevata nel 1982 dalla famiglia Lunelli, da generazioni alla guida delle Cantine Ferrari, si racconta oggi in una distilleria all'avanguardia nella quale la sintesi tra tensione all'innovazione e rispetto della tradizione esprime distillati di rara morbidezza, e propone un modo nuovo di vivere la grappa.

Le vinacce provengono dalle uve che danno le bollicine Ferrari e la loro freschezza, requisito indispensabile per grappe di qualità, è garantita dalla contiguità tra le Cantine Ferrari e la Distilleria Segnana.

Un secolo e mezzo di una storia così gloriosa merita di essere celebrato e la famiglia Lunelli festeggia la ricorrenza presentando una nuova grappa che, custodita gelosamente per oltre un decennio, ha tutte le caratteristiche della straordinarietà.

Segnana Anniversario, questo il suo nome, è espressione di vinacce di Chardonnay provenienti dal vigneto di Maso Pianizza, da cui nasce un fuoriclasse come il Giulio Ferrari, e ha respirato per ben 12 anni in botti dei migliori legni europei.
Nel ricordo della data di nascita, le eleganti bottiglie di Segnana Anniversario, ognuna numerata, sono 1860.



Merita leggere il discorso di Matteo Lunelli, Amministratore Delegato del Gruppo Lunelli.

Buonasera e benvenuti a nome di tutta la nostra famiglia e del gruppo Lunelli qui a Villa Margon. Grazie, grazie di cuore per aver accolto il nostro invito.
Molti di voi ci conoscono soprattutto per le bollicine Ferrari, ma oggi vogliamo parlare di grappa, anzi di Grappa Segnana!

Siamo qui infatti per celebrare centocinquanta anni di storia di un'azienda, un secolo e mezzo di attività, poiché la Distilleria Segnana è nata, e poi vi racconterò come, nel 1860.
Centocinquant'anni di vita sono tanti, è un traguardo importante. Forse non possiamo dire che Segnana sia la distilleria più vecchia d'Italia, in compenso, come osserva con la sua molto femminile arguzia mia cugina Camilla, possiamo dire che la Distilleria Segnana è più vecchia dell'Italia, dell'Italia unita, s'intende. Che fu tale nel 1861 e i centocinquant'anni dell'Italia unita si festeggeranno, infatti, nel 2011.

La Segnana fa parte della storia del Trentino. Nacque quando la nostra terra era una lontana provincia dell'Impero Austro-Ungarico e tutto iniziò appunto quando Paolo Segnana ottenne dalla Gendarmeria una licenza per distillare.

Era il 1860, un anno di straordinaria rilevanza storica. È, infatti, nel 1860 che Garibaldi, con i suoi Mille, strappò il meridione ai Borboni consegnandolo a Vittorio Emanuele II e portando quasi a compimento il processo di unificazione.
Nello stesso anno in America Abraham Lincoln, colui che nel suo programma aveva l'abolizione della schiavitù, si candidava per l'elezione a Presidente degli Stati Uniti.

Nel 1860 Grappa era una parola che non era ancora entrata nel vocabolario della lingua italiana, vi entrò verso il 1876, ciò che oggi è grappa si definiva con voci dialettali diverse da provincia a provincia.
Qui in Trentino era sgnàpa e non c'era un contadino con un po' di vite che non se la facesse in casa, quindi in modo clandestino, con tutte le conseguenze e i pericoli del caso.
Si dice che l'unico, in ogni paese delle valli, a non distillare fosse il parroco perché doveva vigilare e suonare le campane nel caso arrivassero i gendarmi!

Dunque, mentre l'Italia si avviava verso l'unità e in America si faceva il primo passo verso la fine della schiavitù, a Borgo Valsugana, un giovane trentino intraprendente, Paolo Segnana, inseguiva un futuro meno povero con un'idea geniale: offrire ai suoi compaesani che facevano vino, e non soltanto a loro, una distilleria davanti a casa per lavorare sul posto le loro vinacce, nel rispetto della legge.

In base alla legge austro-ungarica, i contadini avevano allora il diritto di distillare le proprie vinacce e produrre un piccolo quantitativo di grappa per consumo personale.
La distillazione doveva però avvenire in un tempo limite di 24 ore, nella propria casa e una sola volta l'anno.
L'autorità aveva delegato a ciò Paolo Segnana che per questo allestì una vera e propria distilleria mobile, caricando un rudimentale alambicco, o meglio un pentolone per far bollire la vinaccia, su un carro trainato da cavalli con cui si recava di maso in maso.
Con il risultato che Paolo Segnana divenne presto uno dei personaggi più noti dell'alta Valsugana e l'arrivo del suo carro era una festa per tutti.

Allora, e fu così per molti anni ancora, la grappa, il più italiano dei distillati, era un prodotto povero, nato in campagna.
Ma la Distilleria Segnana fu sempre all'avanguardia nella ricerca della qualità: grazie alla sua mobilità poteva lavorare vinacce fresche e, come dice un detto trentino, la buona grappa si fa col secio e no col forcon.
La buona grappa si fa con vinacce grondanti di mosto.
E che Paolo Segnana distillasse una grappa straordinaria lo dimostra anche la sua longevità: visse infatti sino a novantasei anni, un'età straordinaria a quei tempi, tanto da far pensare che più che una grappa distillasse un elisir di lunga vita.

Di sicuro la sua intraprendenza fu premiata e la distilleria si trasferì dal carro a Borgo Valsugana, tra quattro mura che via via s'ingrandirono.

Al fondatore successe poi il figlio Graziano e neppure a lui mancavano le idee innovative: fu Graziano a mettere per primo delle fascine di vite sul fondo dei paioli per evitare il sentore di bruciato che spesso intaccava la fragranza della grappa.
Un'innovazione premiata con un Fiorino dalla Luogotenenza del Tirolo e Voralberg.

Ai primi del novecento la Segnana era già rinomata e si narra che rifornisse anche l'esercito imperiale, che nella grande guerra in Valsugana era di casa visto che Borgo era proprio sulla linea del fronte.

Il passaggio da Vienna all'Italia fu indolore, i Segnana continuarono a distillare con successo e, a testimonianza del loro solido legame con il territorio, furono tra i fondatori dell'Istituto Tutela della Grappa del Trentino.

Nel 1982 il passaggio di mano: Armando, nipote del fondatore, chiese a noi, che già conferivamo le nostre vinacce, se fossimo interessati ad acquistare la distilleria.
È fu così che, nel giro di qualche settimana, la distilleria di Borgo Valsugana, piccola ma con una grande storia, passò alla famiglia Lunelli.

Era un passo importante per noi Lunelli perché fu la prima diversificazione e si gettavano le basi per la creazione di un Gruppo che oggi, oltre a Ferrari, comprende la Segnana, appunto, Surgiva, la Tenuta Podernovo, Tenuta Castelbuono e l'Azienda Agricola Lunelli.
Tutti questi marchi hanno un filo conduttore e caratteristiche comuni: c'è grande ricerca della qualità, hanno tradizione, tipicità e un forte legame con il territorio da cui provengono.
Queste caratteristiche per noi sono fondamentali perché il nostro obiettivo è, ed è sempre stato, quello di costruire un Gruppo dell'eccellenza del bere italiano.

Ma torniamo a Segnana. Nel 1982 fu la comune vocazione all'eccellenza che ci convinse ad acquisire la distilleria di Borgo con l'ambizione di fare della grappa un distillato di grande qualità, in grado di proporsi nelle occasioni più prestigiose e nei locali più esclusivi.
E fu proprio coltivando quest'ambizione che decidemmo di costruire una nuova distilleria a due passi dalle Cantine Ferrari e di trasferire la Segnana dalla sua storica sede di Borgo.
Le vinacce ottenute dalla soffice pressatura delle uve con cui si crea il Ferrari sono particolarmente ricche di mosto e ideali per la distillazione e la distanza minima che separa la pressatura delle uve dagli alambicchi permette alle vinacce di non perdere nulla dell'originale fragranza e pienezza di profumi e sapori.

Così, fedeli alla tradizione, al territorio e al metodo discontinuo a bagnomaria di vapore, Segnana è diventata un'icona della grappa di eccellenza.

Ma noi non siamo abituati ad accontentarci e alcuni anni fa abbiamo deciso che era necessario rilanciare la sfida.
Per questo abbiamo iniziato un percorso di sperimentazione e ricerca che, grazie alla passione di mio cugino Marcello e di Mirko Scarabello ha portato a risultati di grande valore in termini di innovazioni di prodotto e di processo.
Tra queste desidero citare in particolare il deposito di un brevetto per la ridistillazione delle flemme ottenuto in collaborazione con l'Istituto Agrario di San Michele all'Adige.

Nel 2008, a completamento di questo percorso, abbiamo presentato una nuova gamma di grappe, rivisitandone logo e veste, seguendo il motto la tradizione si rinnova.
Innovazione dunque, ma senza venire meno alla lunga tradizione di Segnana, alla sua storia e ai suoi valori, per creare un marchio d'eccellenza, al passo con i tempi ed espressione raffinata dello stile di vita italiano.

I nostri sforzi sono stati premiati. E negli ultimi due anni, pur in un contesto economico difficile e in un settore maturo come quello dei superalcolici, siamo riusciti quasi a raddoppiare le nostre vendite e la Segnana si è confermata sinonimo di grappa d'eccellenza, alternativa di alto livello ai distillati di importazione ed espressione all'estero di un'italianità raffinata.
Il prestigio di Segnana è stato confermato con la presenza delle nostre grappe in molti importanti momenti istituzionali come nel recente vertice G8 dove la Segnana Solera Selezione è stata scelta come omaggio ufficiale per i capi di Stato e di Governo presenti.
La qualità di Segnana è stata inoltre riconosciuta da grandi premi e riconoscimenti: qualche giorno fa, per esempio, abbiamo ricevuto una targa speciale dall'ANAG, l'Associazione Nazionale degli Assaggiatori di Grappa, perché la distilleria è stata sempre premiata in ognuna delle dieci edizioni dell'Alambicco d'Oro.

E allora come celebrare un secolo e mezzo di una storia così gloriosa?
Per festeggiare questa ricorrenza presentiamo oggi in anteprima una nuova grappa che abbiamo custodito gelosamente per oltre un decennio e che ha tutte le caratteristiche della straordinarietà.
Si chiama Segnana Anniversario e, nel ricordo della data di nascita, l'elegante bottiglia sarà in edizione limitata di soli 1860 esemplari numerati.

Oggi vogliamo condividere un momento che per noi è molto importante, brindare a questo significativo anniversario e assaggiare insieme, in anteprima assoluta, la nuova Segnana Anniversario. Perché, siamo convinti, che Segnana abbia una grande tradizione ma anche un altrettanto grande futuro.


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