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La cucina dell’esodo chiude le proposte gastronomiche Ledro 2017

A fine ottobre e al Ponte dell’Immacolata in tavola c'è il Menu Ceco

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Gnocco boemo - © Roberto Vuilleumier.
 
La storia e le vicende che cento anni fa hanno caratterizzato la vita della Valle di Ledro, con l’esodo in Boemia dei suoi abitanti, tornano protagoniste nella rassegna Menù Ledro in calendario nell’ultimo fine settimana di ottobre e successivamente in occasione del Ponte dell’Immacolata.
L’ultimo appuntamento gastronomico dell’anno di quest’angolo paradisiaco del Trentino è infatti incentrato sul Menù Ledro Ceco che consentirà agli ospiti di ripercorrere l’incrocio di cultura e tradizione culinaria conseguente al drammatico trasferimento della gente ledrense nei territori dell’Europa dell’Est all’inizio della Grande Guerra.

Dal trasferimento forzato nell’attuale Repubblica Ceca ha infatti preso vita un successivo confronto e una commistione negli usi, compresa l’introduzione nella tradizione culinaria della Valle di Ledro di piatti caratteristici della cultura boema: lo Gnocco Boemo, il gulasch, l’insalata di patate e il soffice impasto dolce delle livanze.
Piatti che rivivranno nel quarto ed ultimo atto stagionale della rassegna culinaria articolata nelle proposte di quattro diversi ristoratori della Valle di Ledro: il Ristorante dell’Elda di Lenzumo, il Ristorante Maggiorina di Bezzecca, l’Osteria La Torre di Pieve e la Locanda Le Tre Oche di Molina.
La gustosa proposta è articolata in due differenti fine settimana a fine ottobre (sabato 28 e domenica 29) e quindi a dicembre nel classico Ponte dell’Immacolata (8 ed il 10 dicembre 2017.

L’appuntamento rivolto alla tradizione ceca è l’atto conclusivo della rassegna Menù Ledro 2017, un cammino inaugurato in primavera con «A Tavola con la Preistoria» e poi proseguito con «Giallo e Zafferano» e, ad inizio autunno, con Menù Ledro Viola.
Ancora una volta dunque al centro dell’offerta della Valle di Ledro si erge la ricchezza di una vallata che oltre a prodotti genuini garantiti dall’eccezionale ambiente e contesto naturale in cui è inserita (meritevole dell’inserimento nel progetto Riserva della Biosfera di Unesco), gode di un tradizione e di una storia secolare che ne fanno uno dei baricentri della tradizione gastronomica trentina.

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