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Il salvagente in Val D’Aosta all’«ignoranza che fa legge»

Il GIP ha assolto gli imputati di «rimborsopoli» perché «non erano consapevoli di commettere un illecito»

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Noi non siamo mai stati colpevolisti, certi che una civiltà si fonda sulla imparzialità della Magistratura giudicante. In altre parole, un paese dove i reati puniti sono una piccola percentuale ha un alto indice di civiltà.

Però francamente il fenomeno denominato «Rimborsopoli» ci ha lasciati molto perplessi un po’ su tutta la linea.
Il primo elemento che ci ha colpito è stata la verifica di un antico concetto che ci insegnavano fin da bambini: «non si ruba perché non si deve rubare, non perché è vietato rubare».
Quando abbiamo letto che cosa avevano fatto i nostri politici con i soldi destinati al rimborso delle spese elettorali, abbiamo capito la verità di fondo: lo hanno fatto perché erano certi di non venir controllati.
Poi, quando il tutto è venuto alla luce, hanno capito di aver commesso un errore. Ma ormai era fatta: era chiaro che lo avevano fatto solo perché erano certi che non sarebbero stati scoperti.
Penoso scoprire che un personaggio politico abbia una soglia morale legata alla pubblicizzazione delle proprie azioni.
 
Il secondo elemento lo abbiamo rilevato da poco, quando il GIP di Aosta ha assolto gli indagati perché «non erano consapevoli di commettere un illecito».
È un po’ il rovescio dell’antico principio conosciuto dal popolo come «l’ignoranza non fa legge». Cioè il fatto di non sapere che una legge è stata approvata e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale non è un esimente, punto.
Questa volta il ragionamento è rovesciato. Non si parla di legge ignorata, dato che non c’è una norma «che fa divieto di utilizzare i fondi per i rimborsi spese in maniera discutibile», ma di «mancata consapevolezza». Sottile differenza.
Come dire che è comprensibile che la soglia morale di una persona possa fare riferimento in piena fiducia ai dettati di legge.
Noi siamo innocentisti, lo ripetiamo, quindi è bene che siano stati assolti. Ma visto che l’aspetto morale è un elemento sine qua non per la politica, ci attendiamo che tutti gli indagati in questione abbandonino la carriera politica.
Il salvagente per non annegare in questo mare di cavolate è tutto per loro. E, già che siamo garantisti, ne diamo uno anche al GIP.

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non concorde 07/04/2015
chiedo venia ma non concorde. avete letto la legge del 1972 che organizza i gruppi consigliari? a parte che a mio avviso, non si parla di fondi pubblici, perchè dal momento che i soldi transitano sul cc di un gruppo consigliare assoggettato ad associazione privata, diventano soldi privati. detto questo, la legge non è chiara ma non specifica niente. dopo il 1 gennaio 2013 con la legge Monti si puo' parlare di peculato, prima assolutamente no. il fatto non costituisce reato, e sarà così per tutti gli altri consigli indagati, chi prima e chi dopo (cassazione). occhio a confondere l'etica che anche a me non va giu', con al Legge che invece dal 1972 era a favore di determinate situazione!Saluti avv. paolo l.

Risponde il Salvagente: Ringraziamo l'avvocato per il suo augusto parere, perché spiega come il giudice abbia agito ben interpretando la legge.
Resta il fatto morale per cui delle persone hanno speso dei soldi non loro a proprio uso e consumo.
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Giorgio 02/04/2015
I latini dicevano «Ignorantia legis neminem excusat».
E` infatti dovere del cittadino essere al corrente delle leggi. Si presume che la legge sia sempre disponibile alla conoscenza del cittadino, anzi alla generalità dei cittadini, se poi parliamo di politici non ci dovrebbero essere scusanti.
Un vero schifo!!!
Altro che ITALICUM e listini bloccati, PREFERENZE al 100% cos= ci pensano i cittadini a lasciare a casa coloro che non sono meritevoli.
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