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Il salvagente ai pasticcioni della Gran Bretagna e dell'Europa

L’Europa deve curare la propria miopia, la Gran Bretagna la propria presbiopia

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La Brexit è un pasticcio vero e proprio.
Anzitutto è singolare scoprire che nell’Accordo di Lisbona era stata inserita la clausola che prevedeva l’uscita di uno stato membro. Se si pensa che gli Stati Uniti avevano scatenato la Guerra di Secessione nel 1860 perché parte degli stati del Sud volevano separarsi da quelli del Nord, possiamo dire che la leggerezza dell’Europa è davvero singolare. È come se nessuno avesse mai pensato alla montagna di problemi che un’uscita dall’Unione avrebbe provocato.
 
L’Europa continua a dimostrarsi divisa in tutto, mettendo in risalto i gravi problemi che porta con sé. Esiste un Parlamento, esiste una Commissione Europea (il Governo del’Europa), ma esiste anche il Consiglio d’Europa, che è composto dai presidenti del Consiglio degli Stati membri.
Inutile dire che nessuna delle tre istituzioni funziona, perché in realtà nessuno ha il potere di decidere qualcosa. 
Così ci troviamo il Presidente della Commissione Europea Junker che vuole il taglio immediato e netto con la Gran Bretagna e la Germania che invece vuole un’uscita morbida. Il Consiglio invece si troverà lunedì, ma ci si domanda cosa farà alla prima imminente scadenza imbarazzante, quando la presidenza di turno dovrebbe passare proprio a Cameron… E dato che l’uscita va ratificata dal Parlamento della Gran Bretagna, ufficialmente lo stato sarà ancora in Europa.
Insomma, la cosa che dovremmo imparare subito da questo pasticcio è che l’Europa deve darsi una mossa, cambiare marcia, rifare tutto dalle fondamenta in su. E chissà che questo disastro non serva proprio per svegliare l’Europa che sta andando in direzioni che nessuno sta pilotando.
  
Il secondo pasticcio è dato dallo spettacolo indecente di politici e giornalisti che, pur non comprendendo nulla di Europa, hanno espresso ugualmente le proprie considerazioni. Il più delle volte inutili, spesso terroristiche, a volte dannose.
Certamente i giornalisti che hanno sparato nel mucchio non hanno fatto fare bella figura al mondo della stampa. Poi ci lamentiamo se i lettori ci considerano dei cialtroni…
L'impressione è che anche in questo frangente si stia cercando il sangue a tutti i costi. Cosa accadrà lunedì? Il finimondo, ovviamente.
Una giornalista di un TG nazionale ha ricordato i padri fondatori dell’Europa: Schumann, Adenauer e… Churchill. Cioè ha dimenticato il nostro Alcide Degasperi e ha inserito un politico britannico contrario all’Unione europea.
 
L’altro pasticcio è in casa della Gran Bretagna. Il fatto che la decisione sia stata presa per un piccolo scarto di voti è una brutta premessa, perché il Paese è diventato instabile per definizione.
Se gli europeisti vogliono istituire un referendum per entrare in Europa (e secondo noi possono farlo) ci sarà sempre una gran parte del paese che cercherà di impedirlo.
Scozia e Irlanda del Nord vorrebbero separarsi da Galles e Inghilterra per decidere da soli l’appartenenza in Europa. Un effetto estremamente pericoloso, perché quando le istituzioni nazionali vacillano non si sa mai dove si rischia di finire.
Ma il capolavoro al quale abbiamo assistito esce dall’analisi per classi di età dei votanti. Gli anziani hanno deciso di restare, mentre i giovani volevano restare in Europa.
È facile pensare che i giovani siano più sensibili alla mancanza di confini, se non altro perché l’Europa ha incentivato e contribuito all’interscambio degli studenti proprio per facilitare l’integrazione tra culture diverse.
La considerazione più amara in questo è presto fatta: coloro che - vista l’età - non hanno più un futuro operativo, hanno deciso il futuro dei giovani che in quanto tali il futuro ce l’hanno davanti.
Stavolta i salvagenti da lanciare sono talmente tanti che abbiamo bisogno di un’operazione «Mare Europeum» da mettere in campo per non annegare in questo oceano di cavolate.
 
GdM

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