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«Panchine pensanti», per riflettere sullo spirito olimpico

Fuori il Festival dello Sport: imparare a fare squadra, al giorno d’oggi, all’interno della triade «allenatori, atleti e genitori»

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Imparare a fare squadra, al giorno d’oggi, all’interno della triade «allenatori, atleti e genitori».
È questa la sfida del progetto «Panchine Pensanti» ideato e curato da Franco Bertoli che si inserisce all’interno de «Fuori il Festival dello Sport».
Prima un libro, poi uno spettacolo teatrale-dibattito che pone al centro dell’attenzione il difficile triangolo relazionale che si instaura oggi giorno nel mondo dello sport tra atleta, società sportiva e famiglia.
Una situazione di potenziale conflitto, che da «triangolo conflittuale» può trasformarsi in «cerchio» collaborativo all’insegna dello spirito olimpico.
L’evento, presentato questa mattina in anteprima alle scuole, si replica nuovamente questa sera alle 20.30 per il pubblico, sempre al Teatro Sanbapolis di Trento (Via della Malpensada, 80-88).
 
L’iniziativa si rivolge in particolare a dirigenti e allenatori di club e associazioni, come momento di formazione e riflessione ma la partecipazione è aperta a tutti.
All’anteprima con gli studenti, l’assessore Roberto Failoni ha ribadito che «Investire nello sport significa investire innanzitutto sul futuro del Trentino: i giovani».
Non poteva che essere la provincia più sportiva d’Italia, e per quattro giorni capitale del «Festival dello Sport» a supportare «Panchine Pensanti», un evento spettacolo composto da teatro + dibattito + testo, ideato e realizzato da Franco Bertoli, capitano olimpionico degli Azzurri del volley, mental coach, formatore e ideatore di questo progetto inserito all’interno del «Fuori Il Festival dello Sport» come giornata di formazione.
La volontà è quella di affrontare un tema di grande attualità e conflittualità tra genitori e allenatori nello sport, tema che potrebbe valere allo stesso modo per genitori e insegnanti a scuola, al fine di ispirare a soluzioni relazionali assolutamente possibili per supportare al meglio i nostri figli atleti o studenti che siano.
 
Partner del progetto la Provincia di Trento e Trentino Sviluppo, l’Opera Universitaria e le Istituzioni sportive quali la Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC), la Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV), la Federazione Italiana Pallacanestro (FIP), il CONI Nazionale e Locale del Trentino.
«Sostenere lo sport - ha detto Roberto Failoni, assessore provinciale all'artigianato, commercio, promozione, sport e turismo - significa dare risposte concrete alle migliaia di persone, dirigenti, allenatori e accompagnatori, che quotidianamente donano il loro tempo e le loro energie per mantenere vivo un movimento forte di valori universali.»
«La Provincia – ha sottolineato l’assessore Failoni rivolgendosi in particolare ai giovani presenti - ha approvato il nuovo regolamento per l’applicazione della legge provinciale sullo sport, che offre risposte concrete alle società sportive trentine: tanti gli strumenti a disposizione, sostegni e aiuti, ma anche borse di studio per studenti atleti e programmi di tutoraggio per conciliare vita scolastica e attività sportiva. A fianco delle tante strutture sportive d’eccellenza, vanto del nostro territorio, questi strumenti aiutano a contrastano il fenomeno dell’abbandono precoce e permettono agli studenti-atleti di essere sempre più competitivi, anche ad alto livello.»
 

 
All’insegna della conciliazione tra impegni scolastici e sportivi è anche il progetto provinciale attivo nelle scuole di «tutoraggio sportivo» spiegato da Giuseppe Cosmi, Coordinatore Educazione Fisica, Dipartimento Istruzione e Cultura, della Provincia autonoma di Trento: «Tutto è iniziato otto anni fa con 13 studenti-atleti e 2 insegnanti tutor. Oggi invece son 345 studenti atleti coinvolti e 62 gli insegnanti tutor. I numeri ci danno ragione, così come gli ottimi rendimenti scolastici di chi fa sport ad alto livello, a dimostrazione di quanto lo sport sia un eccellente strumento di formazione.»
Per entrare nel merito dello spettacolo, Franco Bertoli, già capitano olimpionico degli Azzurri del volley (soprannominato «Mano di Pietra» per la sua potenza in attacco), oggi mental coach e formatore, ha illustrato i tratti salienti di «Panchine pensanti», il progetto formativo (nato prima come testo, poi come spettacolo) che ha un forte carattere educativo e divulgativo, raccontando lo sport da chi lo vive.
Uno spettacolo teatrale che arriva alle menti e ai cuori di tutti, proprio in un momento in cui queste tematiche sembrano passare in secondo piano, a fronte delle performance sportive.
 
Un triangolo di relazioni complesse le cui dinamiche tra atleti, allenatori e genitori sono analizzate dagli autori alla ricerca di un supporto tra persone in vista della performance sportiva, ma soprattutto rivolti ciascuno a migliorare sé stessi prima di tutto come esseri umani.
Successivamente allo spettacolo ne è nato un simpatico dibattito, per approfondire le tematiche da molti punti di vista «sportivi» e rispondere alle domande degli studenti: per il tennis è intervenuto il tennista trentino Andrea Stoppini (ora anche tecnico), per il calcio Claudio Coppi (osservatore federale e già in passato Direttore Tecnico del Trentino Calcio 1921), Francesco Scannicchio (ufficio strategie sportive dell’Università di Trento, tecnico di pallanuoto e membro dello staff tecnico del Settebello Azzurro), con l’atleta di volley A2 Silvia Fondriest, che gioca nel ruolo di centrale nella Trentino Rosa.
 
In occasione dello spettacolo è stato presentato anche il progetto degli studenti delle classi terze del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci, coordinati dalla professoressa di Storia dell’Arte Patrizia Condini: una tela di oltre tre metri di dimensioni, dipinta apposta per il Festival dello Sport, che rappresenta lo spirito sportivo e tutte le sue discipline che fanno capo a Trento, in quella che fino a domenica 13 ottobre sarà una vera e propria Capitale dello Sport.
L’evento, presentato questa mattina in anteprima alle scuole, si replica nuovamente questa sera alle 20.30 per il pubblico, sempre al Teatro Sanbapolis di Trento (Via della Malpensada, 80-88).
L’iniziativa, gratuita, si rivolge in particolare a dirigenti e allenatori di club e associazioni, come momento di formazione e riflessione ma la partecipazione è aperta a tutti.

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