Home | Sport | Sport in Trentino | Al Festival dello Sport una leggenda: Ettore Messina

Al Festival dello Sport una leggenda: Ettore Messina

Un fuoriclasse del basket fra le emozioni delle vittorie e la forza di superare le sconfitte


Foto Daniele Paternoster.
 
Una delle leggende del basket italiano, Ettore Messina, oggi tecnico dell'Olimpia Milano la squadra Campione d’Italia in carica, è stato protagonista dell’incontro di questo pomeriggio al Festival dello Sport.
Messina ha tracciato i contorni della sua ultima impresa con le Scarpette Rosse dopo l'appassionante sfida in finale con la Virtus Bologna arrivata a gara 6. Il coach siciliano ha trasmesso alla platea del Festival tutta la passione che da sempre ha animato la sua carriera di allenatore che lo ha portato, ad oggi, a vincere ben 32 trofei coni club di cui cinque campionati italiani e sei in Russia.
Messina ha anche elogiato la nazionale azzurra di basket, ricordato la sua esperienza nell'Nba e tracciato le coordinate dalla prossima stagione dell'Olimpia fra la caccia alla terza stella e le ambizioni nell'Eurolega.
 
Ettore Messina, nell’incontro condotto dalle firme del basket della rosea Davide Chinellato e Antonino Morici, ha subito raccontato le emozioni legate all’ultimo trionfo sulla panchina dell’Olimpia Milano.
«La cosa più bella di quando alleni una squadra forte che ti permette di vincere è vedere la gioia dei tuoi giocatori che festeggiano insieme ai tifosi come accaduto a Milano. Sono immagini, momenti, che ricorderò per sempre.»
Il ventinovesimo tricolore per le Scarpette Rosse è arrivato dopo un campionato che Messina ha definito «lunghissimo e faticosissimo» e che arrivava dopo la sconfitta dell’anno precedente sempre con la formazione felsinea.
«Inutile negare – ha sottolineato il coach catanese – che in noi c’era una grande voglia di rivincita. Ma questa idea di riscatto ci ha fatto anche essere più umili e concentrati sul nostro obiettivo.»
 
Messina ha poi elogiato la nazionale azzurra tornata in auge agli ultimi Europei.
«Anche se non abbiamo vinto la nostra nazionale è stata comunque vincente perché ha dato il massimo ed è andata in crescendo.
«Questo ci lascia più sereni se pensiamo al futuro degli azzurri di basket.»
Per Messina per costruire una grande squadra ci vuole anche la giusta dose di fortuna.
«Un team in grado di vincere nasce dalla giusta miscela fra i giocatori ma questa intesa non sempre viene a crearsi nonostante la bravura dei giocatori stessi e dell’allenatore.»
 
Anche un fuoriclasse della panchina come Messina ha le sue debolezze raccontate con grande simpatia al pubblico del Festival dello Sport.
«Io sento troppo la sconfitta e faccio ricadere sui miei giocatori queste emozioni. Prima di ogni partita io ho una terribile paura di perdere. Anche se una partita è stata preparata benissimo c’è sempre l’imponderabile dietro l’angolo.
«Poi però quando vedo i giocatori fortissimi che sono al mio fianco a volte mi tranquillizzo.»
 
Oltre i ricordi dell’Nba, «Una partentesi bellissima che rifarei anche se potessi tornare indietro», Ettore Messina ha nel mirino la terza stella con l’Olimpia ma anche l’orizzonte europeo dell'Eurolega
«Quest’anno ho a disposizione una squadra più lunga e più profonda ma l’Eurolega è una competizione davvero durissima.
«Il sogno è quello della Final Four ma intanto sarebbe importante centrare i play off.»

Condividi con: Post on Facebook Facebook Twitter Twitter

Subscribe to comments feed Commenti (0 inviato)

totale: | visualizzati:

Invia il tuo commento comment

Inserisci il codice che vedi sull' immagine:

  • Invia ad un amico Invia ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Plain text Versione solo testo

Pensieri, parole, arte

di Daniela Larentis

Parliamone

di Nadia Clementi

Musica e spettacoli

di Sandra Matuella

Psiche e dintorni

di Giuseppe Maiolo

Da una foto una storia

di Maurizio Panizza

Letteratura di genere

di Luciana Grillo

Scenari

di Daniele Bornancin

Dialetto e Tradizione

di Cornelio Galas

Orto e giardino

di Davide Brugna

Giovani in azione

di Astrid Panizza

Nella botte piccola...

di Gianni Pasolini

Gourmet

di Giuseppe Casagrande

Cartoline

di Bruno Lucchi

L'Autonomia ieri e oggi

di Mauro Marcantoni

I miei cammini

di Elena Casagrande