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Cece Maestri e Francy Puppi, impresa sulla Tosa

Trentadue chilometri con 2.100 metri di dislivello in poco meno di tre ore e mezza

Cesare Maestri ha toccato per la prima volta la madonnina in vetta alla Tosa da ragazzino, undici anni o giù di lì, al seguito del padre.
Dopotutto con un nome così non poteva che trovarsi a suo agio tra quelle Dolomiti che hanno permesso all'altro Cesare Maestri, oggi quasi novantunenne, di scrivere tante e ricche pagine nella storia dell'alpinismo italiano e mondiale.
E oggi il vecchio Cesare ha voluto onorare l'impresa del giovane Cesare salutandolo in Piazza Sissi a Madonna di Campiglio al termine della sfida affrontata spalla a spalla con il compagno di nazionale Francesco Puppi, a sua volta vicecampione iridato in carica di corsa in montagna.
Nello scorso novembre nel giro di due giorni Cece e Francy furono secondi, rispettivamente nella distanza classic e nella prova long, ai Campionati Mondiali di Villa La Angostura, oggi sono stati i primi di sempre a misurarsi con il percorso Madonna di Campiglio - Cima Tosa - Madonna di Campiglio, transitando lungo Vallesinella, la Val Brenta fino a Bocca di Brenta e quindi su per la via normale.
Trentadue chilometri complessivi, metro in più, metro in meno, con 2.100 metri di dislivello positivo da affrontare.
Il tutto in poco meno di tre ore e mezza: 3:28'26 per la precisione.
 
Una sfida che ha preso forma nella mente dei due amici durante le settimane di lockdown, una sfida che ha quindi assunto la forma di Cima Tosa, culmine delle Dolomiti di Brenta con i suoi 3173 metri di quota, montagna cara come poche altre al giudicariese Cesare Maestri, ventisettenne di Bolbeno che nella vita di tutti i giorni oltre a sfiorare l'iride è impegnato professionalmente come ingegnere energetico.
«Pensavamo di tornare in Piazza Sissi dopo circa 3h40 – è stato il commento di Cesare Maestri, – ma è andata ancora meglio.
«Abbiamo voluto affrontare questa sfida rispettando il nostro concetto di montagna, prestando quindi la massima attenzione alla sicurezza, a cominciare da imbrago, casco e via dicendo per la salita e discesa dalla paretina che anticipa la vetta.
«Avremo potuto evitarlo, risparmiando forse qualche minuto, ma non ci saremmo riconosciuti nel nostro gesto.
«È stata una sensazione particolare, correre insieme e sfidare questa montagna a me tanto cara.»
 
A supportare la coppia azzurra, oltre al comune sponsor tecnico «col baffo», c'era anche Giordano Zanetti, storico allenatore di Maestri e tra le altre cose anche primatista trentino dei 10.000 metri su pista.
Stabilito il record, ora la testa ritorna alle gare classiche.
«Tra un paio di settimane finalmente si ricomincia a Malonno, poi a fine agosto ci saranno i campionati italiani, prima dei Mondiali in autunno, a Lanzarote: non vedo l'ora di tornare in gara», – è stata la chiosa di Maestri, prima di dedicarsi ai meritati festeggiamenti di rito.

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