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Mauro Tomasi: Tre maratone in 3 mesi sulla carrozzina monoguida

La telecronaca dell’ultima maratona che si è disputata domenica 8 dicembre

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Non sono passati neanche sei mesi dalle ultime straordinarie imprese di Mauro Tomasi, che lui è già tornato a stupirci, inanellando, una dietro l’altra, una tripletta di maratone da farci restare a bocca aperta.
Carpi, Firenze, Reggio Emilia: per ciascun percorso, 42 km di asfalto, saliscendi, buche, sudore e fatica, che Mauro ha affrontato sulla sua carrozzina monoguida, spinta con un braccio solo, con la sua solita grinta e tenacia, sfidando il freddo e la fatica e concludendo sempre con ottimi tempi.
Perché Mauro, nonostante le difficoltà, è uno che non si arrende.
Gli ostacoli che la vita gli ha messo davanti li ha affrontati e superati grazie alla sua straordinaria forza di volontà e grazie allo sport.
Non una, ma tante vittorie, che Mauro vuole raccontare, perché servano da esempio per chi, quotidianamente, è alle prese con la rabbia, la delusione, la frustrazione.
 
Nel corso dell’ultimo anno abbiamo sentito tanto parlare di lui, per le maratone a cui ha partecipato con la sua carrozzina manuale, di cui la più nota è la maratona di Roma 2013.
Forte di una preparazione ormai solida, quest’autunno Mauro Tomasi non si è risparmiato. Prima ha partecipato alla maratona di Carpi, il 13 ottobre scorso, accompagnato in macchina e poi seguito correndo a piedi da Sandro Zomer, un amico di Ala.
Il percorso era molto scorrevole e Mauro Tomasi ha concluso la maratona in 5:20:22.
 
Poco più di un mese dopo è stata la volta della maratona di Firenze il 24 novembre.
Stavolta ad accompagnarlo c’era Emilio Fontanari in bicicletta: hanno raggiunto Firenze in treno, partendo il sabato e rientrando domenica sera.
Il percorso, specialmente nel centro di Firenze, era molto più duro, essendo pavimentato a piastre, e tutto leggermente in salita nella seconda parte della maratona, ma è andato ugualmente tutto bene e Mauro Tomasi ha concluso con un tempo di 5:49:00.
 
L’ultima fatica di Mauro Tomasi risale a solo due giorni fa, con la partecipazione alla maratona di Reggio Emilia domenica 8 dicembre.
Accompagnato da Valentino Nave in bicicletta, ha concluso quest’ultima maratona in 5:18:26. Anche in questo caso il percorso era molto impegnativo, specialmente dal km 7 al km 19 in periferia, con diversi saliscendi e asfalto sconnesso.
«Vorrei che tutte queste mie imprese servissero da esempio che se si vuole si può arrivare a fare cose che neanche si immaginano, che anzi sembrano impossibili, – dice. – Forse, vedendomi, altre persone possono prendere coraggio e provare a fare il primo passo. Possono reagire.
«Non dico che bisogna fare tutto da soli. Io per primo, quando serve chiedo aiuto, ma bisogna almeno provarci.
«Quindi, forte di tutte queste esperienze, mi son detto: se l’ho fatto io... dal basso della mia semplicità e umiltà, magari raccontandolo a tutti, posso permettere ad altri di trovare quella forza in loro stessi per cambiare la loro vita.
«E magari questa cosa come ha aiutato me... può aiutare anche loro.»
 
Quello di Mauro Tomasi è l’esempio di un percorso di rinascita che da individuale si proietta verso l’esterno, con un entusiasmo e una voglia di vivere su cui tutti noi ogni tanto dovremmo fermarci a riflettere.
La telecronaca dell’ultima maratona si apre cliccando l’immagine che segue.
 

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