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Consegnati i premi ai «Veterani dello Sport di Trento»

«Premio Giulio Fozzer» di atleta dell’anno a Letizia Paternoster, «Premio alla carriera» al fotografo Remo Mosna

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Remo Mosna e Letizia Paternoster.
 
E’ stata una serata spumeggiante. Per l’ambientazione scelta (Cantine Ferrari) e per il clima che ha caratterizzato il tradizionale incontro di fine stagione della sezione di Trento dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport.
Occasione per rinnovare il piacere della convivialità e consegnare il «Premio Giulio Fozzer» di atleta dell’anno e il «Premio alla Carriera».
«Ci siamo lasciati alle spalle un anno intenso – ha osservato nel suo saluto di apertura il presidente Enrico Negriolli affiancato dai vicepresidenti Silvano Dusevich e Vittorio Andreaus – Un anno caratterizzato da iniziative sportive e di carattere culturale. La nostra sezione, nel marzo del 2017, è attesa al rinnovo delle cariche sociali, sostanzialmente l’elezione del nuovo consiglio direttivo. Un momento sicuramente importante. L’occasione dell’incontro di fine anno serve a indirizzare a tutti i migliori auguri per le prossime Festività natalizie e di fine e inizio anno ma anche per ricordare chi non è più con noi. Un particolare ricordo a Silvio Franceschini, già presidente della nostra sezione, e a Renzo Sartori uomo di grande umanità, disponibilità e attaccamento allo sport», consigliere dell’attuale  Consiglio Direttivo.
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il delegato regionale dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport, Luciano Vanz, l’assessore allo sport del Comune di Trento, Tiziano Uez, il presidente del Comitato Trentino della Federazione Ciclistica Italiana, Dario Broccardo, il presidente del Comitato Trentino del Coni, Giorgio Torgler.
 
 Premi e premiati 
Due premi che, nello scatto, hanno un denominatore comune. Infatti c’è chi, in sella a una bici, opera uno scatto che può valere una vittoria.
E c’è chi, in sella a una motocicletta con al collo l’inseparabile macchina fotografica, è impegnato a scattare immagini che contribuiscono a fare la storia del ciclismo.
E’ così per Letizia Paternoster e Remo Mosna.
La Paternoster, ciclista juniores della società patavina Vecchia Fontana e premio «Atleta dell’Anno» consegnatole dal presidente Negriolli assieme a Claudio e Fabio Fozzer (figli di Giulio Fozzer) ha archiviato una stagione straordinaria.
E’ stata caratterizzata, su pista, da due titoli mondiali (corsa a punti e inseguimento a squadre) e da tre titoli europei (corsa a punti, scratch e inseguimento a squadre).
Inoltre ha conquistato il titolo di campionessa italiana sempre su pista.
Su strada ha centrato tre successi. Sette i piazzamenti sul podio (tra questi l’argento al campionato nazionale) e ha concluso al quinto posto il mondiale in Qatar vinto dall’azzurra Elisa Balsamo.
I primi risultati significativi li ha colti due anni fa, sempre su pista, collezionando tre titoli italiani.
L’anno dopo, nel 2015, ha centrato l’oro della prova su strada ai giochi olimpici giovanili, la medaglia di bronzo ai campionati italiani, e in pista ha indossato per due volta la maglia tricolore (scratch e inseguimento individuale).
Remo Mosna, settant’anni di età e gran parte di questi trascorsi a fotografare corse e corridori, è «il fotografo» del ciclismo trentino ed è fotoreporter noto e apprezzato nel mondo del grande ciclismo.
Negli anni si è guadagnato l’appellativo di «fotografo dei Moser» avendo seguito l’intera storia sportiva di questa dinastia dello sport del pedale.
Mosna, «Premio alla Carriera», nei suoi giovanili ha corso in bici con buoni risultati dalla categoria esordienti fino ai dilettanti.
Sceso dal sellino della bicicletta non ha messo a fuoco il suo obiettivo esclusivamente verso i grandi interpreti di questo sport.
Consapevole che i campioni di domani nascono e crescono nelle categorie giovanili, alterna le sue presenze tra grandi eventi internazionali e corse di levatura locale, non per questo meno meritevoli di essere seguite e fotografate.
Ha messo a disposizione il suo archivio per la realizzazione di tanti libri che hanno raccontato storie e imprese di corse e campioni.
Dopo aver fotografato innumerevoli piogge di bollicine ai piedi del podio delle gare ciclistiche, è toccato a lui brindare per un premio che vale una vita da fotoreporter.
Senza il rammarico che, almeno per una volta, lo scatto fotografico sia stato affidato ad altri.

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