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SAT Sezione di Trento la stagione 2019 ai nastri di partenza

Sono in calendario 57 escursioni domenicali, di cui 18 scialpinistiche, 41 le escursioni «del mercoledì», 3 trekking escursionistici di 8 giorni ciascuno

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Si alza il sipario in questi giorni sulla ricchissima stagione 2019 della Sezione di Trento della Società degli Alpinisti Tridentini.
Il sodalizio cittadino consolida la propria consuetudine nel rappresentare un punto di riferimento per le attività alpinistiche ed escursionistiche, offrendo propri 2.600 soci ben 135 diverse proposte. E la scelta è veramente molto varia ed allettante.
Sono in calendario 57 escursioni domenicali, di cui 18 scialpinistiche (alcune delle quali adatte anche per le ciaspole), 41 le escursioni «del mercoledì», 3 trekking escursionistici di 8 giorni ciascuno (Creta, Etna, Cilento), 1 trekking alpinistico di 7 giorni (Alpi orobie), 2 weekend «lunghi» di arrampicata (Abruzzo e Sicilia), 1 ski tour, ma anche un corso di bouldering, due corsi di arrampicata (uno primaverile e uno autunnale), due uscite di scialpinismo con guida alpina, due uscite di alpinismo con guida alpina.
Per i più piccoli sono in programma 6 uscite di alpinismo giovanile (escursioni sulla neve, arrampicata, canyoning) e un minicorso di arrampicata per bambini accompagnati dai genitori.
 

 
Completano il quadro 8 appuntamenti culturali (racconti d viaggio, proiezioni di film, documentari) e 8 incontri con gli esperti (sicurezza e medicina in montagna, tematiche ambientali ecc.).
Il programma completo è scaricabile dal sito della Sezione (http://www.sattrento.it/), direttamente dalla home page.
L’impegno della Sezione si caratterizza per la grande attenzione a tutte le fasce di età, per la cura particolare a proporre itinerari adatti a tutte le esigenze (dalle brevi uscite escursionistiche alle impegnative ascensioni alpinistiche), per l’impegno nei confronti dei più giovani e nel consolidare nei suoi Soci la cultura della sicurezza.
In questa direzione va senz’altro la collaborazione ormai consolidata con i professionisti della montagna: il ricorso alle Guide alpine non va letto come un modo strumentale per raggiungere una meta impegnativa, bensì come un investimento strutturale in termini di conoscenza tecnica e consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti, con lo scopo di rendere le attività sociali più attrattive e appaganti in quanto più sicure.

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