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Mori, sport: «In spogliatoio deve entrare la fiducia»

Luci ed ombre di un ambiente lontano dalle luci della ribalta – L’assessore Failoni: «L’obiettivo è prevenire l’abbandono precoce dell’attività sportiva giovanile»

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Uno sguardo da fuori. Lente d’ingrandimento alla mano. Una rapida occhiata, alla giusta distanza, per cercare di comprendere, senza invadere, realtà e gestione di un «microcosmo» giovanile effervescente, ma allo stesso tempo delicato: lo spogliatoio.
In campo per l’occasione una squadra fatta di docenti e dirigenti sportivi, psicologi, avvocati ed esponenti delle Forze dell’Ordine: Paola Mora, presidente del CONI di Trento, il professor Adriano Dell’Eva, direttore della Scuola Regionale dello Sport, Bruno Bianchi, già fiduciario CONI per la Vallagarina, il dottor Alessandro Todeschi, psicologo del lavoro e dello sport, gli avvocati Emma Gazzetta ed Alessio Scaglia ed il maresciallo dell’Arma dei Carabinieri Giorgio Dalla Galla.
 
È stata questa speciale «formazione» a delineare scenari poco battuti dalla letteratura sportiva contribuendo così ad avviare un interessante dibattito pubblico che ha preso vita all’auditorium comunale di Mori.
Ad aprire i lavori la presidente del CONI Trento, Paola Mora: «L’incontro è il primo passo di un percorso nato da una conversazione con il fiduciario CONI per la Vallagarina, Bruno Bianchi.
«Abbiamo così cercato di mappare attività inerenti le tematiche del bullismo e dell’abbandono precoce dell’attività sportiva messe in atto da altre istituzioni come il Dipartimento della Conoscenza della Provincia Autonoma di Trento.
«Questo incontro vuole essere quindi un primo passo di un percorso trasversale, condiviso che non intende fermarsi solo alla dimensione sportiva.»
 

 
Una apertura la cui validità, è stata accolta a pieno titolo dall’assessore provinciale con delega allo sport Roberto Failoni.
«Lo sport è una dimensione fondamentale per far crescere in maniera serena i nostri giovani. L’attenzione della Giunta, in tal senso, è massima.
«Quando si parla di abbandono precoce dell’attività sportiva giovanile e di criticità che possono scaturire da un contesto delicato come lo spogliatoio c’è da prestare massima attenzione.
«Attraverso il mio assessorato, la Provincia sta già analizzando questo tipo di problematiche per cercare mettere in atto soluzioni in grado di invertire tendenze, ad oggi, negative.
«A tal fine istituzioni politiche, gli enti del mondo dello sport e Forze dell’Ordine devono collaborare per non sottovalutare quanto accade negli spogliatoi.»
 
Il saluto del sindaco di Mori, Stefano Barozzi ha evidenziato in maniera concreta la problematica dell’abbandono precoce della pratica sportiva in ambito giovanile ribadendo la validità dello spogliatoio come punto di partenza di una riflessione in grado di prevenire tale fenomeno che allo stesso tempo deve toccare anche le famiglie dei giovani atleti.
Aspetto, quest’ultimo, ribadito in maniera appassionata dal fiduciario CONI per la Vallagarina Bruno Bianchi.
 

 
Il dibattito è «decollato» in auditorium quando il dottor Todeschi, gli avvocati Gazzetta e Scaglia assieme al maresciallo Dalla Galla hanno iniziato a presentare la giurisprudenza, i risvolti in sede penale e civile e le ripercussioni psicologiche di tutte le attinenti all’ambito della riservatezza e della privacy che hanno suscitato l’attenzione dei tecnici e degli educatori presenti.
Sorvegliare, prevenire, avviare un confronto positivo tra ragazzi per far emergere eventuali problematiche sono verbi che hanno descritto un confine molto sottile.
Evitare di invadere uno spazio correndo il rischio di non vedere illegalità, bullismo, furti e atti di vandalismo o entrare in spogliatoio «a gamba tesa» pur essendo in buona fede pagando le relative conseguenze?
 
La parola che ha ridotto tutto tutti al minimo comune denominatore è stata: fiducia. Solo un rapporto chiaro e genuino tra atleti, allenatori, volontari e genitori è in grado di contribuire, assieme all’assunzione delle rispettive responsabilità, alla costruzione di relazioni sane e sincere in grado di mettere in atto meccanismi di allerta utili per prevenire possibili criticità.
Uno scenario quello disegnato dalla parola «fiducia» che ha portato il prof. Adriano Dell’Eva, direttore della Scuola Regionale dello Sport a rilanciare le attività formative con nuovi appuntamenti sul territorio mirate ad approfondire le riflessioni innescate dal vivace dibattito che ha preso il via in quel di Mori.
Un dialogo di pubblico interesse che prima di tutto ha bisogno di conoscenza e condivisione.

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