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Riaperta a Trento l’Osteria 2 Spade. La tradizione continua

La nuova gestione sarà una cucina internazionale, con occhio di riguardo ai prodotti e alla tradizione del territorio

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Gianni Pasolini, lo chef Simone Bordignon e Andrea Coluccia.

L’Antica Osteria Due Spade di Trento non poteva continuare meglio la tradizione che si tramanda dal XVI secolo, dato che uno dei due soci che l’hanno rilevata era il sommelier nella gestione precedente.
La società si chiama «La Madunina» perché entrambi i soci – Gianni Pasolini e Andrea Coluccia – sono originari di Milano.
La gestione precedente dedicava una pagina molto particolare ai prodotti trentini, proponendoli però «rivisitati» come li chiamava il gestore precedente Massimiliano Peterlana.
Ma la cucina che vogliono portare sui tavoli dell’osteria spazierà un po’ in tutto il mondo, basti pensare che ci saranno anche le crudité.
Ovviamente ci sarà lo spazio dedicato ai prodotti e le tradizioni del territorio, secondo la creatività del nuovo chef Simone Bordignon.
 
 

I vini saranno comunque importanti, dato che Gianni Pasolini è un maestro sommelier.
E difatti nella festa inaugurale di questo pomeriggio, come si dice in questi casi, lo spumante trentino è scorso a fiumi.
Presenti le autorità e, va da sé, i giornalisti che non si fanno mai sfuggire questi momenti.
Dopo la festa, alle 19, l’Osteria 2 spade ha aperto i battenti ufficialmente, con un tradizionale tutto esaurito.
È già tutto prenotato anche per domani sera. Come dire che le belle notizie precedono la stampa.
Il target rimane il medesimo di prima.
Comunque sia, è bene prenotare a mezzogiorno. Il locale è stato chiuso un mese e mezzo e i clienti habitué non potevano attendere ancora.
 

 
Anche noi uno dei prossimi giorni faremo una visita «alla ricerca del gusto».
Avevamo già fatto una recensione per la precedente gestione (vedi) e siamo ansiosi di vedere come sono cambiate le cose.
Ovviamente non faremo paragoni con la cucina precedente, ma saremo assolutamente (nel limite del possibile) obiettivi.
Non vediamo l'ora.
Comunque sia, la tradizione continua. Dal 1545.

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