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Un libro per proteggere l’umanità dall’ignoranza – Di L. Grillo

Ilaria Capua: «Il viaggio segreto dei virus – alla scoperta delle creature più piccole, dispettose e sorprendenti dell’universo»

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Titolo: Il viaggio segreto dei virus. Alla scoperta delle
            creature più piccole, dispettose e sorprendenti
            dell'universo

Autrice: Ilaria Capua
Illustratore: Andrea Rossetto
Editore: De Agostini 2021
Pagine: 176, illustrato. Brossura. Dai 12 anni in su
Prezzo di copertina: € 13.90
 
Ilaria Capua è una scienziata italiana che ha già pubblicato un libro per bambini «Ti conosco, mascherina» (vedi) con l’intenzione di informare i piccoli sull’uso corretto della mascherina in modo scherzoso, ma fornendo informazioni rigorose.
Ora, con questo nuovo libro presentato pochi giorni fa, si rivolge invece ai più grandicelli e spiega con semplicità cosa sono i virus, elencando anche le parole che «possono sembrarti difficili, ma che in realtà sono utili per capire i virus e il loro comportamento».
 
Non basta però conoscere il virus, è anche necessario prevenirlo, per vincere la paura, sapendo che questa creaturina piccola e dispettosa sembra scomparire, per poi ricomparire all’improvviso quando nel mondo si pensava che fosse stata sconfitta.
La scienziata racconta viaggi e trasformazioni dei virus, che non colpiscono soltanto gli individui, ma anche gli animali e le piante.
 
Scrivendo di peste bovina e morbillo, Ilaria Capua coglie l’occasione per citare il grande Tucidide che più di 400 anni prima di Cristo descrisse la peste di Atene, dalla quale era stato colpito, per poi guarire; e ritorna agli ultimi anni del secolo scorso per raccontare il mistero dei corvi neri che cadevano stecchiti nelle strade di New York, colpiti da un virus che si era sviluppato in Africa 60 anni prima e che aveva compiuto un lungo viaggio per approdare negli Stati Uniti: una volta isolato, si capì che veniva trasmesso dalle zanzare e che aveva attraversato l’oceano sulle navi merci che solcavano l’Atlantico cariche di vecchi pneumatici al cui interno, spesso pieno di acqua, avevano trovato un comodo rifugio le larve di zanzare.
 
Con una prosa accattivante, Capua racconta la malattia delle tartarughe marine e informa sulla varicella e sull’herpes che spesso compare sulle labbra di bambini e adulti…sempre di virus si tratta, virus che aggrediscono animali e uomini in periodi di fragilità, virus che acquistano forza a causa delle azioni «dell’uomo che modifica e danneggia gli ecosistemi senza preoccuparsi delle ripercussioni per la flora e la fauna».
Dunque, si ritorna all’ambiente, a quell’ecosostenibilità tanto invocata e poco realizzata!
 
Si passa poi ai virus che colpiscono le piante, ad esempio al Banana Bunchy Top virus, capace di distruggere intere piantagioni: il vettore è simile «a quei pidocchietti minuscoli che spesso infestano le rose. È un parassita che si attacca sulla pianta per succhiarne nutrimento e, all’occorrenza, trasmette il virus fatale».
E questo è solo uno dei tanti virus… qui in Italia oliveti molto estesi sono stati annientati dalla Xylella.
 
Ricordando la sua esperienza di lavoro all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie di Legnaro, presso Padova, Ilaria Capua racconta la lotta all’influenza aviaria, il grande lavoro di squadra per individuare i virus influenzali che si trasformano e viaggiano, come la famosa influenza spagnola che fece il giro del mondo nel primo ventennio del secolo scorso e infettò circa 500 milioni di persone.
Fu una vera pandemia, come l’influenza asiatica nel 1957, quella di Hong-Kong nel 1986 e la suina nel 2009.
 
I virus passano da un animale all’altro, «svolgono un ruolo chiave gli uccelli>> che li trasportano, e anche il clima non è estraneo alla diffusione: dunque sta all’uomo mantenere in equilibrio l’ambiente a cui è comunque legata la sua salute.
Così è accaduto per il virus Zika, conosciuto fin dal 1947, apparentemente scomparso, o rimasto a lungo in una foresta dell’Uganda e ritornato improvvisamente in Polinesia, per diffondersi infine nelle Americhe.
C’è il virus Sin Nombre, che colpiva i Navajos, trasmesso da un topo, con il favore di un clima piovoso, mentre in Svezia dei topolini dalla testa rotonda, approfittando di condizioni climatiche stranamente miti, trasmisero il virus Puumala.
 
Insomma, se un genitore vuol far capire al figlio cosa sia un virus, questo libro è indispensabile: è chiaro, ma preciso nei riferimenti scientifici; è scorrevole, ma non banale; suggerisce un uso costante dell’atlante, per vedere le grandi distanze percorse dai virus, i luoghi dove sono nati e dove sono arrivati; invita soprattutto al rispetto per l’ambiente e protegge dal pericoloso virus dell’ignoranza.

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