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Storie di donne, letteratura di genere/ 86 – Di Luciana Grillo

Dunne Catherine, Un terribile amore – Due donne, due destini, un incidente in comune: l'amore.

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Titolo: Un terribile amore
Autrice: Dunne Catherine
 
Editore: Guanda 2015 (collana Narratori della Fenice)
Pagine: 398, brossura
 
Traduttrice: Arduini Ada
Prezzo di copertina: € 18,00
 
Due donne, di diversa estrazione sociale – Calista e Pilar – sono le protagoniste di questo romanzo la cui lettura è avvincente fin dall’inizio.
La storia si svolge in Spagna, ma intervengono altre patrie, altri Paesi come la verde Irlanda o la bella Cipro, isoletta significativa per entrambe.
Calista ha solo diciassette anni, vuole uscire dal conformismo noioso della sua vita a Dublino, vuole allontanarsi da una madre che le sembra preoccupata solo delle apparenze – era il 1966, e «…quanto sarebbe stata diversa la sua vita se non avesse obbedito ad Alexandros. Non le era nemmeno passato per la testa di non fare quello che lui le chiedeva… Calista sente montare la dolce ondata del pericolo, un mare di possibilità entusiasmanti. Capisce che sta cominciando ad annegare nel canto di quegli occhi verdi…» – e quindi, con l’entusiasmo della giovinezza, se ne va al braccio del suo bel marito a Cipro, dove con la bimba, in casa dei suoceri, comincerà a maturare, a capire il mondo che le gira attorno, a sentire nostalgia per la sua famiglia di origine, soprattutto per il fratello Philip/Felipe, suo gemello.
 
Pilar, invece, va via dal suo paesello in Estremadura spinta dalla madre che vuole salvarla da un ambiente meschino e permetterle di realizzare i suoi sogni.
«Poco prima di morire, l’aveva presa per mano. Nella sua stretta c’era una forza sorprendente. “Stammi a sentire” le aveva detto. “Se rimani finché non me ne sarò andata, non riuscirai a fuggire. Passerai la vita a fare da serva a tuo padre e ai tuoi fratelli… Checché ne dica il prete, la povertà non ha niente di nobile, e tantomeno la servitù. Vattene.»
È una ragazza matura e responsabile, Pilar, lavora senza risparmiarsi, protetta dal senor Alfonso Gòmez a cui sua madre l’ha in qualche modo affidata.
E mentre Calista sente crescere in sé l’insofferenza per l’isola, per il marito che si manifesta ben diverso da come lo aveva immaginato, la vita di Pilar si lega a Cipro, ad un amore segreto.
 
Gli eventi, che la Dunne segue parallelamente di anno in anno, si succedono e si incastrano in uno strano gioco: mentre Pilar abbandona il suo bimbo appena nato, Calista capisce di aver sposato un uomo violento e si vede costretta a tentare la fuga con i suoi figli. Pilar dal canto suo si rende conto di essere diventata una donna ricca, ma la solitudine la spinge verso scelte sbagliate. Calista, travolta da una rivoluzione che cambia il volto di Cipro, da Londra cerca di mantenere i contatti con la suocera e con il cognato – gli unici che l’hanno capita e aiutata – e grazie all’amicizia di Aristides e di sua moglie Anna riscopre la sua passione per la fotografia e ne fa un gratificante lavoro.
E insieme, Calista ritrova la sua famiglia d’origine «Ecco cosa vuol dire casa… L’affetto incrollabile dei suoi genitori. Un rifugio per lei e i suoi bambini. Un posto dove respirare…»
Come Pilar, quando «la prima volta che è tornata, la gioia di Paco nel vederla le ha fatto venire le lacrime agli occhi…»
 
Intanto, l’ex marito di Calista sposa un’altra donna, mentre sia in Pilar che in Calista il desiderio di riabbracciare i rispettivi figli diventa sempre più forte.
Per Pilar inizia una faticosa ricerca, per Calista, invece, un’ondata di dolore: la figlia muore ed il figlio la rifiuta e non le perdona di averli abbandonati.
Dunque, un romanzo complesso, questo «Un terribile amore», che mette a confronto due donne tanto diverse che, toccate entrambe, anche se in modo del tutto differente, da un terribile omicidio, alla fine si incontrano, quando una, Calista, ha forse trovato un po’ di serenità nella sua bella casa in Estremadura, a Torre de Santa Juanita, e l’altra, Pilar, nello stesso luogo dove ha vissuto un’adolescenza difficile e dal quale è fuggita, vede finalmente realizzato il suo sogno.
Le storie si sviluppano partendo dal 1989, anno in cui tutto è compiuto, andando a ritroso, nel 1957, quando Pilar parte da Torre de Santa Juanita, nel 1966, anno delle nozze di Calista, nel 1974, nel 1989… fino al 2015 quando Calista sogna i papaveri e gli anemoni di Cipro e la sua piccola Imogen, che costruiva castelli di sabbia ai cui piedi «un’intera città fortificata. Calista la osserva far salpare la sua flotta, le manine che sollevano e abbassano le navi giocattolo sulle onde invisibili del mare…».
 
La scrittura della Dunne è potente, forte, scarna. Il romanzo si legge con intensità, ondeggiando fra l’una e l’altra delle protagoniste e condividendone i sogni, le gioie, i drammi, come in una tragedia dell’antica Grecia.
 
Luciana Grillo
(Precedenti recensioni)

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