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Storie di donne, letteratura di genere/ 208 – Di Luciana Grillo

Giovanna Strano, Vincent in love - il lavoro dell’anima – Un Vincent van Gogh nato da un lungo studio e una inarrestabile passione

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Titolo: Vincent in love. Il lavoro dell'anima
Autrice: Giovanna Strano
 
Editore: Cairo Publishing 2017
Collana: Scrittori italiani
 
Pagine: 253, Brossura
Prezzo di copertina: € 15
 
Giovanna Strano non ci presenta una semplice biografia di Vincent van Gogh, ma ci racconta gli anni difficili delle scelte che hanno costretto Vincent ad allontanarsi dalla famiglia, degli amori spesso sbagliati e soprattutto della sua inguaribile passione per l’arte.
In sostanza, il giovane Vincent era consapevole di vivere una «crisi d’identità in quanto dentro di me si insinuava il cambiamento; mi rendevo conto di non poter più seguire la strada del predicatore, così come si voleva che la intendessi, poiché stentavo a sottostare a regole rigide imposte dalla dottrina e dai superiori, tendenti a imbrigliare la fede in una serie di convenzioni…», così come sapeva di voler dipingere il mondo vero, abitato da contadini e poveracci, anche se, quando scriveva al fratello Theo confessava di essere «cosciente dei suoi limiti».
 
Vincent amava Kee, la dolce Kee che «aveva smesso di pensare per farsi guidare da ciò che la gente si aspettava da lei», si sentiva impotente contro «le convinzioni, gli stereotipi che si insinuano nella mente e che diventano i nostri padroni, guidano il nostro agire quotidiano e ci inducono a conformarci a ciò che la società vuole da noi» mentre «tutti procedevano nello stesso verso, come un fiume costretto dagli argini che ne segnano il percorso obbligato. Io, controcorrente, con fatica, cercavo di raggiungere la libertà».
La libertà può essere rappresentata da Sien, una donna di facili costumi, conosciuta una sera: le cambia il nome (da Sien a Christine), ne dipinge volto mani operose e corpo minuto («rimarcando le rughe, evidenziandone i difetti, con la ferma intenzione di riuscire a rendere con realismo la condizione umile e sofferente di una donna di strada»), la accoglie nella sua casa con la figlia Maria, le chiede infine di sposarlo.
 
Ma vorrebbe anche affermarsi come pittore lui che, «isolato dal resto del mondo» sentiva la mancanza dell’apprezzamento degli altri, l’impossibilità di vivere dignitosamente senza il sostegno economico del fratello Theo al quale doveva però comunicare «l’intenzione di sposare Christine, ero sicuro che avrebbe compreso senza ostacolare il mio desiderio».
Il sostegno economico non viene meno, ma Theo non può condividere la scelta di sposare la donna: Vincent deve ricordare chi è: «Tu sei Vincent van Gogh, un artista, figlio di Théodorus van Gogh, pastore protestante, e di Anna Cornelia Carbentus, nata da una famiglia di religiosi, vieni da una stirpe di mercanti d’arte, militari, letterati… Se Vincent van Gogh adesso sposa una prostituta tutto il resto della famiglia sarà imparentato con una prostituta…».
 
Il tempo passa, la situazione non migliora, Vincent si reca nel nord, poi torna nella casa paterna, mentre Christine e i bambini rimangono soli.
Compare Margot nella vita di Vincent, forte e bella, giovane e innamorata che per lui tenta il suicidio.
Per lei Vincent dimentica Sien-Christine e i suoi bimbi, la morte del padre e nuvole scure che si addensano sulla sua testa lo convincono a partire, «ma nell’intimo il buio si fece più fitto», tanto che con una decisione improvvisa decide di raggiungere il fratello a Parigi.
E qui la storia di van Gogh si avvia a conclusione, mentre l’artista si invaghisce di una modella bellissima e libera, Agostina Segatori, già musa di Corot, e comincia ad essere conosciuto e apprezzato.
 
Piacciono i suoi dipinti, «pieni di vita e di luce», ma Vincent è stanco, disorientato, il suo unico desiderio è «di annientarmi, di riconsegnarmi al nulla da cui sono venuto… l’anelito alla pace e alla calma mi spinge verso le acque placide del Rodano... Ritorno al nulla, e al tutto nello stesso tempo, e finalmente avrò tregua e ogni cosa troverà la sua ragione di essere e il suo senso».
Ecco, questo è il Vincent di Giovanna Strano, nato da un lungo studio e una inarrestabile passione.
 
Luciana Grillo – l.grillo@ladigetto.it
(Recensioni precedenti)

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