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Storie di donne, letteratura di genere/ 293 – Di Luciana Grillo

Chiara Frugoni, «Uomini e animali nel Medioevo» – Un testo prezioso da consultare con attenzione perché fa aprire i nostri occhi sulle meraviglie del Medioevo

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Titolo: Uomini e animali nel Medioevo. 
            Storie fantastiche e feroci
 

Autrice: Chiara Frugoni
Editore: Il Mulino 2018
 
Pagine: 392, illustrato, Rilegato
Prezzo di copertina: € 40
 
Dopo aver letto e apprezzato «Vivere nel Medioevo» della stessa autrice e dello stesso editore (vedi), avere fra le mani un altro libro che si occupa di medioevo, uomini e animali è per me un grande privilegio.
Così ricco di illustrazioni, lo si sfoglia con curiosità e con la gioia di vedere immagini splendide, perfettamente riprodotte, che arricchiscono il testo e rendono assai gradevole la lettura.
Frugoni parte dalla considerazione che gli animali sono stati creati per essere al servizio degli uomini… ma quali animali?
Unicorni e draghi, strane creature metà uomo/metà animale, ippogrifi, draghi decoravano codici miniati e chiostri, ma l’uomo medioevale, con i pochi strumenti di difesa che aveva a disposizione, viveva nella paura, anche quando non incontrava un drago, ma un più comune cinghiale… ben diversamente da Adamo che impose il nome a ciascuna creatura, «nudo e bello, languidamente semidisteso, abbraccia con la sinistra il ramo di un albero carico di frutta…, circondato dall’attento ascolto di tutti gli animali».
 
La Bibbia dice anche che il serpente parlò a Eva, e san Francesco sapeva parlare con gli animali, come racconta Tommaso da Celano.
E, quanto agli animali e al loro aspetto, sicuramente la prima informazione viene dai Bestiari e dalle opere d’arte in cui compaiono: il leone che risuscita i suoi cuccioli, nella Cappella degli Scrovegni di Padova, dipinto da Giotto, è una rappresentazione evidente della risurrezione di Cristo.
Quando tratta di Adamo, che deve scegliere il nome per ciascun animale, l’autrice descrive anche i mosaici di San Marco a Venezia: insieme agli animali terrestri, dei quali Dio «partecipa di persona alla creazione perché ha a cuore gli esseri viventi con cui l’uomo verrà veramente a contatto», Adamo risulta più grande di tutti, perché «anche attraverso la scala di grandezza dimostra la sua superiorità».
Insieme al grande leone che Adamo accarezza, in omaggio all’evangelista Marco e a Venezia, ci sono altre coppie di animali: orsi, leopardi, lupi, dromedari, cavalli e porcospini, pecore e capre.
 
L’imposizione del nome da parte di Adamo si trova spesso in affreschi medioevali, come a Ferentillo, in provincia di Terni: qui ci sono piccoli volatili, una capra scura, una pecora bianca, un bue, un cervo, un cavallo, un unicorno, un maiale e un serpente, tutti di profilo.
La capra scura si allontana perché rappresenta il dannato che «nella sua vita non ha saputo innalzare lo sguardo al cielo» intento a «procurarsi solo i piaceri della terra».
Bellissimo il tappeto ricamato di Girona con la descrizione della Creazione, così come il Bestiario inglese del XII secolo conservato a San Pietroburgo, gli affreschi della Collegiata di San Gimignano, il Bestiario di Aberdeen in cui Adamo, vestito come il Creatore, impone il nome ad animali vari, tra cui un elefante e quello conservato a Oxford che ci presenta un Adamo con folta barba bianca, seduto in trono, circondato da uccelli, da una lepre («accenno a terre libere, non recintate»), da mucche, cavalli e pecore.
 
Un intero capitolo è dedicato agli animali immaginati e temuti, i grifoni (che sostengono Alessandro Magno) e gli unicorni imprendibili e feroci il cui fegato, impastato con uova, secondo Ildegarda di Bingen guariva dalla lebbra, il demonio-drago vinto da Santa Margherita, la pantera «fiorita» con due lunghe corna, la tigre picchiettata, il leone che sicuramente qualcuno aveva visto, anche perché «ammaestratori di bestie si spostavano di fiera in fiera con piccoli serragli ambulanti».
I leoni o le teste di leone – simbolo sempre di potere regale – erano scolpiti o raffigurati in marmo, avorio o oro nei troni, sui gradini, sui portali.
Altro tema preso in considerazione da Frugoni è la cartografia, le «mappae mundi» esposte in chiese e monasteri o dipinte nei codici o inserite in pavimenti.
Ancora nel medioevo, la terra era rappresentata piatta, pur essendo ormai cresciuta la consapevolezza che la sua forma fosse sferica.
Qui appaiono figure mostruose come i cinocefali, i centauri (si vede in una tavoletta dipinta dal Maestro dell’Osservanza senese sant’Antonio che ne incontra uno), i satiri, gli sciriti.
 
Da ciò che si legge, si ha la sensazione che i viaggi in Asia e in Africa siano particolarmente pericolosi: in Asia ci sono «cani ferocissimi pronti a difendere fino alla morte i loro padroni», le amazzoni guerriere che «combattono come se fossero uomini», il quadrupede «che uccide con il solo sguardo» e «alie multe immanes bestie».
In Africa, «gli uomini non possono abitare a causa dei giganteschi serpenti», potrebbero incontrare individui che «non hanno il naso e il loro viso è piatto e informe… hanno la bocca sigillata all’infuori di un piccolo foro e solo con una cannuccia d’avena possono cibarsi e bere, l’altro non ha la lingua… giganti muniti di clava, alti dodici piedi…»
 
Potrei continuare così, quasi ipnotizzata da queste descrizioni, ma soprattutto dalle illustrazioni che rendono concrete le parole.
Mi piace chiudere questa recensione sottolineando la grande attenzione che l’autrice dedica alla straordinaria Cattedrale di Otranto e alle notizie biografiche di Tommaso da Celano relative alla vita, all’opera e ai dialoghi con uccelli e lupo di San Francesco.
Questo è un testo prezioso da consultare con attenzione e da conservare gelosamente perché è davvero uno scrigno che fa aprire i nostri occhi sulle meraviglie del Medioevo.
Estremamente accurate e numerose sono le Note.
 
Luciana Grillo – l.grillo@ladigetto.it
(Recensioni precedenti)

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